Note di economia, politica e tecnologia

Trump trasforma i dazi in embargo selettivo (apnews.com)

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Gli Stati Uniti vieteranno dal 29 settembre l’importazione dal Canada di latticini, gran parte delle bevande alcoliche e motociclette di grossa cilindrata. La misura arriva nello stesso giorno in cui Ottawa ha attivato controdazi, tra il 15 e il 50 per cento, su circa 20 miliardi di dollari di prodotti statunitensi.

Non è la chiusura totale delle frontiere commerciali suggerita da qualche titolo: è un embargo mirato su settori scelti per massimizzare pressione economica e visibilità politica. Ma il salto dai dazi al divieto d’importazione alza comunque il livello dello scontro fra due economie costruite per decenni come un unico spazio produttivo.

La promessa protezionista era difendere l’industria nazionale. Il risultato, per ora, è una catena di ritorsioni in cui ogni governo vende la propria escalation come risposta obbligata a quella altrui. Nel commercio nordamericano, l’alleato è diventato un concorrente da punire.

https://apnews.com/article/a5fbb50d1c30327ae813482556a37ac3

Ex Ilva, 2.500 licenziamenti messi in pausa (rainews.it)

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Le imprese dell’indotto dell’ex Ilva hanno sospeso le procedure di licenziamento collettivo che coinvolgono circa 2.500 lavoratori. La decisione, sollecitata dal governo durante un incontro a Palazzo Chigi, resterà in vigore almeno fino alla pronuncia della Corte d’Appello di Milano sulla richiesta di fermare la chiusura dell’area a caldo.

È una tregua, non una soluzione. La sorte dei posti di lavoro resta legata a una decisione giudiziaria nata dalle carenze ambientali degli impianti, mentre il piano industriale promesso continua a vivere soprattutto al futuro: forni elettrici, DRI, acciaio verde.

Taranto viene ancora costretta dentro il solito ricatto tra salute e occupazione, come se dopo anni di decreti e tavoli fosse una calamità naturale. Mettere in pausa le lettere evita il precipizio immediato; non colma il vuoto politico che lo ha reso possibile.

https://www.rainews.it/articoli/2026/09/-ex-ilva-le-imprese-al-governo-ok-alla-sospensione-dei-licenziamenti-dellindotto-1ab9ae5a-df51-4f9f-9470-86a2f974e865.html

Metodo Hamer, il prezzo delle cure senza prove (rainews.it)

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Secondo i periti nominati dalla Corte d’Assise di Vicenza, Francesco Gianello, morto a 14 anni per un osteosarcoma nel 2024, avrebbe potuto salvarsi con i protocolli chemioterapici e chirurgici disponibili. I genitori, che si erano affidati anche a pratiche riconducibili al cosiddetto metodo Hamer, sono imputati per omicidio volontario con dolo eventuale.

La relazione peritale appartiene al processo, non è ancora una sentenza. La difesa contesta il nesso causale tra le scelte dei genitori e la morte del ragazzo, mentre i consulenti del tribunale sostengono che il ritardo abbia compromesso possibilità concrete di guarigione.

Qui la retorica della «libertà di cura» incontra il suo limite più duro: un minore non sceglie alla pari con gli adulti che decidono per lui. Quando una terapia senza prove sostituisce cure validate, il dubbio non resta una convinzione privata; può diventare un danno irreversibile.

https://www.rainews.it/tgr/veneto/articoli/2026/09/francesco-gianello-morto-tumore-14-anni-processo-genitori-periti-poteva-essere-salvato-cure-riconosciute-17e83cc8-870b-4667-b9a2-f9216d790fed.html

Budapest caccia Mosca: dieci diplomatici alla porta (apnews.com)

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L’Ungheria ha ordinato a dieci membri della missione diplomatica russa di lasciare il Paese. La ministra degli Esteri Anita Orbán ha parlato di attività «inaccettabili» ai sensi della Convenzione di Vienna, senza precisarne la natura; Mosca promette una risposta «dura e dolorosa».

Il gesto non equivale alla rottura delle relazioni diplomatiche, come Budapest stessa ha puntualizzato. Segna però una discontinuità vistosa rispetto ai sedici anni di Viktor Orbán, durante i quali l’Ungheria aveva coltivato rapporti privilegiati con il Cremlino e frenato più volte le iniziative europee contro la Russia.

È presto per dichiarare chiusa quell’epoca, ma dieci espulsioni non sono una sfumatura lessicale. La sovranità che ieri serviva a bloccare Bruxelles oggi viene invocata per contenere Mosca: stessa parola, indirizzo politico opposto.

https://apnews.com/article/5e8d90957d8b990a8cb3dbd7185a4794

Londra prepara il bando ai prodotti delle colonie (gov.uk)

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Il Regno Unito ha annunciato che introdurrà misure nazionali per vietare il commercio di beni provenienti dagli insediamenti israeliani nei territori palestinesi occupati. La scelta è parte di una dichiarazione con altri undici governi europei e nordamericani contro l’espansione delle colonie e il progetto E1.

Il provvedimento non riguarda tutti i prodotti israeliani: distingue esplicitamente Israele entro i confini del 1967 dagli insediamenti che Londra considera illegali secondo il diritto internazionale. È una distinzione giuridica prima ancora che commerciale, e proprio per questo politicamente scomoda.

Per anni molte capitali hanno difeso la soluzione dei due Stati mentre accettavano che i fatti sul terreno la consumassero. Un divieto mirato non rovescia quella dinamica, ma almeno prova a dare un costo materiale a ciò che finora riceveva soprattutto comunicati di condanna.

https://www.gov.uk/government/news/joint-foreign-ministers-statement-on-the-two-state-solution

Vannacci e Salvini, la stretta di mano che non scioglie il gelo nel centrodestra (adnkronos.com)

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A Cernobbio, sul finale del Forum Teha, Roberto Vannacci stringe la mano a Matteo Salvini e al ministro Pichetto Fratin. Il generale la definisce "una stretta di mano tra gentiluomini, come è giusto che sia"; le cronache la raccontano invece come fredda e formale. Tra le due versioni — cordialità istituzionale o distanza appena mascherata — c'è tutta la distanza tra la comunicazione politica e i fatti.

Il gesto arriva mentre Vannacci, ormai leader di Futuro Nazionale, prosegue nella sua traiettoria di autonomia dalla Lega che lo ha lanciato, e mentre a Cernobbio piovono critiche sulle sue posizioni, comprese quelle di un ex premier come Mario Monti. Nel frattempo, dal campo opposto, Elly Schlein liquida la vicenda con una battuta — "i problemi della destra li lascio alla destra" — che le permette di non entrare nel merito dei nodi del centrodestra e di spostare l'attenzione sui conti del governo.

Il vero tema, che la stretta di mano fotografa senza risolvere, è se il centrodestra italiano stia gestendo una fisiologica dialettica interna o una frattura destinata ad allargarsi in vista delle prossime scadenze elettorali. Le smorfie diplomatiche a favore di telecamera raramente bastano a nasconderla.

https://www.adnkronos.com/economia/salvini-vannacci-stretta-mano-cernobbio-video_1qIuuJZ7n3QV4jhaNSSpZ6

AfD al 44% in Sassonia-Anhalt: il muro di Merz crolla da solo (ansa.it)

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L'Alternative für Deutschland conquista il 44,2% dei consensi in Sassonia-Anhalt, doppiando la CDU crollata al 18%, mentre l'affluenza sfiora l'80%. Non è un incidente isolato: è la certificazione che la strategia della "Brandmauer" — il muro di contenimento eretto da tutto l'arco costituzionale tedesco contro l'estrema destra — non ha fermato nulla, ha solo rimandato il conto.

Il paradosso è che a rendere possibile l'ascesa di Weidel e Siegmund non è stata l'assenza di argini, ma la loro rigidità: più i partiti tradizionali hanno insistito sull'isolamento politico dell'AfD invece che su una competizione di proposte, più hanno trasformato ogni voto per l'estrema destra in un gesto di protesta contro l'establishment. Ora la CDU di Sven Schulze ammette di non avere più "il mandato per governare", mentre Sahra Wagenknecht, con il suo BSW appeso alla soglia di sbarramento, si dice già pronta a trattare con chi fino a ieri era tabù.

Le elezioni del 20 settembre a Berlino e nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore diranno se si tratta di un caso locale dell'Est o dell'anteprima di uno spostamento strutturale dell'elettorato tedesco. Merz, che aveva promesso di "dimezzare" l'AfD, si ritrova invece a doverne gestire il raddoppio.

https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2026/09/06/elezioni-in-germania-exit-poll-ard-in-sassonia-anhalt-afd-trionfa-con_243aead0-87e3-4c0c-aebc-18a1cdcd76be.html

Malvinas, il petrolio mette Milei contro i suoi amici (argentina.gob.ar)

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Il governo argentino ha annunciato una denuncia penale contro Navitas Petroleum e altre società accusate di operare senza autorizzazione argentina nella Cuenca Malvinas Norte. Le licenze sono state concesse dall’amministrazione britannica delle Falkland/Malvinas, territorio controllato da Londra e rivendicato da Buenos Aires.

Nel mirino c’è il progetto offshore Sea Lion, sviluppato dall’israeliana Navitas con la britannica Rockhopper e destinato, secondo i piani, a produrre petrolio dal 2028. La controversia sulla sovranità torna così a essere anche una contesa molto concreta su licenze, barili e accesso al mercato argentino.

La contraddizione politica è evidente: Milei ha costruito la propria diplomazia sull’allineamento con Stati Uniti e Israele, ma sulle Malvinas finisce per colpire interessi israeliani e sfidare Londra. Quando entra in scena il petrolio, perfino le amicizie ideologiche scoprono rapidamente i propri confini.

https://www.argentina.gob.ar/noticias/comunicado-oficial-numero-160

Kiev, il procuratore lascia mentre l’anticorruzione bussa (internazionale.it)

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Il procuratore generale ucraino Ruslan Kravchenko ha presentato le dimissioni definendole una «decisione politica» e sostenendo di non voler vedere la carica trasformata in uno strumento di scontro. La richiesta dovrà essere accettata dal presidente e dal parlamento.

Il passo indietro arriva dopo l’indagine di NABU e SAPO su una presunta rete che avrebbe protetto call center fraudolenti, nella quale è accusato un alto funzionario della procura. Kravchenko nega ogni coinvolgimento; l’agenzia anticorruzione, infatti, non lo ha formalmente indicato come responsabile.

È proprio questa distanza tra ciò che è provato e ciò che pesa politicamente a rendere il caso significativo. In un Paese in guerra, l’indipendenza delle istituzioni non è un lusso da rinviare alla pace: è il banco di prova che distingue la difesa dello Stato dalla difesa del potere.

https://www.internazionale.it/ultime-notizie-reuters/2026/09/08/ukraine-s-prosecutor-general-submits-resignation-citing-political-conflict

Ventuno ordigni sotto la rete elettrica tedesca (medienservice.sachsen.de)

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Il Landeskriminalamt della Sassonia ha annunciato il ritrovamento e il disinnesco di altri nove ordigni artigianali presso linee ad alta tensione vicino alla sottostazione di Graustein. Con i dispositivi già scoperti nella regione, il totale sale a ventuno. Non sono stati segnalati danni alla rete né pericoli attuali per la popolazione.

Le autorità indagano per sospetta sabotaggio anticostituzionale e cercano un uomo collegato a una serie di azioni contro infrastrutture elettriche in più Länder. Il movente e gli eventuali collegamenti tra tutti gli episodi restano oggetto d’indagine: attribuire oggi la regia a un gruppo o a una potenza straniera sarebbe andare oltre i fatti disponibili.

La lezione politica, però, è già visibile. L’Europa discute di sicurezza energetica quasi soltanto in termini di forniture e prezzi, mentre la rete fisica resta esposta a strumenti rudimentali. Ventuno ordigni disinnescati non sono soltanto un successo di polizia: sono ventuno promemoria sulla fragilità dell’infrastruttura.

https://www.medienservice.sachsen.de/medien/news/1099792