Note di economia, politica e tecnologia

La legge del voto passa senza voto (comunicazione.camera.it)

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Il governo ha posto tre questioni di fiducia sui primi tre articoli della riforma elettorale alla Camera. Le norme riguardano preferenze, firme per presentare le liste e collegi del Trentino-Alto Adige; il voto finale, previsto l’8 ottobre, resterà segreto.

La fiducia trasforma una discussione sulle regole comuni in una prova di disciplina per la maggioranza: cancella gli emendamenti e rende palese il voto sui singoli articoli. È una blindatura pensata anche per evitare che il dissenso interno riemerga al riparo dell’urna.

Si dirà che la procedura è legittima, ed è vero. Ma una legge elettorale approvata usando il rapporto fiduciario non diventa per questo più condivisa: diventa soltanto più sicura per chi la sta scrivendo. Il paradosso è limpido: per decidere come voteranno gli italiani, il Parlamento viene invitato soprattutto a obbedire.

https://comunicazione.camera.it/archivio-prima-pagina/19-62821

Il fine vita cambia diritto quando cambia la Regione (bur.regione.veneto.it)

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Il Veneto ha approvato una legge che organizza tempi e procedure del Servizio sanitario per il suicidio medicalmente assistito, entro i requisiti già fissati dalla Corte costituzionale. Ora il governo deve decidere se impugnarla, come ha fatto con le norme di Toscana, Sardegna ed Emilia-Romagna.

La questione giuridica è reale, ma quella politica è impossibile da nascondere: il Veneto è la prima Regione di centrodestra a percorrere la stessa strada. Ciò che altrove era stato presentato come invasione delle competenze statali diventa improvvisamente materia di discussione dentro la maggioranza.

Un diritto delicato non può dipendere dal colore della giunta che prova a renderlo praticabile. Se serve una disciplina nazionale, il Parlamento la approvi; se invece si continua a rinviare, almeno si eviti di usare la Costituzione come un interruttore di partito.

https://bur.regione.veneto.it/BurvServices/Pubblica/DettaglioLegge.aspx?id=590982

Sánchez stacca la spina: la casa diventa lo slogan, Junts il bersaglio (tg24.sky.it)

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Dopo la bocciatura il 2 ottobre dei due decreti sulla casa (stop agli sfratti per i vulnerabili fino al 2030, limiti ai fondi che investono sugli affitti, rinnovo automatico dei contratti), Pedro Sánchez ha annunciato dalla Moncloa elezioni anticipate per il 29 novembre. Contro i decreti hanno votato insieme PP, Vox e gli indipendentisti catalani di Junts, che da tempo avvertivano di non garantire più i propri voti.

La mossa è insieme una resa e un calcolo. Resa, perché il governo non ha una maggioranza stabile e la legislatura, che sarebbe scaduta nell'estate 2027, era già ingovernabile. Calcolo, perché la crisi abitativa, innescata anche dal caso dello sfratto di un'anziana di 87 anni, mobilita milioni di elettori e permette ai socialisti di trasformare una sconfitta parlamentare in bandiera elettorale, indicando nei partiti che hanno votato no i colpevoli del blocco.

Resta una domanda scomoda per tutti. Per Sánchez: perché un'emergenza tanto urgente è arrivata in aula con decreti destinati a cadere, e solo a ridosso del voto? Per Junts, PP e Vox: è davvero difendibile votare contro misure sulla casa dicendo agli elettori che la colpa è del governo? Il 29 novembre le risposte le daranno le urne.

https://tg24.sky.it/mondo/2026/10/05/spagna-sanchez-voto-anticipato

Brasile, Flávio Bolsonaro supera Lula: il cognome pesa più della condanna (lapresse.it)

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Al primo turno delle presidenziali brasiliane Flávio Bolsonaro, senatore e figlio dell'ex presidente, ha raccolto il 47,03% contro il 45,16% di Lula. Si andrà al ballottaggio il 25 ottobre, con il candidato della destra in vantaggio e con la possibilità di assorbire buona parte del 6% circa andato ad Augusto Cury, Renan Santos e Ronaldo Caiado. Il tutto mentre il padre, Jair, sconta una condanna a 27 anni per il tentativo di sovvertire il voto del 2022.

Il paradosso è evidente: il progetto politico di un condannato per tentato golpe resta competitivo, anzi in testa, e il figlio lo rivendica come "la fine dell'era PT". Ma anche il fronte di Lula ha qualcosa da spiegare: un presidente in carica che non supera la soglia del 50% e che deve appellarsi ai circa 33 milioni di astenuti (21%) in un Paese dove il voto è obbligatorio, segnala una stanchezza che la sola narrazione "democrazia contro estrema destra" non basta a coprire.

Non è un caso isolato: la bocciatura dei governi in carica e il richiamo dell'uomo forte, anche per interposta famiglia, attraversano mezzo Occidente. Il 25 ottobre dirà se in Brasile prevale la memoria dell'8 gennaio o la voglia di cambiare, comunque venga declinata.

https://www.lapresse.it/esteri/2026/10/05/elezioni-presidenziali-in-brasile-bolsonaro-vince-su-lula-al-primo-turno-si-va-al-ballottaggio/

Il Brasile non ha archiviato Bolsonaro (apnews.com)

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Flávio Bolsonaro ha chiuso in testa il primo turno delle presidenziali brasiliane, con circa il 47,1% dei voti validi contro il 45,1% di Lula. Nessuno ha superato la maggioranza assoluta: il ballottaggio è fissato per il 25 ottobre.

Il dato politico non è soltanto la rimonta della destra, ma il fallimento della comoda teoria secondo cui bastasse consumare il padre per chiudere il fenomeno. Il cognome è rimasto una macchina elettorale e questa volta ha anche smentito sondaggi che indicavano Lula avanti.

Il secondo turno deciderà il presidente; il primo ha già pronunciato un verdetto sui racconti rassicuranti. La polarizzazione brasiliana non era una parentesi da archiviare, e il bolsonarismo ha dimostrato di saper cambiare candidato senza cambiare presa sul Paese.

https://apnews.com/article/c194f8965632c8af9bcc4e7a3716cd7c

Spagna, Sánchez perde i decreti sulla casa e flirta con le urne (telecinco.es)

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Il Congresso spagnolo ha respinto i due decreti sulla casa del governo Sánchez: 178 voti contrari contro 172 favorevoli. Hanno votato no PP, Vox, Junts e UPN, cioè un'alleanza oggettiva tra destra e indipendentisti catalani che nessuno avrebbe voluto vedere sul tavolo. Sánchez ha riunito il nucleo ristretto alla Moncloa per valutare lo scioglimento delle Cortes; secondo le fonti, la decisione non è ancora presa.

La lettura del governo è già pronta: trasformare la sconfitta in bandiera elettorale, accusando chi ha bocciato misure su affitti e sfratti di stare dalla parte dei proprietari. Ma il problema è anche suo: un esecutivo che regge solo grazie a una maggioranza di alleati eterogenei, e che inciampa su un tema così sentito come la crisi abitativa, ha un problema di governabilità prima che di comunicazione. Sabato migliaia di persone hanno manifestato a Madrid, e il tema non è un'invenzione dell'opposizione.

L'opposizione, da parte sua, non ha un'alternativa abitativa: ha votato contro senza proporre una soluzione, e ora i sondaggi che la danno avanti rischiano di essere l'unico argomento. Se si va al voto, i prossimi mesi dimostreranno se la casa è davvero un'arma elettorale o un boomerang per entrambi gli schieramenti.

https://www.telecinco.es/noticias/espana/20261002/caen-dos-decretos-congreso-derrota-anunciada-sera-convertida-bandera-electoral-pedro-sanchez_18_020337241.html

Legge elettorale, la maggioranza compatta nel segreto: ma a chi serve davvero? (ansa.it)

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Il primo scoglio alla Camera è superato: con voto segreto la maggioranza ha respinto le pregiudiziali di costituzionalità, 229 no contro 151 sì, con pochissimi assenti. Il voto finale sul testo è atteso per l'8 ottobre, mentre si prevede un successivo esame della Corte costituzionale. Il fatto è che il voto segreto, di solito il terreno dei franchi tiratori, stavolta ha certificato una compattezza che nessuno si aspettava così granitica.

L'opposizione, per voce di Schlein, accusa il governo di cambiare le regole perché teme di perdere. È una tesi legittima ma anche comoda: chi grida allo scandalo oggi ha cambiato molte volte le regole quando toccava a lui governare, e la storia delle leggi elettorali italiane è un cimitero di riforme scritte a misura di chi le votava. Anche Azione ha criticato sia il merito sia i tempi, segno che il disagio non è solo di una parte.

Resta una questione di metodo che riguarda tutti: cambiare le regole del gioco a ridosso del voto, con tempi stretti e un calendario blindato, è sempre un azzardo istituzionale. Se le preferenze, i collegi e le soglie sono davvero un miglioramento, dovrebbe poterlo dire anche chi non ne beneficia. Se invece il testo è un calcolo di convenienza, a smentirlo non basterà un voto segreto compatto.

https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2026/10/01/la-legge-elettorale-supera-il-primo-scoglio-la-maggioranza-compatta-nel-voto-segreto_afc2a0af-fc7e-4d3d-97eb-4fcafc26cbb0.html

Mosca avvisa le ambasciate, Kiev promette le raffinerie (internazionale.it)

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Il ministero degli Esteri russo ha invitato cittadini stranieri e personale diplomatico a lasciare l’Ucraina, annunciando che proseguiranno gli attacchi su Kiev e altre città. Nelle stesse ore Volodymyr Zelensky ha detto a Reuters che l’Ucraina intensificherà i raid contro le raffinerie russe, sostenendo che Mosca abbia adottato una nuova dottrina per ampliare gli obiettivi civili in vista dell’inverno. L’esistenza e il contenuto dei documenti citati da Kiev non sono stati verificati indipendentemente.

L’escalation ormai viene comunicata come una corrispondenza ufficiale: Mosca presenta un avvertimento che somiglia a una minaccia; Kiev risponde indicando l’infrastruttura energetica che intende colpire. Entrambe le parti negano di prendere di mira i civili, mentre ponti, reti e città diventano il campo concreto della pressione militare.

La guerra entra così nella sua burocrazia più sinistra: prima si annuncia il prossimo gradino, poi lo si chiama ritorsione. Il lessico resta difensivo; la traiettoria, invece, va in una sola direzione.

https://www.internazionale.it/ultime-notizie-reuters/2026/10/03/russia-pledges-to-continue-massive-strikes-on-kyiv-urges-foreign-diplomats-to-leave-city

Vilnius chiude per un oggetto che forse non c’era (lrt.lt)

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Un contatto radar interpretato come possibile drone in arrivo dalla direzione della Bielorussia ha fatto scattare l’allerta in Lituania: caccia della missione NATO in volo e aeroporto di Vilnius fermo per meno di un’ora. Poi il segnale è sparito e l’allarme è rientrato. Le autorità cercano l’oggetto, ma ammettono che potrebbe essere stato un drone, un’anomalia o perfino uno stormo di uccelli.

Il punto non è deridere la precauzione. È misurare quanto la guerra abbia assottigliato il confine tra sicurezza e paralisi: basta una traccia ambigua per interrompere il traffico civile e mobilitare l’Alleanza. La risposta rapida rassicura; l’incertezza che la innesca dovrebbe inquietare altrettanto.

Nel Baltico l’allarme non è più un’eccezione, ma una procedura. E quando la procedura diventa quotidiana, il rischio è duplice: reagire troppo tardi alla minaccia vera o troppo spesso a quella immaginata.

https://www.lrt.lt/naujienos/lietuvoje/2/3053200/oro-pavojus-atsauktas-radaruose-matyto-signalo-dingimo-vieta-bus-papildomai-apziureta

Il deficit si divide tra bollette e armi (ansa.it)

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Il Consiglio dei ministri ha approvato il Documento programmatico di finanza pubblica e la relazione con cui chiede al Parlamento uno scostamento fino a circa 29 miliardi nel biennio 2027-2028. Il margine viene diviso a metà fra sicurezza energetica e difesa: 0,3% del Pil per ciascuna voce in ognuno dei due anni. Il voto parlamentare, a maggioranza assoluta, è previsto il 13 ottobre.

La relazione indica per l’energia sostegni a famiglie, studenti, imprese e pubbliche amministrazioni, oltre a rinnovabili e decarbonizzazione; per la difesa prevede personale, operatività e programmi pluriennali. Intanto il deficit programmatico sale al 3,4% nel 2027 e al 3,2% nel 2028, mentre il debito rinvia la discesa. Il compromesso politico è limpido: per affrontare insieme bollette e riarmo si chiede flessibilità sui conti, ma il conto resta pubblico e le promesse della manovra diventano più strette.

https://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2026/10/02/via-libera-del-consiglio-dei-ministri-al-dpfp-e-a-scostamento-per-energia_8463ed4f-c10a-459f-8be8-a56ee2f0b01a.html