Note di economia, politica e tecnologia

Il mito del "controllo umano" nell'IA: una promessa vuota?

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L'introduzione dell'Intelligenza Artificiale (IA) in decisioni importanti ha sollevato una grande quantità di dibattiti. Da un lato, l'IA è in grado di analizzare dati e prendere decisioni con velocità e scala ineguagliabili da qualsiasi essere umano. Dall'altro, gli errori, spesso gravi e dannosi, sono sempre dietro l'angolo.

Una soluzione proposta per mitigare i rischi dell'IA è l'integrazione di un "essere umano nel circuito" ("human in the loop"), ovvero un operatore umano incaricato di supervisionare e, se necessario, correggere le decisioni prese dall'algoritmo. Questo approccio, almeno in teoria, promette il meglio di entrambi i mondi: l'obiettività computazionale dell'IA unita alla capacità umana di esercitare discrezionalità e sensibilità contestuale.

Tuttavia, come evidenziato dallo studioso Ben Green e da altre ricerche recenti, questa soluzione si è rivelata tutt'altro che infallibile. Il problema principale risiede nel comportamento umano quando si trova a lavorare con un sistema automatizzato.

I limiti del controllo umano

Studi empirici mostrano che gli esseri umani tendono a sviluppare una fiducia eccessiva nei sistemi automatizzati, un fenomeno noto come "bias di automazione". Questo porta gli operatori a accettare acriticamente le decisioni dell'IA, anche quando queste contrastano con la propria esperienza e conoscenza. Ad esempio, un'indagine sulla polizia londinese ha rivelato che gli agenti sovrastimavano l'accuratezza del riconoscimento facciale automatizzato, ritenendolo tre volte più affidabile di quanto fosse realmente.

Inoltre, affidarsi all'IA può indebolire le competenze degli esperti umani. Quando ci si limita a valutare i risultati finali, senza affrontare il processo analitico completo, gli operatori perdono familiarità con i fattori che portano a una decisione. Paradossalmente, questa semplificazione rende il controllo più difficile e meno efficace.

Ma c'è di più: quando gli umani intervengono per modificare le decisioni dell'IA, lo fanno spesso in modo soggettivo e, talvolta, discriminatorio. Un esempio inquietante è l'analisi delle decisioni sui casi di affidamento dei minori, dove i giudici tendevano a sovrascrivere i consigli dell'IA in favore di genitori bianchi rispetto a quelli neri, perpetuando i bias che l'IA avrebbe dovuto mitigare.

Una falsa sicurezza

Green definisce questa situazione come un "effetto perverso". L'introduzione dell'IA con un supervisore umano può dare l'illusione di sicurezza e controllo, spingendo le organizzazioni a implementare sistemi automatizzati anche in contesti delicati. Allo stesso tempo, le responsabilità per eventuali errori vengono spesso trasferite sugli operatori umani, creando quella che alcuni esperti chiamano una "zona di responsabilità sfumata".

Dunque

L'idea di un essere umano nel circuito è certamente accattivante, ma nasconde profonde complessità. Affidarsi all'IA per correggere le imperfezioni umane richiede che gli stessi supervisori siano infallibili, il che è chiaramente irrealistico. Il rischio, come sottolinea Green, è che questa strategia venga utilizzata non per migliorare la giustizia e l'efficienza, ma per tagliare i costi a scapito dei più vulnerabili, con scuse pronte all'uso quando le cose vanno storte.

La vera sfida, quindi, è costruire sistemi in cui tecnologia e controllo umano si completino davvero, senza trasformare l'uno o l'altro in una copertura per fallimenti sistemici.

Le banche degli Emirati Arabi Uniti bloccano le transazioni per le aziende russe

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Negli ultimi mesi, le aziende russe si trovano ad affrontare una
crescente difficoltà nelle transazioni finanziarie a causa delle nuove
sanzioni imposte dagli Stati Uniti. Le banche degli Emirati Arabi Uniti,
che fino a poco tempo fa erano considerate un importante "hub"
finanziario per le operazioni commerciali russe, hanno iniziato a
bloccare e ritardare i pagamenti legati a queste aziende.

Questa
situazione sta aggravando ulteriormente le sfide economiche già
significative che la Russia deve affrontare a causa delle sanzioni
occidentali.
Secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa russa RBC, oltre
cinquanta banche, tra cui la statale Gazprombank, hanno adottato
procedure di verifica dei pagamenti notevolmente più rigorose. Questo
cambiamento ha portato a ritardi significativi: mentre in passato le
transazioni attraverso le banche di Dubai richiedevano solo 1-3 giorni,
ora possono impiegare fino a due settimane o addirittura un mese.

Molte
aziende segnalano che i fondi vengono trattenuti o restituiti, e in
alcuni casi, le transazioni sembrano essere scomparse del tutto. Ci sono
numerosi resoconti di fondi prelevati dai conti emiratini che non sono
stati accreditati nei conti bancari russi.
Le nuove restrizioni imposte dagli Stati Uniti hanno costretto le
banche degli Emirati a rivedere i termini di cooperazione, imponendo un
controllo più severo sui pagamenti.

Di conseguenza, per alcune categorie
merceologiche, come l'elettronica e le attrezzature industriali, le
banche degli Emirati hanno addirittura sospeso completamente le attività
di transazione. Le aziende russe avvertono che potrebbe emergere uno
scenario in cui solo una o due banche degli Emirati siano disposte a
elaborare transazioni, minacciando così la loro capacità di effettuare
pagamenti attraverso questa via commerciale.

Inoltre, un rapporto di Reuters ha evidenziato una diminuzione del
10,5% delle esportazioni denominate in yuan dalla Cina verso la Russia
nel mese di novembre, anch'essa attribuibile ai problemi di pagamento.
Anche quest'anno, le aziende russe avevano già lamentato un aumento dei
controlli e dei rifiuti nelle transazioni da parte delle banche
kirghize.

In sintesi, la situazione attuale rappresenta una sfida
significativa per le imprese russe che dipendono dalle transazioni
attraverso gli Emirati Arabi Uniti. Con l'intensificarsi delle sanzioni e
il deterioramento delle relazioni commerciali, il futuro delle
operazioni finanziarie russe in questa regione appare sempre più
incerto.

Nigeria: sequestrate 2 tonnellate di scaglie di pangolino, arrestato un trafficante di fauna selvatica

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In un’operazione cruciale contro il traffico di fauna selvatica, le autorità nigeriane hanno sequestrato oltre 2 tonnellate di scaglie di pangolino e arrestato un sospetto collegato a reti di commercio illegale. Questo intervento, realizzato il 5 dicembre grazie all’intelligence fornita dalla Wildlife Justice Commission (WJC), rappresenta un duro colpo per i trafficanti transnazionali operanti in Nigeria, in particolare nella zona di Lagos.

Il pangolino, mammifero tra i più trafficati al mondo, è vittima della domanda di scaglie utilizzate nella medicina tradizionale, nonostante la mancanza di evidenze scientifiche sui presunti benefici medicinali. L’impegno congiunto tra il Servizio Doganale Nigeriano (NCS) e la WJC, avviato nel 2021, ha condotto a 16 operazioni, 35 arresti, 12 condanne e al sequestro di oltre 21.500 tonnellate di scaglie di pangolino e più di una tonnellata di avorio.

Questa operazione non solo indebolisce le reti criminali, ma dimostra l’impegno della Nigeria nella lotta contro i crimini ambientali e nella protezione delle specie a rischio. Olivia Swaak-Goldman, Direttrice della WJC, ha sottolineato il valore di tali azioni nel rafforzare le capacità di applicazione della legge e nel creare rischi significativi per i trafficanti lungo l’intera catena.

È fondamentale che la comunità internazionale sostenga queste iniziative, promuovendo legislazioni più rigide e collaborazioni transnazionali per proteggere la biodiversità globale. Solo con sforzi coordinati potremo garantire la conservazione delle specie minacciate e interrompere il ciclo del commercio illegale di fauna selvatica.

La CNN indaga se l'uomo abbia fornito una "falsa identità" nel drammatico rapporto sulla prigione siriana

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Un
recente reportage di Clarissa Ward per CNN ha rivelato la drammatica
scoperta di circa 35 corpi all'interno di un ospedale militare a
Damasco, pochi giorni dopo la caduta del regime di Bashar al-Assad.
Questi resti, identificati come tra le ultime vittime della brutalità
del regime, portano con sé il peso del dolore e della sofferenza di
famiglie che da anni cercano notizie dei loro cari scomparsi.

La scoperta dei corpi

Le immagini strazianti dei corpi martoriati, esposti in una
morgue, raccontano storie di torture e abusi sistematici. Le vittime,
probabilmente prigionieri provenienti dal famigerato carcere di
Saydnaya, sono state trovate in condizioni raccapriccianti. Una donna
presente ha gridato disperatamente: "Dove sono? Mia madre è scomparsa da
14 anni". Questo grido rappresenta il dolore collettivo di chi ha perso
qualcuno senza mai avere risposte.

Testimonianze e condanna

All'interno della morgue, i corpi sono identificati solo tramite
numeri, mentre i familiari cercano volti familiari illuminando le
immagini con i loro telefoni. Dr. Ahmed Abdullah, un membro dello staff
della morgue, ha denunciato le atrocità inflitte dal regime: "Anche nel
Medioevo non si conoscevano torture simili". Le testimonianze di ex
detenuti confermano questo orrore, descrivendo abusi fisici e
psicologici che hanno segnato per sempre le loro vite.

Le prove delle atrocità

La documentazione delle atrocità commesse dal regime è vasta. Nel
2014, un defector ha smesso quasi 27.000 immagini che documentano le
condizioni disumane dei detenuti. Un rapporto delle Nazioni Unite ha
rivelato che il regime ha sepolto decine di migliaia di persone in fosse
comuni e ha costruito un crematorio a Saydnaya per eliminare le prove
dei crimini.

Un futuro incerto per le famiglie

Con la caduta del regime, le famiglie si riuniscono intorno alla
morgue in cerca di risposte. Molti sperano che le indagini sulle
registrazioni ufficiali possano finalmente svelare la verità su ciò che è
accaduto ai loro cari. I graffiti lasciati dai detenuti nelle celle
sotterranee raccontano storie di speranza e disperazione, segnando un
desiderio profondo di essere ricordati.
Questo reportage non solo mette in luce la brutalità del regime di
Assad ma offre anche uno spaccato umano della crisi siriana, dove la
ricerca della verità continua a essere una battaglia fondamentale per le
famiglie delle vittime.

Scandalo ai mondiali di Fitness: atleta lituana squalificata per una maglietta contro la Russia

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A Budapest, durante i Mondiali di Fitness, l'atleta lituana Körnelija Düdaitė è stata squalificata per aver indossato una maglietta con la scritta "Make Russia small again" ("Rendiamo la Russia di nuovo piccola"). Con questo gesto, Düdaitė voleva manifestare solidarietà all'Ucraina e denunciare l'aggressione russa.

La protesta della campionessa non si è fermata alla maglietta: ha sfilato con una bandiera ucraina, invitando tutti a combattere per i propri ideali, proprio come fa l'Ucraina nella sua lotta per la libertà. Tuttavia, la Federazione Internazionale di Fitness Funzionale (IF3) non ha tollerato il messaggio, definendolo "antisportivo" e imponendo la squalifica per la Düdaitė. La decisione ha messo a rischio la partecipazione dell'intera squadra lituana, che ha infine deciso di ritirarsi in segno di solidarietà con la propria compagna.

Sul suo profilo social, Düdaitė ha commentato: "Hanno detto che la mia partecipazione offende i russi. Spero che l'Ucraina vinca e li offenda veramente."

Un gesto coraggioso che ha acceso il dibattito su politica e sport, in un contesto internazionale sempre più teso.

Jay-Z e Diddy coinvolti in un caso di violenza sessuale su minori

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Jay-Z e Diddy sono stati accusati di aver violentato
una teenager in una causa civile. Secondo i documenti presentati in
tribunale, l'incidente sarebbe avvenuto nel 1991, quando la presunta
vittima aveva solo 17 anni.

La denuncia sostiene che entrambi gli
artisti avrebbero abusato della giovane in un hotel di New York.
La causa ha suscitato un grande scalpore nel mondo della musica e
tra i fan dei due rapper, noti per il loro impatto significativo nella
cultura hip-hop.

Le accuse di violenza sessuale sono estremamente gravi e
potrebbero avere conseguenze legali e reputazionali per entrambe le
star.
Attualmente, non ci sono state dichiarazioni ufficiali da parte di
Jay-Z o Diddy riguardo a queste accuse.

La situazione continua a
svilupparsi, e molti attendono ulteriori aggiornamenti su questo caso
controverso.

Nexi, Worldline e PagoBancomat: problemi sui pagamenti, cosa sta succedendo

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E' Worldline, società francese leader nel settore dei pagamenti elettronici a segnalare per primo nella giornata di ieri, del disservizio.

Oggi i suoi ultimi aggiornamenti sono questi e il tutto viene ricondotto a lavori sulla condotta del gas che abbia danneggiato la rete internet di un importante fornitore:

28 novembre 2024 al mattino, i servizi Worldline sono stati influenzati
da problemi di connessione ai suoi data center in Italia a causa di
un'interruzione del vettore di rete di terze parti. La causa principale
dell'interruzione è stata identificata. I lavori di installazione delle
tubazioni del gas da parte delle autorità locali hanno gravemente
danneggiato i cavi e la rete del nostro fornitore.

*Si prevede che i
lavori di ripristino da parte del nostro fornitore inizieranno nel corso
della giornata.

Gli impatti sono localizzati principalmente in Italia, con effetti in
alcuni altri mercati. Nel frattempo Worldline sta lavorando senza sosta
per individuare possibili soluzioni alternative per riattivare i
servizi, in attesa che le infrastrutture fisiche vengano ripristinate.*

*Worldline sta lavorando a stretto contatto con il vettore di rete per
monitorare l'avanzamento dei lavori di ripristino.

Worldline si rammarica di questo evento e si scusa con commercianti e
consumatori per l'inconveniente.*

Nexi e' un concorrente di Worldline, fanno lo stesso lavoro e anche lei ha gli stessi problemi, semplicemente perche' il fornitore colpito e' fornitore di entrambi.

Da parte sua Worldline ha una gestione degli alert pubblici importante, e comunica tempestivamente, sia a tutti i competitor che ruotano attorno che al pubblico tramite una pagina di status.

Tuttavia al momento, tutti i gestori di terminale e i gestori di carte che hanno relazioni con il sistema Pagobancomat hanno difficoltà per via del fornitore in comune che ha subito il danno alla rete fisica.

Si può dire quindi che il problema non riguarda direttamente le Banche, Nexi ne' Worldline, ma bensì un fornitore terzo comune a tutti questi attori, del quale non si conosce ancora il nome.

Il problema ovviamente sta diventando anche comunicativo perché dire che tale Banca non funziona, tale POS non funziona fa nascere problemi reputazionali mentre invece la responsabilità e' altrove.

Biden avverte su possibilità di non ritorno per il clima

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Il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha elogiato sabato l'accordo
COP29 come un "passo significativo" nella lotta al riscaldamento
globale e ha promesso l'impegno continuo dell'America nonostante lo
scetticismo sul clima del suo successore, Donald Trump.

"Sebbene ci
sia ancora molto lavoro da fare per raggiungere i nostri obiettivi
climatici, il risultato odierno ci avvicina di un passo significativo",
ha detto Biden

Il nuovo scenario Trump e l'effetto globale

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🔑 1 Big Thing: Gli elettori di Trump non più segreti

Il fenomeno degli elettori di
Trump “segreti” sembra ormai superato. In città e stati blu, i suoi
sostenitori mostrano con orgoglio MAGA hats nei caffè, festeggiano sui
social media e alzano bandiere Trump nei cortili, scrive Erica Pandey di
Axios.

Perché è importante

Trump ha migliorato i suoi
margini del 2016 e 2020 in quasi tutti gli stati e anche nelle grandi
città progressiste come New York, Los Angeles e Chicago.

  • In molti quartieri liberali, cartelli e manifesti a favore di Trump sono spuntati dopo le elezioni, segnando una crescente sicurezza tra i suoi elettori.

🔎 Zoom in:
Uno studio della Columbia Business School ha rilevato che, tra coloro
che nel 2016 tenevano nascosta la propria scelta elettorale, due su tre
hanno votato per Trump.

Con l’aumento del sostegno visibile per il nuovo presidente eletto, il
costo reputazionale per i suoi sostenitori sembra diminuire.

🏛️ 2. Trump accelera: nomine record per il governo

Donald Trump ha già nominato 12 membri di governo nei 12 giorni successivi alle elezioni, stabilendo un record moderno.

📊 Confronto:

  • Trump ha impiegato in media 8 giorni per ogni nomina.
  • Biden e Obama ci hanno messo circa 40 giorni.
  • Bush, a causa delle controversie del 2000, oltre 50 giorni.

Le ultime nomine:

  • Chris Wright, fondatore di Liberty Energy, sarà il
  • nuovo Segretario dell’Energia, confermando l’impegno di Trump per
  • l’industria del fracking.
  • Will Scharf, nominato segretario dello staff della Casa Bianca, sarà un punto cruciale per la gestione delle informazioni presidenziali.

🌍 3. Effetto Trump nel mondo

L’elezione di Trump sta già rimodellando il panorama geopolitico:

  • Taiwan pianifica nuove forniture di armi per rafforzare la propria posizione.
  • Corea del Sud: il presidente Yoon Suk Yeol si prepara a giocare a golf con Trump, un potenziale segnale di diplomazia personale.

Settori privati in allerta:

Aziende come Steve Madden stanno riducendo drasticamente la produzione in Cina per evitare le nuove tariffe previste.

  • Si nota uno spostamento della produzione verso paesi come il Vietnam, ma non verso gli USA.

📈 4. Affluenza record: la democrazia si mobilita

L’affluenza elettorale del 2024 si avvicina al livello storico del 2020, con oltre 152 milioni di voti già conteggiati e altri ancora da verificare.

  • Trump ha ottenuto un vantaggio di quasi 3 milioni di voti popolari su Kamala Harris.

Dato chiave:

  • Gli stati in bilico come Georgia, Pennsylvania e Wisconsin hanno
  • visto un aumento dell’affluenza rispetto al 2020, consolidando la
  • vittoria di Trump.

📺 5. La lotta “anti-woke” di Trump

I nuovi membri del gabinetto
scelti da Trump si impegnano a eliminare le influenze “woke” dal governo
federale, puntando su questioni come i programmi scolastici e i diritti
transgender.

Contesto:

Il termine “woke” è nato
nell’inglese afroamericano per indicare una consapevolezza delle
ingiustizie sociali. Negli ultimi anni è stato trasformato in un’arma
retorica dai conservatori, che lo descrivono come una minaccia ai valori
tradizionali.

🗺️ 6. Divertimento: sosia di Jeremy Allen White a Chicago

Un evento unico ha visto più di
60 partecipanti competere per il titolo di miglior sosia di Jeremy
Allen White, protagonista della serie The Bear.

  • Il vincitore: Ben Shabad, originario di Glenview, Illinois.
  • Evento nato da un’idea sarcastica su TikTok, si è trasformato in un raduno con centinaia di persone.

Trump accolto con entusiasmo al match di UFC a New York

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L'eletto presidente degli Stati Uniti Donald Trump è stato accolto da
cori di tifosi sabato sera al Madison Square Garden di New York, dove ha
assistito al match di pesi massimi dell'Ultimate Fighting Championship
(UFC).

Trump è entrato nell'arena poco prima dell'inizio della partita
principale, accompagnato dall'amministratore delegato dell'UFC Dana
White, che è stato un sostenitore di spicco della sua campagna
elettorale.