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Tutto quello che si vorrebbe dire ma che non si può dire

Politica

Legge elettorale, la maggioranza compatta nel segreto: ma a chi serve davvero? (ansa.it)

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Il primo scoglio alla Camera è superato: con voto segreto la maggioranza ha respinto le pregiudiziali di costituzionalità, 229 no contro 151 sì, con pochissimi assenti. Il voto finale sul testo è atteso per l'8 ottobre, mentre si prevede un successivo esame della Corte costituzionale. Il fatto è che il voto segreto, di solito il terreno dei franchi tiratori, stavolta ha certificato una compattezza che nessuno si aspettava così granitica.

L'opposizione, per voce di Schlein, accusa il governo di cambiare le regole perché teme di perdere. È una tesi legittima ma anche comoda: chi grida allo scandalo oggi ha cambiato molte volte le regole quando toccava a lui governare, e la storia delle leggi elettorali italiane è un cimitero di riforme scritte a misura di chi le votava. Anche Azione ha criticato sia il merito sia i tempi, segno che il disagio non è solo di una parte.

Resta una questione di metodo che riguarda tutti: cambiare le regole del gioco a ridosso del voto, con tempi stretti e un calendario blindato, è sempre un azzardo istituzionale. Se le preferenze, i collegi e le soglie sono davvero un miglioramento, dovrebbe poterlo dire anche chi non ne beneficia. Se invece il testo è un calcolo di convenienza, a smentirlo non basterà un voto segreto compatto.

https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2026/10/01/la-legge-elettorale-supera-il-primo-scoglio-la-maggioranza-compatta-nel-voto-segreto_afc2a0af-fc7e-4d3d-97eb-4fcafc26cbb0.html

Il deficit si divide tra bollette e armi (ansa.it)

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Il Consiglio dei ministri ha approvato il Documento programmatico di finanza pubblica e la relazione con cui chiede al Parlamento uno scostamento fino a circa 29 miliardi nel biennio 2027-2028. Il margine viene diviso a metà fra sicurezza energetica e difesa: 0,3% del Pil per ciascuna voce in ognuno dei due anni. Il voto parlamentare, a maggioranza assoluta, è previsto il 13 ottobre.

La relazione indica per l’energia sostegni a famiglie, studenti, imprese e pubbliche amministrazioni, oltre a rinnovabili e decarbonizzazione; per la difesa prevede personale, operatività e programmi pluriennali. Intanto il deficit programmatico sale al 3,4% nel 2027 e al 3,2% nel 2028, mentre il debito rinvia la discesa. Il compromesso politico è limpido: per affrontare insieme bollette e riarmo si chiede flessibilità sui conti, ma il conto resta pubblico e le promesse della manovra diventano più strette.

https://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2026/10/02/via-libera-del-consiglio-dei-ministri-al-dpfp-e-a-scostamento-per-energia_8463ed4f-c10a-459f-8be8-a56ee2f0b01a.html

Spread ai massimi dal 2025: il governo sorride, i mercati meno (ansa.it)

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Il differenziale BTP-Bund ha toccato i 126 punti in apertura il 2 ottobre, ai massimi da aprile 2025 (ANSA), con il rendimento decennale intorno al 4,7%. Sky TG24 parla di punte anche più alte durante la seduta, ma i dati intraday sono ballerini: conta la tendenza, non il singolo numero.

Il contesto è esterno: tensioni in Medio Oriente, petrolio vicino ai 100 dollari, attese di nuovi rialzi dei tassi e un debito francese ai massimi di rendimento dal 2002. L'Italia non è sola, e chi grida all'emergenza per fare opposizione dimentica che parte del movimento arriva da Parigi.

Ma anche la narrativa opposta, quella della "solidità" rivendicata dal governo, regge finché i mercati sono calmi. Con un debito elevato, ogni punto di spread in più è una tassa sulla spesa pubblica futura, e nessuna maggioranza, di qualunque colore, può chiamarsene fuori.

https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2026/10/02/lo-spread-btp-bund-prosegue-corsa-in-avvio-tocca-i-126-punti_f44036e2-d75d-4b68-874b-b84fb621c124.html

Legge elettorale: tre fiducie e voto segreto, la maggioranza non si fida di se stessa (ilfattoquotidiano.it)

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Alla Camera la riforma elettorale procede a colpi di fiducia: tre voti sugli articoli 1, 2 e 3, con Giorgia Meloni che pretende la presenza obbligatoria dei parlamentari di maggioranza. Il voto finale, a scrutinio segreto, è atteso tra il 7 e l'8 ottobre. Secondo Il Fatto Quotidiano, il timore nasce dai circa 30 deputati della coalizione che a luglio votarono contro le indicazioni di partito.

La contraddizione è evidente: si chiede agli italiani di credere in una legge che dovrebbe garantire stabilità, mentre la maggioranza che la propone deve sorvegliare i propri banchi, blindare la tribuna stampa e agitare lo spettro del voto anticipato. Una stabilità invocata per legge e non ottenuta con i numeri, né con la coesione.

Ma anche l'opposizione ha il suo bagaglio di incoerenze. Riccardo Magi (+Europa) ha avviato lo sciopero della fame contro quello che chiama un "colpo di mano": la soglia di firme per le nuove liste salirebbe da 1.500 ad almeno 6.000 per collegio, circa 450.000 in tutto. Rilievo serio, ma resta da capire dove fosse il fronte anti-soglie quando i partiti maggiori scrivevano regole analoghe a proprio vantaggio. Le regole del gioco cambiano sempre, a seconda di chi le cambia.

https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/09/30/legge-elettorale-camera-voti-fiducia-allerta-governo-stretta-vedette-magi-sciopero-fame-notizie/8523351/

La parità finisce sotto la riga (ansa.it)

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La riforma elettorale torna alla Camera per l’ultima lettura con capilista bloccati, preferenze per gli altri candidati e senza la quota 60-40 tra uomini e donne che il Rosatellum imponeva proprio nelle posizioni di testa. Il premio di maggioranza conserva un equilibrio di genere, ma scatta soltanto se una coalizione raggiunge il 42%.

Il risultato non è che il Parlamento sarà certamente senza donne, come suggeriscono le simulazioni più estreme. È però scritto nella legge che i seggi più sicuri possono tornare a essere quasi tutti maschili, soprattutto nei partiti piccoli e medi che eleggono un solo candidato per collegio. La parità viene spostata dalle garanzie alle buone intenzioni dei segretari.

Un governo guidato dalla prima presidente del Consiglio rischia così di firmare una norma che rende più fragile la presenza femminile nelle Camere. Non è un dettaglio tecnico: le regole elettorali spiegano chi può entrare nella stanza prima ancora che gli elettori aprano la porta.

https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2026/09/09/dal-premio-allindicazione-del-premier-la-riforma-punto-per-punto_6fb09be1-4bd1-41ae-bb01-bd628a333525.html

Suppletive a Reggio Calabria: vince il centrodestra, perde la partecipazione (tg24.sky.it)

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Il centrodestra tiene il seggio di Cannizzaro, ma la vera notizia delle suppletive di Reggio Calabria è l'affluenza: il 22,34%, contro il 49,40% di quattro anni fa. Fabio Roscioli, tesoriere di Forza Italia, vince con circa il 52%; Francesco Benedetto, per il campo largo, si ferma intorno al 36%; Domenico Giannetta, candidato di Futuro Nazionale (Vannacci), sfiora il 10%.

Giorgia Meloni rivendica la vittoria: il centrodestra "si conferma unito" e batte il "campo larghissimo". Il dato però è più fragile del comunicato. Le suppletive sono un voto anomalo e si vincono con pochi elettori, ma un seggio assegnato a meno di un cittadino su quattro difficilmente fa da test nazionale, per chi vince come per chi perde. E l'unità celebrata ha una crepa visibile: la lista vannacciana, nata da una scissione a destra, ha comunque preso una quota a due cifre nel collegio.

Anche l'opposizione ha poco da esultare. Il 36% conferma un perimetro largo ma non abbastanza competitivo, in un collegio dove il centrosinistra non ha mai davvero sfidato l'avversario. Il vero sconfitto è chi non ha votato: un'astensione che, se diventa la norma, rende ogni maggioranza più piccola di quanto dichiari.

https://tg24.sky.it/politica/2026/09/28/suppletive-reggio-calabria-locri-camera-risultati

Il crocifisso non rende cristiana l’estrema destra (vaticannews.va)

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Sul volo di ritorno dalla Francia, Leone XIV ha parlato della crescita dell’estrema destra in Germania e della sua saldatura con una particolare forma di religiosità. Quella miscela, ha detto, non rappresenta un’autentica espressione del cristianesimo: il Vangelo non riguarda odio e divisione, ma comprensione, compassione e accompagnamento.

È una distinzione che la politica identitaria preferisce lasciare sfocata. Simboli cristiani, presepi e richiami alle radici vengono esibiti come certificati morali, anche quando servono a tracciare confini tra persone degne e indesiderabili. Ma un simbolo religioso usato come manganello culturale resta un manganello, non diventa Vangelo.

Il Papa non ha indicato un singolo partito da mettere all’indice: ha contestato la pretesa più comoda, quella di trasformare il cristianesimo in una vernice per l’estremismo. È una critica teologica, ma il bersaglio politico è chiarissimo.

https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2026-09/papa-leone-xiv-intervista-viaggio-apostolico-aereo-francia.html

Roscioli vince, gli elettori spariscono (corrieredellacalabria.it)

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Fabio Roscioli ha vinto le suppletive della Camera nel collegio Reggio Calabria-Locri con il 51,02%. Frank Benedetto si è fermato al 36,6%, mentre Futuro Nazionale di Roberto Vannacci, alla prima prova con il proprio simbolo, ha ottenuto il 10,94%.

Il dato politico più pesante, però, non è nella graduatoria: ha votato appena il 22,34% degli aventi diritto, 77.165 persone su 345.486. Il centrodestra conquista legittimamente il seggio, ma lo fa in un collegio dove quasi otto elettori su dieci hanno lasciato la scheda agli altri.

I partiti possono festeggiare percentuali e primati di nicchia. Resta una Camera che si riempie mentre i seggi elettorali si svuotano. Quando l’astensione diventa maggioranza assoluta, chiamarla soltanto disaffezione serve soprattutto a non chiedersi chi abbia smesso di rappresentare chi.

https://www.corrieredellacalabria.it/2026/09/28/suppletive-reggio-calabria-vittoria-di-roscioli-eletto-alla-camera-con-il-5102/

Regeni, una sentenza senza imputati (tgcom24.mediaset.it)

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La Corte d’Assise di Roma ha condannato in primo grado a dieci anni tre dei quattro agenti dei servizi egiziani imputati nel processo per Giulio Regeni; il quarto è stato assolto. È il primo verdetto nel merito dopo oltre dieci anni, diversi arresti procedurali e l’intervento della Corte costituzionale che ha consentito di celebrare il processo nonostante l’assenza degli accusati.

La sentenza rompe finalmente il muro dell’impossibilità giudiziaria, ma non quello politico. Gli imputati non sono mai comparsi e l’Egitto non ha fornito la collaborazione necessaria neppure per notificare gli atti. Roma ha ottenuto un pronunciamento; il Cairo conserva uomini, informazioni e potere di interdizione.

È la contraddizione che resta sul tavolo: si può pronunciare giustizia senza poterla eseguire, mentre i rapporti diplomatici ed economici continuano. Il verdetto conta. Ma misura anche quanto costa, in sovranità reale, chiedere verità a un alleato che può permettersi di non rispondere.

https://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/omicidio-giulio-regeni-tre-007-egiziani-condannati-10-anni-carcere_117087193-202602k.shtml

Ddl antisemitismo, il Pd si riscopre no: Fiano minaccia l'addio da Auschwitz (ilfoglio.it)

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Emanuele Fiano, ex deputato dem e presidente di Sinistra per Israele, ha scritto da Auschwitz — dove partecipa a un'assemblea internazionale — per annunciare che il voto contrario del Pd al ddl antisemitismo è per lui "un confine invalicabile", lasciando intendere un possibile addio al partito. Il testo, che recepisce la definizione IHRA di antisemitismo, non introduce reati né pene specifiche e salvaguarda esplicitamente la critica politica a Israele: eppure il 23 settembre, dopo quattro ore di assemblea interna, il gruppo dem alla Camera ha votato contro, con la componente pro-Pal (Scotto, Boldrini, Salis tra gli altri) che ha prevalso sui riformisti critici guidati da Fassino.

A rendere la vicenda più scivolosa è la memoria corta del partito: nel 2017 Elly Schlein firmò al Parlamento europeo una risoluzione che chiedeva agli Stati di adottare e applicare proprio la definizione IHRA, e negli anni dei governi Conte II e Draghi il Pd ebbe un ruolo di primo piano nell'adozione di quella stessa definizione come base della Strategia nazionale contro l'antisemitismo. Passare dal promuoverla al bocciarla, senza una spiegazione che tenga, è il tipo di incoerenza che un partito paga più cara quando a segnalarla è uno dei suoi.

La frattura arriva pochi mesi dopo che il Senato aveva già dato un primo via libera al provvedimento a inizio marzo, con lo stesso Pd diviso al proprio interno mentre M5s e Avs votavano compatti contro. Il nodo IHRA, evidentemente, non si è chiuso: si è solo spostato di ramo del Parlamento, e di ferita interna.

https://www.ilfoglio.it/politica/2026/09/28/news/la-frattura-sul-ddl-antisemitismo-pronto-a-lasciare-il-pd-ci-scrive-emanuele-fiano--408857