Note di economia, politica e tecnologia

Washington vuole sanzionare il tribunale che indaga (apnews.com)

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Secondo funzionari informati dei colloqui, l’amministrazione Trump si prepara a sanzionare la Corte penale internazionale come istituzione, dopo aver già colpito giudici e procuratori. Il provvedimento non è ancora stato annunciato; l’Aia teme che possa bloccare servizi informatici, assicurazioni, assunzioni e pagamenti ordinari.

Washington sostiene che la Corte non abbia giurisdizione su cittadini di Stati che non aderiscono allo Statuto di Roma, come Stati Uniti e Israele. Ma una cosa è contestare la competenza in tribunale; un’altra è usare il peso finanziario americano per rendere materialmente impossibile al tribunale funzionare.

La contraddizione è brutale: si difende la sovranità nazionale cercando di spegnere l’istituzione nata per intervenire quando i sistemi nazionali non perseguono i crimini più gravi. Se la giustizia internazionale vale soltanto contro gli avversari, non è più giustizia: è un altro strumento della potenza.

https://apnews.com/article/2c1cc314732f920c2de59396d3b556f6

NATO, l'allarme corre più veloce delle prove (theguardian.com)

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Responsabili dell’intelligence europea hanno avvertito che la Russia potrebbe “testare” la NATO nel giro di mesi, probabilmente con un’azione limitata o ibrida più che con un’invasione convenzionale. Ma gli stessi funzionari non hanno indicato prove specifiche di un piano imminente; autorità baltiche hanno invitato a non trasformare uno scenario possibile in una certezza.

Il rischio non è inventato: incursioni di droni, sabotaggi e operazioni clandestine attribuite a Mosca hanno già alzato la pressione sull’Europa. La distinzione decisiva, però, resta quella fra capacità, intenzione e previsione. Confonderle produce titoli apocalittici proprio mentre servirebbero informazioni verificabili e una deterrenza credibile.

Prepararsi è prudenza; annunciare una guerra “entro mesi” senza mostrare gli elementi dell’allarme è comunicazione strategica. Può rafforzare la NATO, ma può anche regalare al Cremlino ciò che cerca: società europee spaventate, polarizzate e pronte a interpretare ogni incidente come l’inizio della guerra.

https://www.theguardian.com/world/2026/sep/20/baltic-spy-chiefs-warn-moscow-is-preparing-for-more-decisive-action-in-europe

Allarme attacco russo alla Nato entro mesi: i baltici non ci credono (agi.it)

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Il premier polacco Donald Tusk ha riferito al parlamento di Varsavia le valutazioni dell'intelligence europea secondo cui la Russia starebbe pianificando azioni più dirette contro il territorio Nato, con droni o missili, nel giro di "mesi, non anni". Il presidente francese Emmanuel Macron ha definito queste valutazioni "fondate e ben documentate" e ha convocato una riunione d'emergenza con i principali leader europei. Sulla stessa linea il capo dei servizi cechi Michal Koudelka, che non esclude "invasioni su piccola scala" ai confini orientali dell'alleanza.

A raffreddare i toni sono, paradossalmente, i servizi dei Paesi più esposti a un'eventuale escalation: quelli baltici. Il direttore dell'intelligence lettone Normunds Mežviets ha dichiarato di non vedere "indicazioni di un attacco imminente", aggiungendo che enfatizzare il pericolo rischia di fare comodo proprio al Cremlino, alimentando paura e incertezza nelle società occidentali.

La spaccatura non è di poco conto: chi vive a ridosso del confine russo minimizza, chi ne è più lontano lancia l'allarme. Entrambe le posizioni hanno una loro logica politica, oltre che di intelligence — Varsavia e Parigi hanno interesse a tenere alta la pressione su riarmo e coesione atlantica, i baltici a non alimentare un clima da vigilia di guerra permanente sul proprio territorio. Resta il fatto che l'allarme arriva dopo mesi di incidenti concreti, dai droni abbattuti sui cieli di Lituania ed Estonia alle provocazioni navali nel Baltico: la differenza tra chi grida al lupo e chi lo ha già visto passare non è sempre facile da tracciare dall'esterno.

https://www.agi.it/estero/news/2026-09-21/attacco-russo-nato-intelligence-39161169/

Adinolfi in carcere per 49 post: la truffa da 5 milioni sparisce dal racconto (ansa.it)

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Il gip di Roma Giulia Arceri ha disposto il 21 settembre l'aggravamento della misura cautelare a carico di Mario Adinolfi, giornalista ed ex parlamentare, trasferendolo dagli arresti domiciliari al carcere. Il motivo ufficiale è la "reiterata violazione" del divieto di usare dispositivi telematici: secondo l'ordinanza, Adinolfi ha pubblicato 49 articoli sul suo blog Substack e 23 post su Facebook nei mesi in cui gli era vietato farlo, salvo i contatti con l'avvocato.

Adinolfi ha annunciato lui stesso il trasferimento sui social, definendosi "il primo italiano nella storia" arrestato per aver scritto su Facebook. È una sintesi che lascia fuori un dettaglio non secondario: i domiciliari erano scattati l'8 luglio 2026 per un'accusa di truffa ed evasione fiscale legata al sistema delle "scommesse collettive", con un danno stimato di 5 milioni di euro, e già a fine luglio i suoi legali avevano chiesto la revoca della misura sostenendo che fosse una persecuzione per le sue opinioni.

Le due letture non si escludono a vicenda, e proprio per questo vale la pena tenerle separate. Che un gip possa aggravare una misura per la violazione ripetuta e sistematica di un divieto specifico è ordinaria amministrazione giudiziaria, non censura delle idee: il provvedimento riguarda l'uso di un telefono sotto sequestro processuale, non il contenuto di ciò che vi è stato scritto. Ma resta legittimo chiedersi se il carcere sia una risposta proporzionata a un blog e a qualche post, invece di un richiamo o un inasprimento più mite dei domiciliari. Il racconto del "perseguitato per Facebook", in ogni caso, funziona meglio senza la parola "truffa".

https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2026/09/21/usava-i-social-dai-domiciliari-mario-adinolfi-va-in-carcere_35ccb8bc-81a6-4686-8aed-c43dc9c7b288.html

Lega, il congresso per restare tutti uniti a Salvini (ansa.it)

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Matteo Salvini ha annunciato a Pontida che proporrà un congresso straordinario della Lega in ottobre e che chiederà la fiducia del partito. La decisione formale spetta agli organi leghisti: per ora è la contromossa del segretario alle critiche dei “nordisti” e al calo dei consensi.

Il paradosso è già nel lessico: si convoca un congresso per “decidere insieme”, ma il traguardo indicato in anticipo è marciare uniti e compatti. Più che aprire una discussione sulla linea, l’operazione sembra voler trasformare il dissenso in una prova pubblica di fedeltà.

Un congresso vero misura alternative, responsabilità e risultati. Un congresso usato come plebiscito misura soprattutto la disciplina interna. La Lega dovrà scegliere se discutere che cosa è diventata oppure limitarsi a confermare chi l’ha portata fin qui.

https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2026/09/20/lega-la-mossa-di-salvini-a-pontida-congresso-straordinario-a-ottobre_f7eadbe5-25a0-4754-a303-b2aae6c72b05.html

Germania, due voti contro Merz in direzioni opposte (ndr.de)

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Le proiezioni delle televisioni pubbliche tedesche consegnano due sconfitte molto diverse al cancelliere Friedrich Merz. In Meclemburgo-Pomerania Occidentale l'AfD arriva intorno al 38%, davanti alla SPD, mentre la CDU precipita a circa il 5%, il suo peggior risultato in un'elezione regionale dal dopoguerra. A Berlino, invece, il primo partito è Die Linke, attorno al 25-26%.

Non è una Germania che marcia ordinatamente verso destra. È una Germania che, da due estremi opposti, rifiuta i partiti del governo federale. L'AfD conquista un altro Land dell'est ma resta isolata dal veto degli altri partiti; la sinistra vince nella capitale senza che questo cancelli l'avanzata dell'estrema destra.

Merz definisce il risultato un disastro e promette di proseguire con le riforme. È la risposta classica di un potere che interpreta due proteste contrarie come un problema di comunicazione. Il muro contro l'AfD può ancora impedirle di governare; non può però sostituire il consenso che CDU e SPD stanno perdendo in direzioni incompatibili.

https://www.ndr.de/nachrichten/mecklenburg-vorpommern/landtagswahl/landtagswahl-mv-afd-vor-spd-mehrheitsverhaeltnisse-noch-unklar%2Cmvwahl-370.html

La scuola integra contando passaporti e veli (videoembed.ansa.it)

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Giorgia Meloni annuncia un provvedimento in arrivo al Consiglio dei ministri: tetto agli studenti stranieri per classe, obbligo di imparare l'italiano per i genitori di alunni con gravi difficoltà d'inserimento e divieto di burqa e hijab a scuola. Il testo non è ancora disponibile: soglie, eccezioni e sanzioni restano quindi da verificare.

Il governo presenta la misura come integrazione, ma nella stessa frase mescola problemi diversi. La conoscenza dell'italiano incide davvero sulla didattica; la cittadinanza scritta sul registro non misura invece né la lingua né l'inserimento. E il burqa copre il volto, mentre l'hijab lascia il viso scoperto: vietarli insieme significa passare dalla sicurezza al controllo di un simbolo religioso.

Una scuola può distribuire gli alunni e rafforzare l'insegnamento linguistico. Se però la legge conta i passaporti e prescrive come vestirsi, il confine tra integrazione e discriminazione non è un dettaglio tecnico: è il contenuto politico del provvedimento. Prima degli slogan servirà il testo, perché i diritti non si amministrano dal palco.

https://videoembed.ansa.it/sito/notizie/topnews/2026/09/20/meloni-in-classe-numero-massimo-di-stranieri-e-divieto-di-burqa-norma-in-arrivo_0d622362-ec85-4807-a30b-27c63fa3aabd.html

Mosca, mille droni smentiscono la tregua (apnews.com)

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La Russia afferma di aver abbattuto oltre mille droni ucraini durante un attacco che il sindaco di Mosca ha definito il più grande mai diretto contro la capitale. Secondo le autorità locali, due persone sono morte nella regione moscovita, centinaia sono state evacuate e alcuni velivoli hanno raggiunto la raffineria di Mosca e un edificio residenziale. Kiev non ha commentato l'operazione.

Il Cremlino sostiene che l'obiettivo fosse sabotare l'ultimo giorno delle elezioni parlamentari, ma questa intenzione non è stata verificata in modo indipendente. È invece certo che l'offensiva ha colpito ancora il sistema petrolifero russo, nonostante l'annuncio di Trump secondo cui Mosca e Kiev avrebbero concordato di fermare gli attacchi alle infrastrutture energetiche.

Nelle stesse ore i raid russi in Ucraina hanno ucciso almeno sette persone, tra cui bambini, secondo le autorità ucraine. La guerra dei droni cancella così la distinzione rassicurante tra fronte e retrovia: le raffinerie diventano bersagli, i condomini danni collaterali e ogni tregua energetica vale finché uno dei due contendenti decide di verificarla con un'esplosione.

https://apnews.com/article/5f7889d027c0247ca2c2c64425b9ffa9

Melonellum, il sondaggio che gela la maggioranza: vince il campo largo (ilgiornaleditalia.it)

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I sondaggi pubblicati in questi giorni da più istituti — Piave per Fanpage, la Supermedia YouTrend ripresa da Il Giornale d'Italia — convergono su un dato scomodo per chi l'ha voluta: applicando lo "Stabilicum", la nuova legge elettorale ribattezzata "Melonellum" per il ruolo di FdI nella sua scrittura, ai numeri attuali non sarebbe il centrodestra a incassare il premio di maggioranza ma il campo largo di centrosinistra. Le proiezioni danno il campo largo al 43,8-43,9%, il centrodestra fermo poco sopra il 40%, con Futuro Nazionale di Vannacci intorno al 7-8%. Superata la soglia del 42%, sarebbe il centrosinistra a spartirsi i 105 seggi di premio tra Camera e Senato.

La legge, approvata al Senato il 15 settembre con i soli voti di maggioranza e attesa alla Camera entro fine mese, era stata presentata da FdI come garanzia di governabilità e stabilità per il centrodestra. I numeri di oggi raccontano un paradosso: la riforma pensata per blindare l'attuale maggioranza rischia di consegnare, con gli stessi identici meccanismi, un vantaggio ancora più ampio agli avversari — semplicemente perché il centrodestra oggi è più diviso (FdI, Lega, FI, Vannacci) di quanto non sia un centrosinistra riunito attorno a Pd e M5s.

Difficile dire cosa sia più imbarazzante: aver scritto una legge elettorale sulla fotografia dei rapporti di forza di qualche mese fa, o scoprirlo a norma già approvata. Di certo chi ha liquidato ogni obiezione dell'opposizione come propaganda dovrà spiegare perché proprio i sondaggisti più accreditati, a mesi dal voto, diano per favorito l'accordo largo che la legge avrebbe dovuto rendere ancora più improbabile.

https://www.ilgiornaleditalia.it/news/politica/822228/sondaggi-politici-campo-largo-sale-cdx-scende-csx-sblocca-premio-di-maggioranza.html

Tajani, consigli di famiglia al figlio: «Meglio la gonna lunga, quella carina tradisce» (editorialedomani.it)

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Al terzo giorno della tre giorni "Itaca" a Formello, il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha usato una metafora coniugale per dare un consiglio politico: meglio una donna "meno appariscente ma più stabile", con "le gonne più lunghe", perché quella "carina" rischia di tradire, mentre l'altra "garantisce stabilità familiare". Il paragone, esplicito, univa il consiglio dato al figlio su che moglie scegliere alla scelta del voto da parte degli elettori.

La polemica è arrivata rapida e trasversale. Raffaella Paita (Iv) ha parlato di stereotipi anni Cinquanta che equiparano bellezza e infedeltà, chiedendosi cosa ne pensi Marina Berlusconi; Matteo Renzi ha suggerito al ministro di occuparsi semmai del burqa imposto alle donne afghane; Elly Schlein ha bollato l'uscita come "una vergogna", richiamando i valori di libertà individuale che l'esecutivo dice di difendere.

Tajani ha derubricato tutto a metafora infelice, ribadendo il "massimo rispetto" per le donne — la stessa linea difensiva già vista in altri scivoloni lessicali della maggioranza. Resta però il fatto che il capo della diplomazia italiana, in un governo che rivendica battaglie identitarie sulla famiglia, ha scelto l'aspetto fisico delle donne come metro di affidabilità politica: un'associazione che nessuna excusatio a posteriori cancella del tutto.

https://www.editorialedomani.it/politica/italia/tajani-meglio-sposare-donna-meno-appariscente-ma-piu-stabile-scoppia-la-polemica-x50ap3wh