In Congo la pace ha ancora bisogno di istruzioni (aa.com.tr)
0Il governo della Repubblica Democratica del Congo e l’AFC/M23 hanno concluso cinque giorni di colloqui in Svizzera impegnandosi a proseguire il processo di Doha. Hanno discusso una sequenza per i negoziati, regole comuni per segnalare le violazioni del cessate il fuoco e un meccanismo per risolvere gli ostacoli; la prima missione di verifica è prevista a Minembwe.
È un passo, ma la diplomazia ha il vizio di chiamare progresso anche l’accordo su come misurare il mancato rispetto degli accordi precedenti. Il quadro di pace esiste già, così come le promesse su cessate il fuoco, prigionieri e accesso umanitario. Ciò che continua a mancare è la distanza fra la firma e il terreno.
Stati Uniti, Qatar, Unione Africana, Togo e Svizzera possono costruire tavoli e calendari. Non possono trasformarli da soli in sicurezza per i civili dell’est congolese. La verifica del cessate il fuoco sarà credibile soltanto se produrrà conseguenze per chi lo viola; altrimenti sarà un’altra procedura impeccabile per documentare una guerra che continua.