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Raid su Mosca, Putin frena sui negoziati ma assicura: nessuna ostilità con l'Europa (ansa.it)

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Il 25 settembre, giorno delle elezioni per la Duma, l'Ucraina ha lanciato quello che diverse agenzie definiscono un attacco "massiccio" contro Mosca. La risposta di Vladimir Putin è arrivata in serata: la Russia era pronta a riprendere i negoziati con Kiev, ma dopo i raid "valuteremo con attenzione quali passi intraprendere", aggiungendo che ogni decisione sarà presa "basandoci sugli interessi della Russia".

Nello stesso intervento Putin ha voluto rassicurare l'Europa: "Non ci stiamo preparando ad alcun tipo di ostilità con l'Europa, non abbiamo piani del genere", smentendo così i timori di un'escalation imminente contro la Nato, rilanciati nei giorni scorsi da diverse cancellerie europee. Resta aperta, senza impegno definitivo, anche la partecipazione russa al summit Apec di Shenzhen a metà novembre.

Il copione è ormai familiare: ogni gesto ucraino diventa il pretesto per congelare un negoziato che il Cremlino presenta come sempre a un passo dalla ripartenza, mentre la rassicurazione all'Europa arriva puntuale ogni volta che la tensione rischia di salire troppo. Difficile stabilire quanto sia calcolo negoziale e quanto genuina cautela: ma la sequenza minaccia-rassicurazione si ripete con una regolarità che dovrebbe insospettire chi la prende sempre alla lettera, a Mosca come a Bruxelles.

https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2026/09/25/putin-eravamo-pronti-a-riprendere-i-negoziati-ma-dopo-raid-ucraini-ci-rifletteremo_e620c030-a447-47d9-8e39-57884e1164d0.html

Tag: Mosca negoziati Putin Russia Ucraina

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