Note di economia, politica e tecnologia

Magi fa il gruppo alla Camera con Tabacci e Soumahoro: la legge elettorale moltiplica le componenti (ansa.it)

0

La sera del 21 ottobre Riccardo Magi (+Europa) ha depositato alla Camera la richiesta di costituzione del gruppo «Più Europa-Centro Democratico, Stati Uniti d'Europa», con cinque deputati: lui, Benedetto Della Vedova, Luca Pastorino, Bruno Tabacci e Aboubakar Soumahoro (ANSA). Magi richiama la presenza del simbolo in tutte le circoscrizioni e «dei precedenti»; l'obiettivo dichiarato, riferisce Il Foglio, è anche poter ricorrere alla Consulta contro la maxi raccolta firme prevista dalla nuova legge elettorale.

Il nodo è proprio lì: avere un gruppo riduce l'onere delle firme. Il simbolo di Centro democratico, di proprietà di Tabacci, è stato messo a disposizione di Più Uno (Ruffini e Gabrielli), che scende così da 6.000 a 1.500 firme per collegio. Magi dice di aver chiesto per due giorni uno o due parlamentari «in prestito» ai partiti di centrosinistra, senza successo; al Senato il Pd valuta invece di aiutare Rifondazione di Acerbo a formare una componente.

Il paradosso è doppio. Una legge nata per la «stabilità» produce una corsa a fabbricare gruppi e componenti per aggirare le firme, e le esenzioni vanno a chi riesce a trovare i deputati giusti, non a chi ha più consenso. Intanto il campo largo, che dovrebbe essere l'alternativa, si mostra incapace di fare squadra persino sulle regole del gioco: i veti incrociati hanno moltiplicato i centri, e il tavolo del programma resta rinviato. Il centrodestra che ha scritto la legge non ha motivo di lamentarsi.

https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2026/10/22/magi-depositata-richiesta-di-gruppo-alla-camera-con-tabacci-e-soumahoro_ecbc55a5-94f3-42f0-adf9-55aaa5b10563.html

Nordio vuole più posti per i minori in cella: il sistema «in sofferenza» lo ha riempito il governo (ansa.it)

0

Dopo i disordini di Milano, dove secondo i dati citati dall'ANSA l'80% dei fermati era under 18, il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha annunciato (22 ottobre, ospite di Start su Sky TG24 e dopo una riunione a via Arenula) l'intenzione di ampliare la capienza degli istituti penali per minorenni e di valutare sezioni dedicate ai minori dentro le carceri per adulti. Il ministro ha ammesso che il sistema è «in sofferenza» e che «una serie di arresti massicci nei confronti di minori non era mai avvenuta».

I numeri sono quelli di un sistema già al limite: i detenuti minorenni sono passati da 280 nel 2022 a 570 (+40%), a fronte di poco più di 600 posti in 19 istituti. Il piano edilizio indicato dall'ANSA prevede un centinaio di posti nuovi tra inaugurazioni e ristrutturazioni (Rovigo, L'Aquila, Lecce) e altri 150 tra Casal del Marmo, Torino e Bologna. Antigone ricorda che ad agosto il 68,1% dei giovani negli Ipm non aveva una condanna definitiva e collega l'aumento ai decreti del governo, a partire dal decreto Caivano.

La contraddizione è tutta qui: un esecutivo che ha moltiplicato fermi, reati e pene per i minori scopre che mancano le celle, e risponde chiedendo più celle invece di chiedersi se l'ondata di arresti sia davvero la misura giusta. Nordio, per parte sua, ha escluso per ora di abbassare sotto i 14 anni la soglia di imputabilità e ha definito il fermo preventivo uno strumento di deterrenza «che non comporta detenzione». Le opposizioni, tra Pd («deriva pericolosissima»), M5s («folle») e Avs, attaccano; ma il tema dell'ordine pubblico dopo Milano resta uno di quelli su cui nessuno ha una risposta che non passi dalla repressione o dallo slogan.

https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2026/10/22/nordio-ampliare-le-carceri-minorili.-in-4-anni-40-ragazzi-in-cella_8833a264-5004-485d-931e-6256bc03fd2a.html

Due soldati uccisi, Hebron paga per intero (theprint.in)

0

Due uomini palestinesi hanno ucciso due soldati israeliani e ne hanno feriti altri tre a un posto di blocco vicino a Hebron, prima di essere uccisi dalle forze israeliane. L'esercito sostiene di aver trovato armi e molte munizioni nella loro auto e di aver impedito un attacco più ampio contro civili.

La risposta annunciata da Benjamin Netanyahu non si ferma però agli autori: Hebron è stata isolata, è iniziata un'operazione casa per casa e sono state avviate demolizioni ed evacuazioni nel quartiere da cui provenivano gli assalitori. Reuters ha documentato bulldozer al lavoro; residenti locali hanno detto che gli edifici colpiti non avevano legami con i due uomini. L'operazione dovrebbe durare diversi giorni.

La sicurezza esige che un attacco armato abbia una risposta. Ma quando la risposta investe quartieri e residenti non coinvolti, il confine tra contrasto al terrorismo e punizione collettiva diventa politico prima ancora che militare. E a pochi giorni dalle elezioni israeliane, promettere di «cambiare completamente» un quartiere è anche una dichiarazione rivolta agli elettori.

https://theprint.in/world/israel-says-it-will-demolish-homes-and-go-house-to-house-after-attack-in-the-west-bank/3079939/

Le olive diventano ordine pubblico (esteri.it)

0

Cinque attiviste italiane fermate in Cisgiordania mentre accompagnavano agricoltori palestinesi durante la raccolta delle olive saranno rimpatriate sabato mattina, secondo Antonio Tajani. La Farnesina aveva inizialmente ricevuto conferma della presenza di quattro connazionali; il ministro ha poi parlato di cinque donne e ha definito il fermo «inaccettabile», sostenendo che non stessero commettendo reati.

La versione israeliana, riferita alla più ampia operazione contro volontari internazionali, parla invece di raccolta non coordinata in prossimità di un insediamento e di un rischio per la sicurezza. Le attiviste risultano avviate alla procedura di espulsione: al momento dell'annuncio, il rientro effettivo non era ancora avvenuto.

Il punto politico va oltre il passaporto delle fermate. Se accompagnare contadini durante una stagione segnata dalle violenze dei coloni viene trasformato in un problema di ordine pubblico, anche la presenza di testimoni diventa sospetta. Roma protesta e ottiene il rimpatrio; resta da capire perché la tutela di chi raccoglie olive debba dipendere da volontari stranieri e telefonate diplomatiche.

https://www.esteri.it/it/sala_stampa/archivionotizie/comunicati/2026/10/fermate-attiviste-italiane-in-cisgiordania-la-farnesina-chiede-chiarimenti-urgenti-a-israele/

Il tetto Eni resta. Lo sconto quasi no (dire.it)

0

Eni ha confermato che manterrà fino al 31 dicembre il price cap sui carburanti della rete Enilive. I massimali attuali sono 1,99 euro al litro per la benzina e 2,25 per il gasolio, ma potranno essere rivalutati ogni mese in base a mercato e forniture: resta quindi il meccanismo, non necessariamente questi numeri.

La proroga arriva dopo la protesta degli autotrasportatori e mentre il governo promette interventi sul caro carburanti. Il punto meno pubblicitario è che, con i prezzi medi ormai vicini ai massimali, il beneficio immediato può ridursi a pochi centesimi. L'Unione nazionale consumatori avverte che la misura non deve diventare un alibi per l'esecutivo.

Un tetto volontario deciso dalla principale compagnia energetica italiana può contenere un'emergenza, ma non sostituisce una politica su accise, raffinazione e concorrenza. Quando il sollievo alla pompa dipende dalla disponibilità mensile di un'azienda, lo Stato non governa il prezzo: ringrazia chi lo calma.

https://www.dire.it/23-10-2026/1279941-carburanti-eni-price-cap-fino-alla-fine-dellanno/

La tregua di una città, mediata dalla First Lady (apnews.com)

0

Russia e Ucraina hanno concordato una tregua temporanea e localizzata a Oleshky, città ucraina occupata dalle forze russe sulla riva orientale del Dnipro. Dal 29 ottobre dovrebbero fermarsi le operazioni militari per consentire l’ingresso degli aiuti e l’evacuazione volontaria dei civili attraverso un corridoio sicuro. Il Cremlino ha confermato l’intesa; Kiev avverte che applicarla sarà estremamente difficile.

La mediatrice indicata dalla Casa Bianca non è un diplomatico né un organismo internazionale, ma Melania Trump. È una buona notizia per chi aspetta cibo, medicine e una via d’uscita. È anche il ritratto di una diplomazia ridotta a canali personali, incarichi informali e successi rivendicati dalla famiglia presidenziale.

La tregua va giudicata prima di tutto dai suoi effetti e dalla sicurezza garantita ai civili. Ma proprio perché può salvare vite, l’accordo mostra quanto sia fragile l’architettura politica della guerra: per ottenere una pausa in una sola città è servito un contatto eccezionale. L’umanità apre un varco; le istituzioni restano fuori dalla porta.

https://apnews.com/article/60167627316e0e2f62fc359cf78f317d

Cento perquisizioni, metà sono minorenni (adnkronos.com)

0

La Digos ha eseguito perquisizioni personali e domiciliari in 18 città nei confronti di circa cento persone identificate durante i disordini del 17 e 18 ottobre. Cinquantuno sono minorenni. Gli accertamenti, disposti in parte dall’autorità giudiziaria e in parte avviati dalla polizia, servono a raccogliere elementi sulle responsabilità individuali: una perquisizione non equivale a una condanna.

Il dato politico, però, è già evidente. Dopo le devastazioni arriva una risposta nazionale di polizia, mentre più della metà dei soggetti coinvolti nell’operazione non ha ancora diciotto anni. Le istituzioni hanno il dovere di perseguire i reati, ma non possono presentare il catalogo delle misure repressive come una politica per i giovani.

Se il dibattito si ferma a droni, militari e nuove fattispecie penali, resta senza risposta la domanda più scomoda: come si è prodotta una mobilitazione violenta tanto giovane e diffusa? Perquisire può chiarire chi ha fatto cosa. Non spiega perché così tanti adolescenti abbiano scelto la piazza come terreno di distruzione.

https://www.adnkronos.com/cronaca/milano-manifestazione-scontri-proteste-news_Z8btKRH2qcnpD2v80IyXB

Putin: "Vicini a un accordo". Ma tutti gli obiettivi saranno raggiunti (adnkronos.com)

0

In un'intervista al giornalista Pavel Zarubin (Vesti, vicino al Cremlino), il 22 ottobre Putin ha detto che Russia e Ucraina possono raggiungere un accordo e che Mosca ha comunicato a Washington di essere pronta a riprendere i negoziati trilaterali. Le dichiarazioni arrivano dopo l'incontro con l'inviato americano Steve Witkoff a San Pietroburgo. Ryabkov, viceministro degli Esteri, ha precisato che un'intesa completa ancora non c'è.

La cornice però è quella di sempre: la pace deve essere "duratura" e garantire la sicurezza russa, i territori occupati sono definiti "storicamente russi", "tutti gli obiettivi saranno raggiunti", e la responsabilità del conflitto ricade su Kiev e sui suoi sostenitori occidentali. Un accordo vicino, insomma, a condizione che l'altra parte accetti le condizioni di chi parla.

La notizia è anche un test per l'Europa, che discute da settimane di chi dovrebbe sedersi al tavolo con Mosca senza riuscire a indicare un nome. Rilanciare un "accordo vicino" costa poco a Putin e mette pressione su Kiev e Bruxelles; le voci su una disponibilità di Zelensky a cedere il 20-25% del territorio restano senza conferme ufficiali. Prima di titolare sulla svolta, conviene aspettare un documento scritto: finora non c'è.

https://www.adnkronos.com/internazionale/esteri/ucraina-russia-putin-zelensky-accordo_4i8870decmcCESNsxz9l6k

Milano chiama l’esercito, la politica chiama sicurezza (ansa.it)

0

Cinquecento paracadutisti della Folgore saranno impiegati a Milano nell’ambito di Strade Sicure, almeno fino alla fine dell’anno, dopo i disordini e in vista di nuove mobilitazioni. Affiancheranno le forze dell’ordine con presidi e pattugliamenti; potranno svolgere funzioni di pubblica sicurezza, ma non sostituire la polizia giudiziaria.

Matteo Salvini evoca Lince, droni ed esperienza militare all’estero. Sono immagini efficaci, forse persino rassicuranti, ma l’ordine urbano non è una missione fuori area: richiede identificazioni, indagini, prevenzione e un rapporto quotidiano con il territorio. Più uniformi possono presidiare una piazza; non spiegano perché adolescenti e giovanissimi arrivino a saccheggiarla.

Dopo ogni crisi la politica misura la risposta in uomini schierati e pene annunciate. È la metrica più visibile e meno scomoda. La sicurezza, però, si giudica quando l’emergenza finisce: se restano quartieri seguiti, forze dell’ordine adeguate e istituzioni capaci di prevenire, oppure soltanto la fotografia dei parà davanti al Duomo.

https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2026/10/21/arrivano-i-para-a-milano-ora-controllo-e-repressione_82d4a1a3-83fc-4c64-beb9-7718a916c064.html

Riparare diventa un diritto. Il prezzo resta il giudice (normattiva.it)

0

Entra in vigore oggi il decreto legislativo che recepisce in Italia la direttiva europea sul diritto alla riparazione. Per una lista definita di prodotti — tra cui smartphone, tablet, lavatrici, frigoriferi, televisori e aspirapolvere — il fabbricante dovrà offrire la riparazione anche fuori garanzia, gratuitamente oppure a un prezzo ragionevole, salvo impossibilità tecnica.

Se il bene è ancora coperto e il consumatore sceglie di ripararlo invece di sostituirlo, la responsabilità del venditore si prolunga di dodici mesi. Arrivano inoltre un modulo europeo con costi e tempi dell’intervento e nuove regole per rendere più trasparente il confronto.

È un passo concreto contro l’economia dell’usa e getta, ma la legge non salda da sola una scheda elettronica. Il diritto funzionerà soltanto se ricambi, diagnosi e manodopera costeranno abbastanza poco da rendere razionale la riparazione. Altrimenti resterà il diritto di ricevere un preventivo prima di comprare, ancora una volta, il prodotto nuovo.

https://www.normattiva.it/eli/id/2026/10/07/26G00191/ORIGINAL