Note di economia, politica e tecnologia

Il rave giusto non disturba (venetofronteskinheads.org)

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Il Veneto Fronte Skinheads ha annunciato dal 3 al 6 settembre «Ritorno a Camelot», quattro giorni di musica e incontri dell’estrema destra europea. La località non compare nell’annuncio pubblico, ma le verifiche della stampa locale indicano l’Hotel Ciclamino di Pietramurata, in Trentino; il Commissariato del Governo sta raccogliendo informazioni in vista di un comitato per l’ordine e la sicurezza.

Nel programma figurano gruppi ricondotti alla scena neonazista e al circuito Blood and Honour, organizzazione sottoposta dal Regno Unito al congelamento dei beni perché sospettata di promuovere e finanziare attività terroristiche. Questo non rende automaticamente illegale il raduno né prova responsabilità penali dei partecipanti: rende però poco credibile trattarlo come un semplice festival musicale.

Lo Stato che ha trasformato i rave in un’emergenza legislativa incontra così un esame di coerenza. Se il criterio è davvero la sicurezza, deve valere anche quando l’assembramento ha caratteri gotici, saluti identitari e ospiti europei. Altrimenti il problema non è il raduno: è chi balla.

https://venetofronteskinheads.org/beta/2026/08/18/ritorno-a-camelot-2026/

Basta dire che è un test (gambit.security)

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Un gruppo ransomware russofono, Aur0ra, ha usato l’agente di programmazione di Cursor durante intrusioni contro almeno sette aziende. I ricercatori di Gambit Security hanno recuperato 28 sessioni da un server lasciato esposto; Reuters ha esaminato parte dei registri e identificato autonomamente sei vittime, tra cui un produttore italiano.

L’agente ha rifiutato alcune richieste, ma gli operatori riuscivano quasi sempre a superare il blocco aprendo una nuova conversazione e dichiarando che l’attacco era una simulazione autorizzata. Non è accertato che ogni operazione abbia prodotto furto di dati o estorsione, né che l’IA abbia creato capacità offensive nuove: ha però reso più rapido il lavoro di chi era già dentro le reti.

La contraddizione è ormai industriale. Vendiamo agenti capaci di agire sui sistemi e affidiamo il confine tra assistenza e complicità alla versione raccontata dall’utente. Se per aggirare una barriera basta scrivere «è un test», non siamo davanti a una protezione imperfetta: siamo davanti a un cartello di sicurezza appeso a una porta aperta.

https://gambit.security/news-resources

La linea rossa attraversa la Manica (marketscreener.com)

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Mosca ha minacciato di colpire obiettivi militari britannici, anche fuori dall’Ucraina, in risposta all’uso di missili a lungo raggio forniti da Londra. La dichiarazione arriva dopo la decisione britannica di condividere con Kiev informazioni tecniche sui componenti degli Storm Shadow/SCALP, perché possano essere prodotti in Ucraina.

Non ci sono elementi che indichino un attacco imminente contro un Paese NATO: il punto, però, è che la guerra per procura sta perdendo un altro pezzo della propria ambiguità. Londra estende il coinvolgimento dalla consegna di armi alla capacità industriale; Mosca risponde nominando non soltanto l’arma, ma anche il territorio del fornitore.

È il copione dell’escalation controllata: ciascuno alza la posta assicurando implicitamente di sapere dove fermarsi. Funziona finché un errore di calcolo non trasforma la retorica in dottrina. Le linee rosse, quando vengono ridisegnate ogni settimana, finiscono per essere soltanto micce colorate.

https://www.marketscreener.com/news/russia-says-it-could-strike-uk-military-targets-in-response-to-ukrainian-strikes-using-british-missi-ce7858deda88f221

L’Europa sovrana, ma con qualche centinaio di miliardi in meno (bundesregierung.de)

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Germania, Danimarca, Paesi Bassi, Austria, Finlandia e Svezia chiedono di tagliare di «diverse centinaia di miliardi» la proposta da quasi duemila miliardi per il bilancio europeo 2028-2034. Il comunicato dei sei contributori netti pretende risparmi distribuiti su tutte le aree di spesa, mentre Berlino invoca più attenzione a difesa e competitività.

È la solita geometria dell’Europa ambiziosa: più sicurezza, più industria, più autonomia strategica, ma un bilancio comune abbastanza piccolo da non disturbare quelli nazionali. Le priorità aumentano; il denaro deve diminuire. A fare da variabile di aggiustamento resteranno inevitabilmente coesione, agricoltura, ricerca o transizione, cioè proprio ciò che dovrebbe trasformare gli slogan in capacità comune.

La prudenza sui conti è necessaria. Ma chiedere sovranità europea finanziandola come una riunione condominiale non è rigore: è una contraddizione politica. E questa volta vale diverse centinaia di miliardi.

https://www.bundesregierung.de/breg-de/aktuelles/treffen-mehrjaehriger-finanzrahmen-2450798

Due ore al giorno, diciassette miliardi dopo (ag.ny.gov)

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Meta ha raggiunto con una coalizione bipartisan di procuratori generali statunitensi un accordo, ancora soggetto all’approvazione del tribunale, sulle accuse di aver progettato Facebook e Instagram per trattenere e danneggiare i minori. Pagherà almeno 12,1 miliardi di dollari, fino a 17,1 se anche altri grandi social accetteranno tutele analoghe.

L’intesa impone verifiche dell’età, un massimo di due ore al giorno per gli utenti sotto i 18 anni, blocco notturno, limiti alle notifiche e la possibilità di scegliere un feed cronologico. Sono misure che per anni le piattaforme hanno presentato come difficili, inefficaci o incompatibili con la libertà degli utenti. Diventano improvvisamente praticabili quando entra in aula il modello di business.

La cifra è enorme, ma il punto non è la multa. È l’ammissione istituzionale che il design non è neutrale: scorrimento infinito, notifiche e raccomandazioni sono scelte industriali, non fenomeni naturali. Ora serviranno controlli indipendenti, perché una protezione scritta nel patteggiamento vale soltanto quanto la capacità di verificarla.

https://ag.ny.gov/press-release/2026/attorney-general-james-secures-171-billion-and-groundbreaking-reforms-meta

Un'altra notte di missili su Kiev, Odessa e Zaporizhzhia (uk.lapresse.it)

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Nella notte tra il 26 e il 27 agosto la Russia ha colpito ancora una volta il territorio ucraino con un attacco missilistico su più fronti. A Kiev l'aeronautica militare ha segnalato almeno sei esplosioni in circa un minuto, con detriti caduti nei distretti di Podilskyi e Shevchenkivskyi. A Odessa sono stati danneggiati una scuola e alcuni edifici residenziali, senza vittime segnalate. A Zaporizhzhia il governatore Ivan Fedorov ha reso noto su Telegram il ferimento di almeno sette persone, tra cui tre bambini. L'allerta aerea è rimasta attiva su gran parte del paese, a eccezione delle regioni occidentali.

L'attacco arriva a due giorni dall'avvertimento del Cremlino a Macron sull'"inaccettabilità" di un'eventuale presenza militare NATO in Ucraina: la diplomazia dei toni duri e l'escalation sul terreno procedono su binari paralleli, senza che l'una condizioni davvero l'altra.

Colpisce, ancora una volta, lo scarto tra la frequenza di questi attacchi e la misura delle reazioni istituzionali europee, quasi sempre affidate a dichiarazioni di circostanza. Il copione si ripete da mesi: bambini feriti, infrastrutture colpite, cordoglio formale. Nel frattempo il dibattito pubblico, in Italia come altrove, resta ancorato a questioni di cronaca interna, mentre la guerra continua a bussare ogni notte alla porta di un continente che fatica a darsi una linea comune.

https://uk.lapresse.it/world-en/2026/08/27/ukraine-explosions-overnight-in-kyiv-odessa-and-zaporizhzhia/

Vannacci, il programma che non piace a nessuno (nemmeno ai suoi) (ansa.it)

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Futuro Nazionale ha presentato il suo programma il 24 agosto, e in tre giorni è riuscito a mettersi contro quasi tutti. La rete Differenza Donna lo ha definito "una mostruosità" da respingere nelle università e nei centri culturali. Dentro il movimento, il Centro Studi Rinascimento Nazionale guidato da Luca Sforzini ha avvertito che la deriva ultraconservatrice su aborto e case popolari rischia di "avvantaggiare soprattutto le famiglie di immigrati", tradendo lo spirito stesso della proposta.

A completare il quadro è arrivata la ministra per la Famiglia Eugenia Roccella, che in un'intervista al Foglio ha bollato il programma come "confuso e contraddittorio un po' su tutto", "fortemente ideologico" e privo di coperture finanziarie credibili. Non è un dettaglio: Roccella siede in un governo che, stando ai sondaggi, guarda con crescente attenzione ai voti di Vannacci, ormai in grado di insidiare Forza Italia e di superare AVS.

È il paradosso di questi giorni: mentre le rilevazioni premiano Vannacci, il suo programma viene smontato da chi dovrebbe corteggiarlo, da chi lo ha scritto insieme a lui e da chi lo contesta apertamente da sinistra. Il consenso, in Italia, continua a viaggiare su un binario diverso da quello dei contenuti: si cresce nei sondaggi anche quando nessuno, nemmeno in casa propria, è disposto a difendere il programma riga per riga.

https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2026/08/26/differenza-donna-programma-vannacci-una-mostruosita-ribelliamoci_a6014ccb-35ad-463e-a876-0d0eab315a76.html

Nove metri in mezz’ora (apnews.com)

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Un collasso glaciale nell’Himalaya ha scaricato ghiaccio, roccia e acqua lungo le valli al confine tra Nepal e Tibet. Le autorità contano almeno 168 morti e più di 1.300 dispersi; tra loro ci sono centinaia di turisti e pellegrini. Secondo le osservazioni idrologiche citate da AP, il Trishuli è salito fino a nove metri in circa mezz’ora.

All’inizio il segnale sismico era stato letto come un terremoto di magnitudo 5,2. L’USGS ha poi corretto l’analisi: quel segnale era il crollo stesso. La distinzione non è accademica. Dice quanto sia difficile riconoscere in tempo un pericolo che nasce in quota e diventa una parete d’acqua quando raggiunge villaggi, ponti e strade.

Il riscaldamento rende più instabili ghiacciai e laghi glaciali in una regione già fragile. Continuare a chiamare queste stragi “calamità naturali” basta a descrivere la forza dell’evento, non l’impreparazione. Il clima cambia a monte; la politica continua ad arrivare a valle, insieme ai soccorsi.

https://apnews.com/article/61b592d428e4631add31ce052d0daf1f

Il server diventa terrorista per decreto (ofac.treasury.gov)

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Gli Stati Uniti hanno inserito Autistici/Inventati, collettivo tecnologico italiano attivo dal 2001, nella lista degli Specially Designated Global Terrorists. Washington sostiene che i suoi servizi cifrati, l’hosting e gli strumenti di anonimato sostengano cellule Antifa violente; l’OFAC ha disposto il congelamento degli eventuali beni soggetti alla giurisdizione statunitense e il blocco delle transazioni. Il collettivo respinge tutte le accuse.

Il punto politico supera il destino di una singola piattaforma. Se offrire email sicure e anonimato basta a trasformare un’infrastruttura nel reato dei suoi utenti, la distinzione tra strumento, editore e organizzazione criminale viene cancellata con un atto amministrativo straniero, prima di qualunque prova discussa pubblicamente.

La lotta alla violenza politica non richiede indulgenza. Richiede però fatti individualizzati, responsabilità dimostrate e controllo sulle decisioni del potere. Altrimenti la parola “terrorismo” smette di descrivere una condotta e diventa una chiave universale: apre le sanzioni e chiude il dibattito.

https://ofac.treasury.gov/recent-actions/20260826

Quindici miliardi di rassicurazioni (audiovisual.ec.europa.eu)

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La Commissione europea dice di aver ricevuto da Roma rassicurazioni sufficienti: l’Italia userà una «larga maggioranza» dei 14,9 miliardi di prestiti SAFE destinati agli acquisti militari. Ma l’importo finale non è pubblico e l’accordo di prestito non è ancora firmato. Gli eventuali fondi rinunciati saranno riallocati ad altri Paesi.

La direzione politica, dunque, sembra decisa prima che lo siano cifra e contratto. Bruxelles può chiamarlo avanzamento; per i cittadini resta un impegno finanziario e strategico raccontato per approssimazioni, mentre ogni altra voce di spesa viene misurata al centesimo.

La difesa europea può essere una scelta legittima. Proprio per questo merita numeri, priorità e responsabilità esplicite: le rassicurazioni servono alle istituzioni, la trasparenza servirebbe al Paese.

https://audiovisual.ec.europa.eu/en/media/video/I-293530