Legge elettorale, la maggioranza compatta nel segreto: ma a chi serve davvero? (ansa.it)
0Il primo scoglio alla Camera è superato: con voto segreto la maggioranza ha respinto le pregiudiziali di costituzionalità, 229 no contro 151 sì, con pochissimi assenti. Il voto finale sul testo è atteso per l'8 ottobre, mentre si prevede un successivo esame della Corte costituzionale. Il fatto è che il voto segreto, di solito il terreno dei franchi tiratori, stavolta ha certificato una compattezza che nessuno si aspettava così granitica.
L'opposizione, per voce di Schlein, accusa il governo di cambiare le regole perché teme di perdere. È una tesi legittima ma anche comoda: chi grida allo scandalo oggi ha cambiato molte volte le regole quando toccava a lui governare, e la storia delle leggi elettorali italiane è un cimitero di riforme scritte a misura di chi le votava. Anche Azione ha criticato sia il merito sia i tempi, segno che il disagio non è solo di una parte.
Resta una questione di metodo che riguarda tutti: cambiare le regole del gioco a ridosso del voto, con tempi stretti e un calendario blindato, è sempre un azzardo istituzionale. Se le preferenze, i collegi e le soglie sono davvero un miglioramento, dovrebbe poterlo dire anche chi non ne beneficia. Se invece il testo è un calcolo di convenienza, a smentirlo non basterà un voto segreto compatto.