Note di economia, politica e tecnologia

Un milione di bambini fuori bilancio (unicef.org)

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In Afghanistan 3,7 milioni di bambini soffrono di malnutrizione acuta; circa un milione è in condizioni gravi e potenzialmente letali. L’UNICEF riferisce che oltre mezzo milione di minori è stato ricoverato dall’inizio dell’anno e che i casi più gravi con complicazioni sono aumentati di un terzo rispetto a luglio 2025. In alcuni ospedali del sud ci sono tre o quattro bambini malnutriti per ogni letto.

Non è un’emergenza improvvisa. Conflitti, frontiere chiuse, disastri climatici, povertà e riduzione degli aiuti hanno trasformato la fame in infrastruttura permanente. Nel 2025 i tagli avevano già costretto alla chiusura di 142 centri sanitari; oggi gli ospedali assorbono ciò che la prevenzione non riesce più a fermare.

L’Occidente ha abbandonato Kabul militarmente e ora rischia di farlo anche contabilmente. Si può non riconoscere il regime talebano senza smettere di riconoscere i bambini: quando il finanziamento umanitario diventa una nota sacrificabile, la fermezza politica finisce per pesare sui corpi che non governano nulla.

https://www.unicef.org/press-releases/hospitals-overwhelmed-child-malnutrition-surges-across-afghanistan

Il sostegno "fermo" dell'Italia a Kiev, fermo da dieci mesi (borsaitaliana.it)

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Al vertice virtuale dei Volenterosi per i 35 anni dell'indipendenza ucraina, Giorgia Meloni ha rinnovato "il fermo sostegno dell'Italia alla sovranità, all'integrità territoriale e all'indipendenza dell'Ucraina", promettendo generatori elettrici per l'inverno e vicinanza per i danni degli attacchi russi alle infrastrutture civili. Parole nette, in linea con quelle pronunciate a ogni vertice dall'inizio della guerra.

I fatti raccontano però un'altra tempistica: sono quasi dieci mesi che l'Italia non approva un nuovo pacchetto di aiuti militari a Kiev, un ritardo definito inusuale anche da osservatori vicini alla maggioranza. A frenare non è solo la cautela diplomatica ma anche resistenze interne alla coalizione di governo, mentre l'esecutivo deve ancora decidere come utilizzare i fondi europei Safe entro le prossime settimane. Un eventuale pacchetto con batterie antiaeree potrebbe arrivare non prima di fine settembre, mentre Bruxelles ha già stanziato altri 6,1 miliardi di euro per la difesa ucraina.

Sullo sfondo si consuma anche un altro scontro, tutto interno alla maggioranza: Forza Italia, per voce del vicepremier Tajani, respinge l'idea di tassare gli extraprofitti petroliferi ("il concetto di extraprofitto nel diritto non esiste"), mentre Lega e Fratelli d'Italia sarebbero disposte a recuperare gettito dal settore energetico. Tra un sostegno dichiarato "fermo" e aiuti concreti che restano in stand-by, il divario tra annuncio e attuazione resta la cifra più costante della politica estera italiana di questi mesi.

https://www.borsaitaliana.it/borsa/notizie/teleborsa/economia/ucraina-meloni-ribadisce-fermo-sostegno-dell-italia-a-kiev-111_2026-08-24_TLB.html

Vannacci e il paradosso della libertà a targhe alterne (tg24.sky.it)

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Il programma di Futuro Nazionale, presentato da Roberto Vannacci l'11 agosto e completato nei dettagli il 24, mette nero su bianco quello che finora era stato solo suggerito nei comizi: l'aborto "non è un diritto", un ministero della Vita e della Famiglia, fascia protetta in tv per contenuti definiti "genderisti", e il matrimonio eterosessuale come unico istituto di coppia riconosciuto, con adozioni negate a coppie omosessuali e single.

Colpisce la scelta lessicale più che i contenuti in sé, già ampiamente anticipati: chi si richiama alla libertà individuale come architrave ideologica propone qui un impianto che entra nella tv, nella famiglia, nel corpo delle persone, fino a immaginare sanzioni penali per interventi medici sui minori. Non è un'incoerenza nuova nel panorama politico italiano — la destra sovranista non è la sola a maneggiare con disinvoltura il concetto di libertà a targhe alterne — ma la distanza tra la retorica anti-Stato sull'economia e l'iper-regolamentazione proposta sui corpi resta difficile da liquidare come dettaglio.

Il programma ha già sollevato polemiche, in particolare per l'abolizione dell'aggravante di femminicidio, sostituita da una cornice più generica che diversi osservatori leggono come un arretramento simbolico oltre che giuridico. Resta da vedere quanto di questo testo sopravviva alla campagna elettorale e quanto sia, come spesso accade con i programmi di ogni colore, materiale negoziabile una volta ottenuti i voti.

https://tg24.sky.it/politica/2026/08/24/vannacci-programma-futuro-nazionale

Ad Haiti lo Stato arriva dopo le bande (apnews.com)

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Una coalizione di bande armate ha assaltato Kenscoff, comunità agricola sulle colline sopra Port-au-Prince, incendiando case e uccidendo decine di persone. EFE ha contato almeno venti corpi; il sindaco e un’organizzazione haitiana per i diritti umani stimano tra trenta e quaranta morti, precisando che il bilancio resta incompleto.

Kenscoff domina vie strategiche verso la capitale e il sud del Paese. Non è un luogo colpito per caso né per la prima volta: le bande allargano il territorio, mentre polizia e missione internazionale continuano a inseguire l’emergenza invece di prevenirla. I residenti hanno protestato chiedendo la rimozione del capo locale della polizia.

Quando lo Stato compare soltanto per contare i corpi, la sicurezza è già diventata propaganda. Haiti non soffre di una misteriosa fatalità tropicale: soffre di istituzioni svuotate, forze insufficienti e una comunità internazionale capace di convocare missioni molto più rapidamente di quanto riesca a proteggerne i destinatari.

https://apnews.com/article/485903ee45cd5ffc1b5270b268ba31e3

Il voto per posta entra nell’incertezza di Stato (supremecourt.gov)

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La Corte suprema americana ha sospeso un blocco giudiziario che impediva all’amministrazione Trump di attuare parti del decreto sul voto postale prima delle elezioni di metà mandato. La maggioranza non ha stabilito che il piano sia legittimo: ha giudicato prematura l’azione degli Stati ricorrenti. Un’altra ingiunzione resta in vigore e nuove cause sono già possibili.

Il decreto affida al governo federale e al servizio postale ruoli inediti nella verifica degli elettori e nella distribuzione delle schede, terreno che la Costituzione assegna anzitutto agli Stati e al Congresso. Anche senza un verdetto definitivo, il risultato immediato è politico: a poche settimane dall’invio delle prime schede, nessuno sa con certezza quali regole varranno.

Una democrazia può sopportare norme severe; sopporta molto meno norme mobili. Se la sicurezza del voto diventa un cantiere aperto alla vigilia delle urne, il primo effetto non è la fiducia promessa da Trump ma il sospetto — e il sospetto, quando arriva dal potere, è già una forma di pressione sull’elettore.

https://www.supremecourt.gov/opinions/25pdf/26a124_hgci.pdf

Damasco esce dalla lista, la memoria resta (apnews.com)

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Gli Stati Uniti hanno cancellato la Siria dall’elenco degli Stati sponsor del terrorismo, chiudendo una designazione durata dal 1979. Dopo i 45 giorni di esame congressuale, cadono altri vincoli su aiuti, finanza e investimenti; Washington ha revocato anche la designazione antiterrorismo di Hayat Tahrir al-Sham.

È una scelta comprensibile se serve a ricostruire un Paese devastato e a evitare che l’isolamento produca un altro Stato fallito. Ma la normalizzazione economica non è un certificato di innocenza: il nuovo potere di Ahmed al-Sharaa va giudicato sulla protezione delle minoranze, sull’esclusione dei gruppi jihadisti e sulla capacità di rendere conto degli abusi.

Le liste nere sono strumenti politici, non archivi della memoria. Toglierne un nome può aprire banche e cantieri; non dovrebbe chiudere il fascicolo delle responsabilità né trasformare la convenienza diplomatica in assoluzione retroattiva.

https://apnews.com/article/d88f76c1d91b11185ae4065f85abc2f9

Volenterosi, ma senza uniforme italiana (it.euronews.com)

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Emmanuel Macron ha annunciato esercitazioni militari su vasta scala della Coalizione dei volenterosi tra ottobre e novembre, pensate per dimostrare la capacità di agire dopo un eventuale cessate il fuoco in Ucraina. L’Italia non parteciperà: fonti di governo collegano la scelta al rifiuto, già espresso da Giorgia Meloni, di impiegare soldati italiani sul territorio ucraino.

La prudenza non è vigliaccheria e una missione postbellica non va costruita per inerzia. Ma Roma appartiene alla Coalizione, sostiene Kiev, chiede più sanzioni e promette di lavorare con i partner; quando quei partner provano la garanzia di sicurezza, però, l’Italia resta a bordo campo. È una posizione legittima soltanto se accompagnata da un’alternativa operativa, non da un lessico diplomatico.

Meloni parla di percorso negoziale, Macron di deterrenza. In realtà le due cose dovrebbero sostenersi: una trattativa senza forza rischia di essere ignorata, una forza senza strategia diventa escalation. L’Italia ha scelto cosa non farà. Ora deve spiegare quale garanzia concreta offrirà alla pace che dice di voler costruire.

https://it.euronews.com/my-europe/2026/08/24/volenterosi-macron-annuncia-le-grandi-esercitazioni-litalia-dice-no

Robot umanoidi corrono 100 metri più velocemente del record di Usain Bolt (engadget.com)

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Sabato, due robot umanoidi in gara ai World Humanoid Robot Games di Pechino hanno corso i 100 metri in un tempo inferiore al record mondiale di Usain Bolt di 9,58 secondi . "Il robot umanoide Tiangong Ultra ha completato i 100 metri in 9,39 secondi durante una batteria preliminare", riporta Engadget. "Sviluppato dal Centro di Innovazione per Robot Umanoidi di Pechino, il robot detentore del record ha superato il robot Lightning di Honor, che ha completato lo sprint in 9,47 secondi.

Dal rapporto:
> Nonostante gli impressionanti tempi di arrivo, non aspettatevi che questi robot umanoidi vengano utilizzati per scopi commerciali. Dopo i loro sprint, si sono schiantati direttamente contro le piattaforme e alcuni hanno persino avuto bisogno dell'aiuto umano per essere portati via in barella dal percorso. Tuttavia, si tratta comunque di un notevole miglioramento rispetto alla prima edizione dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi dello scorso anno, dove il Tiangong Ultra ha vinto la corsa dei 100 metri in 21,5 secondi.

https://www.engadget.com/2242295/humanoid-robots-have-beaten-usain-bolts-100-meter-dash-record/

Vannacci presenta il conto dei diritti (lespresso.it)

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Futuro Nazionale ha pubblicato nuovi capitoli della propria base programmatica: l’aborto viene negato come diritto, si propone l’abrogazione delle unioni civili, il divieto per i minori di trattamenti di transizione di genere configurato come “reato universale” e una fascia televisiva protetta dalle 6 alle 23 contro contenuti definiti “omosessualisti”.

Non è una provocazione estemporanea: è un programma di governo. La differenza conta perché costringe il centrodestra a uscire dalla comoda ambiguità con cui considera Vannacci troppo estremo per essere rivendicato e troppo utile per essere escluso. Qui non si discute più del tono del generale, ma di quali libertà esistenti una futura maggioranza sarebbe disposta a cancellare.

La strategia è semplice: trasformare cittadini reali in minacce culturali e poi vendere la restrizione dei loro diritti come protezione della famiglia. Funziona finché il dibattito resta sul terreno degli slogan. La domanda politica, invece, è concreta: Meloni, Salvini e Tajani considerano queste proposte incompatibili con la coalizione oppure soltanto negoziabili dopo il voto?

https://lespresso.it/c/politica/2026/8/24/programma-futuro-nazionale-vannacci-aborto-eutanasia-unioni-civili-contenuti-gender-tv/64254

La difterite torna dove la fiducia arretra (rainews.it)

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A Palermo almeno dieci familiari della bambina di quattro anni morta nei giorni scorsi sono risultati positivi ai tamponi per la difterite. L’Asp sta ricostruendo la catena dei contatti; per il decesso, attribuito dai primi esami a una sospetta difterite, restano attesi gli accertamenti definitivi dell’Istituto superiore di sanità e dell’autopsia. La piccola non era vaccinata.

Il caso individuale è una tragedia, non un tribunale social. Il dato pubblico, però, non consente consolazioni: in Sicilia il ciclo di base contro difterite, tetano, pertosse e polio copriva l’85,13% dei bambini nati nel 2022 entro i due anni, contro il 94,46% nazionale e sotto la soglia del 95% indicata per una protezione collettiva robusta.

Quando una malattia diventa rara, il successo del vaccino finisce paradossalmente per rendere invisibile il rischio. Poi il rischio riappare e le istituzioni rispondono con appelli, scorte e indagini epidemiologiche. La prevenzione non può funzionare soltanto dopo il funerale: servono dati territoriali tempestivi, recupero attivo dei non vaccinati e una comunicazione capace di arrivare prima della paura.

https://www.rainews.it/amp/articoli/2026/08/difterite-a-palermo-una-decina-di-positivi-tra-i-familiari-della-bambina-morta-c71ad5f8-ed3a-4560-a0e5-34f216b9f43a.html