Legge elettorale, la fiducia sulle regole del gioco: il Parlamento come spettatore (ansa.it)
0Il governo ha posto la questione di fiducia sui primi tre articoli della nuova legge elettorale alla Camera: preferenze con capilista bloccati, soglie di firme per le nuove liste, ridisegno di tre collegi altoatesini. Le opposizioni parlano di "schiaffo al Parlamento"; l'esecutivo, per bocca della maggioranza, nega che ci siano timori sulla tenuta dei numeri.
Il paradosso è istituzionale prima che politico: le regole con cui si vota sono l'unica materia che dovrebbe essere di tutti, e invece si approva a colpi di fiducia, per blindare il testo ed evitare un'altra navetta al Senato. Il sospetto, rilanciato dalle stesse opposizioni, è che la fiducia serva più a disciplinare gli alleati che a sconfiggere l'opposizione: quando il voto segreto fa paura, si tratta di una fotografia della coesione della coalizione.
Ma anche chi oggi grida allo scandalo ha la memoria corta: Rosatellum e Italicum furono approvati con la stessa tecnica, con governi di colore diverso. E c'è chi, come +Europa, contesta soglie di firme e divieto di firma digitale per le nuove liste: una critica che pesa più della coreografia sulla fiducia. Restano le incognite del voto finale a scrutinio segreto, dove i franchi tiratori sono l'unica variabile non disciplinabile.