Meloni, il sostegno a Kiev è "per Roma": la conversione atlantista dei sovranisti (lapresse.it)
0In un'intervista a Il Foglio, Giorgia Meloni ha rivendicato il sostegno militare dell'Italia all'Ucraina non come atto di solidarietà internazionale ma come investimento nella sicurezza nazionale: "ho sostenuto l'Ucraina per Roma", ha detto, spiegando che è meglio non essere attaccabili dalla Russia. La premier ha riconosciuto che la misura resta impopolare nell'opinione pubblica, ma ha rivendicato la coerenza della propria linea, respingendo l'accusa di demagogia sul tema.
La dichiarazione arriva mentre si discute di un possibile incontro tra Zelensky e Putin a margine del G20 di dicembre a Miami, e mentre il governo continua a difendere l'aumento della spesa per la difesa in un contesto di bollette energetiche alte e consumi delle famiglie in calo. Tradurre l'aiuto a Kiev in un calcolo di interesse nazionale è una mossa retorica comprensibile — rende la spesa più difendibile agli occhi di un elettorato scettico — ma certifica anche che la stagione della retorica sovranista, quella che opponeva l'interesse nazionale alle alleanze atlantiche, è ormai alle spalle.
Resta una domanda che né maggioranza né opposizione pongono con la stessa nettezza: se la spesa per la difesa è, come dice la premier, una priorità di sicurezza nazionale, perché il dibattito pubblico continua a trattarla come un capitolo di politica estera qualsiasi, anziché misurarla con lo stesso metro riservato a sanità, pensioni o bollette?