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La situazione internazionale

Esteri

Sudafrica, il visto diventa una sentenza politica (investing.com)

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Washington ha annunciato restrizioni sui visti per cittadini stranieri ritenuti responsabili delle politiche sudafricane che, secondo l’amministrazione Trump, favoriscono espropri senza indennizzo, discriminazioni razziali o istigazione alla violenza contro le minoranze. Il provvedimento non è un bando generale e non indica pubblicamente i destinatari: affida al segretario di Stato il potere di decidere chi rappresenti un problema di politica estera.

Pretoria respinge da tempo il racconto della persecuzione dei bianchi e sostiene che la riforma fondiaria serva a correggere disuguaglianze prodotte da colonialismo e apartheid. La disputa non riguarda quindi soltanto i visti: gli Stati Uniti stanno usando l’accesso al proprio territorio per certificare una lettura politica della società sudafricana, senza aspettare una verifica internazionale condivisa.

Il paradosso è notevole. Un’amministrazione che denuncia le politiche razziali trasforma una controversia storica e costituzionale interna a un altro Paese in un criterio discrezionale d’ingresso. Le sanzioni personali possono essere legittime; diventano propaganda quando l’elenco resta invisibile e l’accusa precede la prova.

https://www.investing.com/news/world-news/us-announces-visa-curbs-for-some-foreign-nationals-in-south-africa-4902635

Nozze Trump Jr, il conto lo paga un amico di Putin (propublica.org)

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Il matrimonio di Donald Trump Jr. e Bettina Anderson, celebrato alle Bahamas nel maggio 2026, è stato in parte pagato da Umar Kremlev, oligarca russo vicino a Vladimir Putin e presidente della federazione internazionale di boxe (IBA), sponsorizzata da Gazprom. Lo rivela un'inchiesta di ProPublica: Kremlev avrebbe finanziato con centinaia di migliaia di dollari i festeggiamenti post-nozze, coprendo affitti e fuochi d'artificio tramite una società con sede a Dubai.

Kremlev non è un nome qualunque: Putin gli ha conferito l'Ordine dell'Amicizia a inizio 2026 e gli ha affidato la gestione della lotteria nazionale russa; l'Ucraina lo ha sanzionato per la sua vicinanza al Cremlino, e pochi giorni prima delle nozze aveva accompagnato Putin in un viaggio in Cina.

Le reazioni della famiglia presidenziale raccontano più di ogni comunicato: Trump Jr. ha confermato al Wall Street Journal che si tratta di "un amico personale", Melania ha fatto sapere di non aver avuto alcun ruolo nell'organizzazione, e Donald Trump ha dichiarato di non sapere chi sia "questo Umar". Tutto mentre l'amministrazione continua a presentarsi come intransigente sulle sanzioni a Mosca per la guerra in Ucraina.

https://www.propublica.org/article/donald-trump-jr-wedding-bankrolled-russian-oligarch-umar-kremlev-putin

La guerra ombra arriva a Washington (justice.gov)

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Il Dipartimento di Giustizia americano ha incriminato cinque persone che, secondo l’accusa, avrebbero lavorato per i servizi russi in una rete di sorveglianza, omicidi su commissione e sabotaggi. Nell’episodio più recente, un residente negli Stati Uniti sarebbe stato reclutato per pedinare un dissidente russo e poi avrebbe rifiutato 40 mila dollari per farlo «sparire». Gli imputati restano latitanti e le contestazioni, è bene ricordarlo, devono ancora essere provate in tribunale.

La novità politica non è la scoperta dello spionaggio, ma il salto di scala attribuito alla rete: eliminare oppositori e colpire infrastrutture nei Paesi schierati con l’Ucraina. Se l’impianto accusatorio reggerà, la distinzione rassicurante tra guerra al fronte e normalità nelle capitali occidentali sarà sempre più una finzione amministrativa.

Washington presenta il caso come una minaccia sventata; Mosca non ha risposto nell’immediato e in passato ha negato operazioni analoghe all’estero. Tra propaganda e contropropaganda resta però un dato concreto: l’accusa è depositata, i cinque sono fuori portata e la guerra ibrida continua a prosperare proprio nello spazio dove tutti possono negare tutto.

https://www.justice.gov/opa/pr/members-russian-intelligence-services-network-charged-conspiring-finance-terrorism-and

Moldova, i droni passano mentre Zelensky transita (moldova1.md)

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Due droni russi hanno violato lo spazio aereo moldavo il 14 settembre, secondo le autorità di Chișinău, mentre erano in corso attacchi contro la regione ucraina di Odessa. L’episodio segue quello dell’8 settembre, quando l’allarme e la temporanea chiusura dei cieli ritardarono la partenza dell’aereo di Volodymyr Zelensky. Il presidente ucraino sostiene che Mosca abbia ripetuto le incursioni sapendo del suo transito; questa intenzionalità, però, non è stata dimostrata in modo indipendente e una fonte del suo stesso ufficio ha definito esagerata la versione di un quasi impatto.

La distinzione non assolve nessuno: droni impiegati nella guerra russa hanno attraversato più volte il territorio di un Paese non belligerante, costringendo l’aviazione civile a fermarsi. Ma trasformare la coincidenza in attentato senza prove indebolirebbe proprio la denuncia più solida. La Moldova non deve dimostrare che Zelensky fosse il bersaglio per rivendicare ciò che i fatti già mostrano: la sua sovranità aerea viene violata come se fosse uno spazio vuoto tra Russia e NATO.

https://www.moldova1.md/p/85298/russian-drones-detected-in-moldova-s-airspace-two-at-palanca-and-cioburciu

Drone abbattuto in Lituania, razzi russi contro un elicottero danese: il Baltico è già in tensione (ansa.it)

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Nella notte tra il 14 e il 15 settembre caccia della Nato hanno abbattuto un drone che aveva violato lo spazio aereo lituano, precipitato in una zona rurale vicino al lago di Kaunas. Il presidente lituano Gitanas Nauseda ha annunciato l'intercettazione su X, sottolineando che "la Nato resta vigile, impegnata e pronta" — parole dello stesso tenore usate un mese fa dopo un episodio analogo in Estonia, il primo abbattimento di un drone straniero nei cieli baltici dall'invasione russa dell'Ucraina.

Nelle stesse ore, secondo quanto riportato da Ansa, una fregata russa ha lanciato due bengala sfiorando un elicottero militare danese, in un episodio separato ma collocato nello stesso quadrante di tensione. Le autorità baltiche ed europee sospettano che Mosca dirotti deliberatamente droni verso i territori Nato durante le proprie incursioni contro obiettivi ucraini vicino San Pietroburgo, usando lo spazio aereo alleato come valvola di sfogo a basso rischio politico.

Il copione si ripete: un episodio isolato, una dichiarazione di fermezza, nessuna escalation concreta dichiarata. Ma la frequenza con cui questi "incidenti" si accumulano — l'Estonia a maggio, ora Lituania e Danimarca nello stesso giorno — racconta più una strategia che una serie di errori, mentre la risposta Nato, sempre proporzionata e mai risolutiva, comincia a somigliare a un rituale piuttosto che a una deterrenza.

https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2026/09/15/caccia-della-nato-abbattono-un-drone-sopra-la-lituania_0009593d-6491-408a-9480-af07927ee5a8.html

Lituania, la NATO abbatte un drone senza bandiera (internazionale.it)

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Un caccia della NATO ha abbattuto nella notte un drone entrato nello spazio aereo lituano, vicino a Pratkūnai, nell’area di Kaunas. Secondo il centro nazionale lituano per la gestione delle crisi, il velivolo sarebbe probabilmente arrivato dalla Bielorussia; la sua provenienza e il suo operatore, però, non sono ancora stati determinati. Attribuirlo oggi alla Russia o all’Ucraina significherebbe trasformare un’indagine aperta in propaganda pronta all’uso.

Il fatto politico resta anche senza una bandiera sul relitto: nei cieli baltici la guerra non è più soltanto osservata oltre confine, ma intercettata sopra il territorio NATO. L’abbattimento dimostra prontezza; la ripetizione di sconfinamenti mostra invece quanto sia sottile la distanza tra errore di rotta, disturbo elettronico e incidente capace di produrre un’escalation prima ancora di avere un colpevole.

https://www.internazionale.it/ultime-notizie-reuters/2026/09/15/nato-fighter-shoots-down-drone-in-lithuania

Gedser, due razzi e una distanza troppo corta (forsvaret.dk)

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Una fregata russa ha lanciato due razzi di segnalazione verso un elicottero Fennec dell’aeronautica danese impegnato a fotografare la nave in acque internazionali al largo di Gedser. Il Comando della difesa danese riferisce che uno dei razzi è passato a breve distanza dall’elicottero; non risultano feriti o danni. Si trattava di dispositivi pirotecnici usati normalmente come segnale in mare, non di missili, ma la traiettoria conta più dell’etichetta.

Mosca può presentare il gesto come un avvertimento e Copenaghen come una provocazione: entrambe le definizioni descrivono un incontro militare in cui il margine d’errore è stato deliberatamente ristretto. Nel Baltico la deterrenza viene ormai misurata in metri. Il problema è che basta una manovra interpretata male perché una dimostrazione di nervi diventi qualcosa che nessuno aveva dichiarato di volere.

https://www.forsvaret.dk/da/nyheder/2026/forsvarets-helikopter-beskudt-med-flares-fra-russisk-fregat/

Columbia, la neutralità finisce in tribunale (apnews.com)

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Mahmoud Khalil e altri esponenti del Palestine Working Group hanno citato in giudizio la Columbia University, accusandola di non averli protetti da minacce, diffusione di dati personali e molestie, e di averli invece colpiti con procedimenti disciplinari. La causa sostiene che questa “indifferenza deliberata” abbia contribuito anche al clima che precedette l’arresto di Khalil da parte dell’immigrazione statunitense. Sono accuse ancora da provare in tribunale; Columbia non ha commentato il merito e afferma di voler garantire sicurezza e protezione dalle discriminazioni a tutta la comunità universitaria.

Il caso va oltre il singolo campus. Quando un’università modifica regole e disciplina sotto la pressione simultanea del governo, dei finanziatori e delle piazze, la neutralità istituzionale rischia di diventare il nome elegante della parte più forte. La causa stabilirà eventuali responsabilità giuridiche; il problema politico è già visibile: la tutela della libertà accademica vale poco se cambia intensità a seconda di chi sta parlando.

https://apnews.com/article/222bc1f0c8cd74c19f6bdc76dfd0b0de

Trump Jr., il regalo di nozze arriva da Mosca (propublica.org)

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Un’inchiesta di ProPublica documenta che Umar Kremlev, oligarca vicino a Vladimir Putin e presidente dell’International Boxing Association, ha sostenuto una parte rilevante dei festeggiamenti alle Bahamas per le nozze di Donald Trump Jr. e Bettina Anderson. La coppia ha confermato che Kremlev ha ospitato due serate successive al matrimonio, definendole un generoso regalo di un amico.

Non è la prova di uno scambio politico, e presentarla così sarebbe propaganda. È però un problema di trasparenza evidente: mentre la Casa Bianca tratta con Mosca sulla guerra in Ucraina, la famiglia del presidente accetta benefici privati da una figura legata al Cremlino. Chiamarlo “regalo tra amici” non scioglie il conflitto d’interessi; descrive precisamente il meccanismo che dovrebbe imporre domande pubbliche.

https://www.propublica.org/article/donald-trump-jr-wedding-bankrolled-russian-oligarch-umar-kremlev-putin

Cardiff, tre nazioni presentano il conto a Westminster (gov.scot)

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I leader nazionalisti di Scozia, Galles e Irlanda del Nord hanno firmato a Cardiff un accordo comune sul diritto all’autodeterminazione, chiedendo a Londra di preparare e facilitare il cambiamento costituzionale. John Swinney, Rhun ap Iorwerth e Michelle O’Neill hanno agito anche come capi dei rispettivi partiti: non è un atto che scioglie il Regno Unito, ma un coordinamento politico senza precedenti tra SNP, Plaid Cymru e Sinn Féin.

Il punto debole dell’Unione non è una dichiarazione solenne: è che Westminster continua a rivendicare l’ultima parola su comunità che chiedono di decidere da sole. Le tre nazioni hanno percorsi giuridici e consensi diversi, quindi l’indipendenza non è dietro l’angolo. Ma quando tre governi periferici parlano la stessa lingua costituzionale, liquidare tutto come folklore separatista significa ignorare la crepa finché non diventa confine.

https://www.gov.scot/news/cardiff-agreement-cytundeb-caerdydd-signed/