Zes al Nord, la Lega scopre che Urso ha detto sì senza un euro (ilsussidiario.net)
0L'Istat ha confermato il 22 settembre che il rapporto deficit/Pil 2025 resta al 3,1%, mantenendo l'Italia sotto procedura d'infrazione Ue. Un dato tecnico che in pochi giorni si è tradotto in un problema molto concreto per Palazzo Chigi: rifinanziare il credito d'imposta della Zes unica costa circa 4 miliardi nei prossimi tre anni, mentre Transizione 5.0 ha già bruciato sei miliardi con richieste di ulteriore estensione. In un bilancio così stretto, qualcosa deve saltare.
A farne le spese rischia di essere proprio la promessa più politicamente sensibile di questa fase: estendere al Nord gli stessi vantaggi fiscali di cui gode il Mezzogiorno. Il governatore leghista Attilio Fontana lo ha messo nero su bianco, accusando il ministro Urso di "prendere in giro" le regioni settentrionali: sì all'estensione della Zes, ma senza il credito d'imposta vero, che resta appannaggio del Sud, e con in cambio solo semplificazioni burocratiche.
È lo stesso governo che ha costruito parte del proprio consenso al Nord sulla promessa di pari trattamento, e che si professa rigoroso sui conti pubblici salvo restare, per l'ennesimo anno, sotto procedura d'infrazione Ue. Tra i due corni del problema — meno spesa per rispettare Bruxelles o più incentivi per accontentare Lega e Confindustria del Nord — la quadratura dei conti rischia di scontentare tutti, a partire dagli alleati di maggioranza.
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