Note di economia, politica e tecnologia

Melonellum, il sondaggio che gela la maggioranza: vince il campo largo (ilgiornaleditalia.it)

0

I sondaggi pubblicati in questi giorni da più istituti — Piave per Fanpage, la Supermedia YouTrend ripresa da Il Giornale d'Italia — convergono su un dato scomodo per chi l'ha voluta: applicando lo "Stabilicum", la nuova legge elettorale ribattezzata "Melonellum" per il ruolo di FdI nella sua scrittura, ai numeri attuali non sarebbe il centrodestra a incassare il premio di maggioranza ma il campo largo di centrosinistra. Le proiezioni danno il campo largo al 43,8-43,9%, il centrodestra fermo poco sopra il 40%, con Futuro Nazionale di Vannacci intorno al 7-8%. Superata la soglia del 42%, sarebbe il centrosinistra a spartirsi i 105 seggi di premio tra Camera e Senato.

La legge, approvata al Senato il 15 settembre con i soli voti di maggioranza e attesa alla Camera entro fine mese, era stata presentata da FdI come garanzia di governabilità e stabilità per il centrodestra. I numeri di oggi raccontano un paradosso: la riforma pensata per blindare l'attuale maggioranza rischia di consegnare, con gli stessi identici meccanismi, un vantaggio ancora più ampio agli avversari — semplicemente perché il centrodestra oggi è più diviso (FdI, Lega, FI, Vannacci) di quanto non sia un centrosinistra riunito attorno a Pd e M5s.

Difficile dire cosa sia più imbarazzante: aver scritto una legge elettorale sulla fotografia dei rapporti di forza di qualche mese fa, o scoprirlo a norma già approvata. Di certo chi ha liquidato ogni obiezione dell'opposizione come propaganda dovrà spiegare perché proprio i sondaggisti più accreditati, a mesi dal voto, diano per favorito l'accordo largo che la legge avrebbe dovuto rendere ancora più improbabile.

https://www.ilgiornaleditalia.it/news/politica/822228/sondaggi-politici-campo-largo-sale-cdx-scende-csx-sblocca-premio-di-maggioranza.html

Tajani, consigli di famiglia al figlio: «Meglio la gonna lunga, quella carina tradisce» (editorialedomani.it)

0

Al terzo giorno della tre giorni "Itaca" a Formello, il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha usato una metafora coniugale per dare un consiglio politico: meglio una donna "meno appariscente ma più stabile", con "le gonne più lunghe", perché quella "carina" rischia di tradire, mentre l'altra "garantisce stabilità familiare". Il paragone, esplicito, univa il consiglio dato al figlio su che moglie scegliere alla scelta del voto da parte degli elettori.

La polemica è arrivata rapida e trasversale. Raffaella Paita (Iv) ha parlato di stereotipi anni Cinquanta che equiparano bellezza e infedeltà, chiedendosi cosa ne pensi Marina Berlusconi; Matteo Renzi ha suggerito al ministro di occuparsi semmai del burqa imposto alle donne afghane; Elly Schlein ha bollato l'uscita come "una vergogna", richiamando i valori di libertà individuale che l'esecutivo dice di difendere.

Tajani ha derubricato tutto a metafora infelice, ribadendo il "massimo rispetto" per le donne — la stessa linea difensiva già vista in altri scivoloni lessicali della maggioranza. Resta però il fatto che il capo della diplomazia italiana, in un governo che rivendica battaglie identitarie sulla famiglia, ha scelto l'aspetto fisico delle donne come metro di affidabilità politica: un'associazione che nessuna excusatio a posteriori cancella del tutto.

https://www.editorialedomani.it/politica/italia/tajani-meglio-sposare-donna-meno-appariscente-ma-piu-stabile-scoppia-la-polemica-x50ap3wh

Cuba riaccende la rete, non la normalità (efe.com)

0

Cuba ha ricollegato tutte le province alla rete elettrica dopo circa 32 ore di blackout nazionale, ma le autorità avvertono che le interruzioni restano pesanti. Il collasso è partito da un guasto su una linea ad alta tensione tra Matanzas e Cienfuegos, aggravato dal maltempo; le diverse fonti contano almeno sei grandi blackout dall'inizio dell'anno.

Attribuire tutto a un singolo cavo sarebbe comodo. La rete è vecchia, le centrali soffrono anni di scarsa manutenzione e il combustibile non basta. La pressione statunitense sulle forniture di petrolio, imposta da gennaio, ha aggravato una crisi che il governo cubano non è riuscito a correggere: responsabilità esterna e fallimento interno convivono, anche quando la propaganda pretende di sceglierne uno solo.

La corrente è tornata sulle linee, non nella vita quotidiana. Trasporti, acqua, cibo e ospedali dipendono da un sistema che ormai considera il ripristino un successo e la continuità un lusso. Quando un Paese intero si spegne ripetutamente, il blackout smette di essere un incidente tecnico e diventa una misura del potere.

https://efe.com/mundo/2026-09-20/cuba-sistema-energetico-apagon-general/

Iran, la pace arriva con un ultimatum (aljazeera.com)

0

L'Iran afferma di aver trasmesso agli Stati Uniti, attraverso il Qatar, le condizioni per riaprire il negoziato: fine della guerra su tutti i fronti, sblocco dei fondi iraniani e rimozione del blocco navale. Lo ha dichiarato ad Al Jazeera Mohsen Rezaei, segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale. Washington non ha ancora confermato di aver ricevuto o accettato la proposta.

La novità non è una resa né un cessate il fuoco già concordato. È un'offerta pubblica accompagnata dalla minaccia di una «guerra decisiva» se gli Stati Uniti rifiutassero. Rispetto a precedenti richieste iraniane, nel messaggio illustrato da Rezaei non compare però il risarcimento dei danni di guerra: un restringimento del pacchetto che può indicare spazio per una trattativa, non la sua riuscita.

La diplomazia mediorientale continua così a parlare due lingue nello stesso comunicato: quella del compromesso e quella della deterrenza. Il Qatar porta il messaggio, ma finché le parti misurano la credibilità del negoziato con missili, blocchi e beni congelati, la pace resta una voce del bilancio militare.

https://www.aljazeera.com/news/2026/9/19/iran-says-conditions-to-re-engage-in-talks-end-war-sent-to-us-via-qatar

Russia al voto, ma il risultato ha già votato (apnews.com)

0

La Russia vota per tre giorni per rinnovare i 450 seggi della Duma, nelle prime legislative dall'invasione su vasta scala dell'Ucraina. Russia Unita è data largamente favorita e lo spazio per un'opposizione significativa è stato ridotto da esclusioni, repressione e controllo istituzionale.

Le urne sono state aperte anche nei territori ucraini di Donetsk, Luhansk, Kherson e Zaporizhzhia, annessi illegalmente da Mosca ma non interamente controllati. Kiev denuncia il voto come illegittimo: la scheda serve così anche a trasformare l'occupazione militare in normalità amministrativa.

Yabloko e il Partito comunista hanno denunciato ostacoli agli osservatori. Secondo Yabloko, una sua osservatrice è stata arrestata e ha perso conoscenza durante la detenzione. È un'accusa del partito, non una conclusione indipendente; ma il punto politico resta: quando competizione e controllo vengono compressi, l'elezione non misura il consenso, lo mette in scena.

https://apnews.com/article/7f10803a87456051be876c0c33375af8

Trump tratta il business con Putin, il Congresso vota nuove sanzioni (ansa.it)

0

Il New York Times riporta che la Casa Bianca starebbe valutando accordi commerciali con la Russia — energia, investimenti e altri settori — da chiudere prima della fine della guerra in Ucraina. Secondo il quotidiano, gli inviati di Trump Steve Witkoff e Jared Kushner cercherebbero nuove leve per convincere Mosca a fermare il conflitto, mentre alcune sanzioni restano formalmente in vigore e il Congresso lavora a nuove misure contro il settore energetico russo.

All'interno della stessa amministrazione, riferisce ancora il Nyt, non mancano perplessità: alcuni funzionari temono che offrire incentivi economici a Mosca prima della fine della guerra indebolisca la pressione sul Cremlino. Nel frattempo il presidente ucraino Zelensky punta a incontrare Trump la prossima settimana a margine dell'Assemblea generale dell'Onu a New York; il ministro degli Esteri Sibiga indica come obiettivi minimi lo stop agli attacchi contro le infrastrutture energetiche e le rotte marittime.

Il risultato è un esecutivo che parla con due voci: da un lato prepara la riapertura degli affari con Mosca, dall'altro il suo stesso Congresso vota nuove sanzioni. Non è la prima volta che Washington muove su binari paralleli, ma farlo mentre Kiev sta ancora provando a ottenere la fine dei raid sulle proprie centrali elettriche rende la contraddizione più difficile da derubricare a semplice strategia negoziale.

https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2026/09/18/nyt-trump-valuta-accordi-commerciali-con-putin-prima-della-fine_8d407127-2c4e-4b8f-8dd8-0eac83dd896b.html

Pentagono verso il ritiro da 25mila soldati: la Nato lo scopre in tv (ansa.it)

0

Il Pentagono starebbe valutando il ritiro di circa 25mila soldati dall'Europa, secondo quanto riportato da NBC News e ripreso da agenzie e testate italiane. Lo scenario più ampio arriverebbe fino a 40mila unità, quasi la metà del contingente statunitense sul continente: la riduzione più significativa dai tempi della Guerra Fredda. Tra i paesi coinvolti, oltre a Germania e Spagna, figura anche l'Italia, sede di basi strategiche Usa.

Il piano non è ancora una decisione: la raccomandazione finale del comandante supremo alleato in Europa, generale Alexus Grynkewich, arriverà al segretario alla Difesa Pete Hegseth entro il 6 novembre, prima di un eventuale passaggio a Donald Trump. Per ora nessuna conferma né smentita ufficiale da Pentagono, Casa Bianca o governo italiano: la notizia circola solo su fonti anonime del Dipartimento della Difesa.

Il tempismo, però, parla da sé. La possibile riduzione emerge proprio nei giorni in cui la tensione nel Baltico è ai massimi (caccia Nato contro un drone russo in Lituania, razzi di segnalazione russi contro un elicottero danese) e mentre Bruxelles annuncia altri 3,3 miliardi per Kiev e Roma chiede un inviato europeo unico sull'Ucraina "per rafforzare l'Europa". Se la sicurezza del continente dipende ancora da decisioni prese a Washington senza consultazione preventiva, tutto il discorso sull'autonomia strategica europea resta, appunto, solo un discorso.

https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2026/09/17/nbc-pentagono-valuta-di-ritirare-25.000-soldati-dalleuropa_7dd42f5f-8e9f-4487-aacf-2b4208d34a9d.html

Groenlandia, Trump non compra l'isola: allarga le basi (internazionale.it)

0

Stati Uniti, Danimarca e Groenlandia hanno raggiunto un'intesa politica per ampliare in modo significativo e permanente la presenza militare americana sull'isola artica. L'accordo manterrà la Groenlandia nel Regno di Danimarca, ne riconoscerà sovranità, integrità territoriale e diritto all'autodeterminazione, e impedirà basi o investimenti sensibili di Paesi avversari degli Stati Uniti.

Il testo dovrebbe essere firmato la prossima settimana all'Assemblea generale dell'ONU e richiede ancora passaggi parlamentari in Danimarca e Groenlandia. Restano da definire dimensioni, luoghi e costi del rafforzamento; Washington disponeva già di ampi diritti militari in base all'accordo del 1951.

Dopo mesi di minacce di acquisto e perfino di annessione, Trump non ottiene la proprietà dell'isola ma può presentare l'espansione strategica come vittoria. Copenaghen e Nuuk salvano la sovranità formalizzando una presenza che gli Stati Uniti avrebbero potuto negoziare senza la scenografia della coercizione. È un compromesso utile alla NATO e un precedente meno rassicurante per il modo in cui ci si è arrivati.

https://www.internazionale.it/ultime-notizie-reuters/2026/09/19/exclusive-us-and-denmark-close-in-on-a-greenland-deal-sources-say

Le sanzioni a Mosca, la leva resta a Trump (internazionale.it)

0

Donald Trump ha firmato il pacchetto di sanzioni contro la Russia approvato dal Congresso con ampie maggioranze bipartisan. La legge colpisce funzionari, finanza, difesa, settore energetico e reti della flotta ombra usate per aggirare le restrizioni sull'export petrolifero.

Il testo autorizza inoltre il presidente a imporre dazi fino al 100% ai grandi acquirenti di energia russa, tra cui Cina e India. Ma quei dazi non scattano automaticamente: Trump conserva margini per applicarli, modularli o concedere deroghe motivandole con l'interesse nazionale.

Il Congresso ha trasformato la pressione su Mosca in legge, ma ha lasciato alla Casa Bianca la mano sulla leva più esplosiva. Il risultato è insieme più duro e più discrezionale: una minaccia economica enorme la cui credibilità dipenderà meno dal testo firmato che dalla volontà di usarlo contro partner troppo importanti per essere trattati come semplici intermediari del Cremlino.

https://www.internazionale.it/ultime-notizie-reuters/2026/09/19/trump-signs-russia-sanctions-bill-into-law

La Casa Bianca decide chi è stampa (apnews.com)

0

Donald Trump ha annunciato il divieto immediato di accesso alla Casa Bianca per CNN, MS NOW e Politico, accusandole genericamente di pubblicare notizie false. Il presidente non ha indicato servizi specifici a fondamento della misura e ha promesso che altri media finiranno nella lista.

Il provvedimento può incidere anche sul tradizionale press pool televisivo che segue il presidente negli spazi non accessibili all'intero corpo stampa. Nel 2025 l'amministrazione aveva già limitato l'accesso dell'Associated Press per una scelta editoriale sul nome del Golfo del Messico, provocando una causa sul Primo emendamento.

Non è una disputa sul diritto del potere a contestare i giornali. È il potere che si assegna il diritto di selezionare i giornali ammessi a controllarlo. Quando «fake news» diventa il criterio del pass, la conferenza stampa smette di essere un luogo di verifica e rischia di diventare una platea scelta dal verificato.

https://apnews.com/article/bb675679fb10738a51bef90bde6c525a