Note di economia, politica e tecnologia

Putin a Trump: 'Nessuna minaccia all'Europa'. Il Cremlino: allarme è 'mania di persecuzione' (ansa.it)

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Un'ora di telefonata, definita "franca e costruttiva" dal consigliere del Cremlino Yuri Ushakov, ha chiuso il weekend di colloqui a Mosca degli inviati americani Steve Witkoff e Jared Kushner. Messaggio centrale di Putin a Trump: la Russia non ha "alcun piano aggressivo" contro l'Europa. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov è andato oltre, definendo le preoccupazioni occidentali sulla minaccia russa "un'ossessione, una mania di persecuzione", con un affondo esplicito contro il cancelliere tedesco Friedrich Merz.

Il ministro degli Esteri Lavrov ha aggiunto che gli inviati statunitensi avrebbero riconosciuto "la realtà sul terreno" e una linea di Trump che "esclude l'ingresso dell'Ucraina nella Nato" — una ricostruzione tutta di parte russa, che Washington non ha confermato nei medesimi termini.

Colpisce la sequenza: mentre Mosca derubrica a pretesto propagandistico l'allarme europeo sul riarmo, la diplomazia che conta passa da una telefonata tra Washington e Mosca a cui né Kiev né Bruxelles hanno preso parte. Zelensky, nel frattempo, spera solo di ottenere un incontro con Trump per parlare di difesa aerea. Che la rassicurazione di Putin sia sincera o tattica, resta il fatto che l'agenda della sicurezza europea viene per ora scritta altrove.

https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2026/09/08/putin-sente-trump-nessun-piano-di-colpire-leuropa-avanti-nei-colloqui_8e9ad342-064f-49d9-be0c-02486376ddf4.html

Legge elettorale, il ballottaggio muore in casa: FdI frenata da Lega e FI (ilfattoquotidiano.it)

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Il Senato ha chiuso la partita sul ballottaggio: la proposta del senatore di FdI Marcello Pera, che avrebbe introdotto il doppio turno, è stata definitivamente accantonata. Resta ferma anche la soglia per il premio di maggioranza, confermata al 42% e non al 41% come pure FdI aveva chiesto. Il testo tornerà alla Camera il 28 settembre.

Il dato politico più interessante non è ciò che l'opposizione è riuscita a bloccare — le sue quattro pregiudiziali sono state respinte 100 a 66 — ma ciò che ha bloccato la maggioranza stessa. Le due modifiche più identitarie per Fratelli d'Italia sono state fermate da Lega e Forza Italia, non dai banchi dell'opposizione. Meloni ha motivato la frenata sul ballottaggio con il rischio di "ribaltoni": una spiegazione istituzionale che coincide, con notevole comodità, con una sconfitta interna alla coalizione.

Resta aperto il nodo della clausola anti-frammentazione sotto il 3%, su cui gli alleati non si sono ancora accordati. Una legge elettorale scritta e riscritta dalla maggioranza per la maggioranza, che stavolta si è fermata solo perché la maggioranza non è riuscita a mettersi d'accordo con se stessa: è questo il meccanismo da tenere d'occhio, a prescindere da chi ne tragga vantaggio la prossima volta.

https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/09/09/legge-elettorale-ballottaggio-premio-maggioranza-notizie/8501541/

Liguria, l’autonomia entra dalla porta della sanità (regione.liguria.it)

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Il Consiglio regionale della Liguria ha approvato con 17 voti favorevoli e 12 contrari gli schemi d’intesa con lo Stato sull’autonomia differenziata. Le materie richieste sono protezione civile, professioni, previdenza complementare e integrativa e tutela della salute, quest’ultima dichiaratamente nel rispetto dei livelli essenziali di assistenza.

Il voto regionale non trasferisce ancora le competenze: approva il negoziato costruito ai sensi dell’articolo 116 della Costituzione e della legge Calderoli, sul quale serviranno gli ulteriori passaggi statali previsti. Ma indica dove si sposta il confine politico: non soltanto nelle rivendicazioni identitarie, bensì dentro servizi quotidiani e già diseguali.

La parola rassicurante è “efficienza”; quella decisiva sarà “risorse”. Se l’autonomia sanitaria deve rispettare gli stessi diritti in tutto il Paese, il banco di prova non è quante competenze una Regione ottiene, ma se un cittadino malato riceve davvero le stesse cure da Ventimiglia a Reggio Calabria.

https://www.regione.liguria.it/homepage-consiglio/item/47266-cons-reg-09092026.html

Trump mette 5.000 dollari sulla scheda (apnews.com)

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Donald Trump ha promesso un “dividendo” di 5.000 dollari a ogni cittadino americano adulto se i repubblicani manterranno il controllo di Camera e Senato alle elezioni di metà mandato. L’unica condizione indicata dal presidente, oltre alla vittoria politica, è che il denaro venga speso negli Stati Uniti.

Non è stato presentato un piano legislativo né una copertura finanziaria. Con circa 270 milioni di adulti residenti, il costo teorico sarebbe nell’ordine di 1.350 miliardi di dollari, e qualunque stanziamento dovrebbe comunque passare dal Congresso. Per ora è una promessa elettorale, non un assegno autorizzato.

La democrazia americana aveva già trasformato la campagna permanente in spettacolo; ora il programma politico prende la forma di un prezzo scritto sul cartellino. Non serve stabilire se sia compravendita del consenso in senso giuridico per vedere il problema politico: il denaro pubblico viene promesso come premio subordinato alla vittoria di chi lo promette.

https://apnews.com/article/cc80644e3168acd31c892129fb849436

Maria Chindamo, dieci anni dopo si cercano ancora le prove (rainews.it)

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La Dda di Catanzaro ha iscritto otto nuove persone nel procedimento sull’omicidio di Maria Chindamo, l’imprenditrice scomparsa a Limbadi nel 2016. Sono stati disposti accertamenti biologici e dattiloscopici su reperti sequestrati negli anni, tra cui veicoli, scarpe, mozziconi e una fresa agricola; gli esami del Ris inizieranno il 14 settembre.

Secondo l’ipotesi accusatoria, ancora da provare in giudizio, il delitto sarebbe stato premeditato e commesso anche per agevolare la cosca Mancuso. Gli otto sono indagati a vario titolo: l’avviso di garanzia consente loro di partecipare agli accertamenti irripetibili e non equivale a una condanna. In un procedimento separato è già a processo Salvatore Ascone, che respinge le accuse.

Dieci anni dopo, lo Stato torna a interrogare sangue, impronte e oggetti perché il corpo di Maria non è mai stato ritrovato. È il ritardo più crudele della giustizia nei territori di mafia: quando la verità arriva, se arriva, deve prima attraversare anni di silenzi, paura e prove consumate dal tempo.

https://www.rainews.it/amp/tgr/calabria/articoli/2026/09/otto-nuovi-indagati-per-lomicidio-di-maria-chindamo-e6ab6ceb-4ed9-4194-a700-db5979bc0ec4.html

Il 42% vale una maggioranza: la matematica del potere (senato.it)

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Il Senato ha avviato l’esame della nuova legge elettorale: impianto proporzionale e un premio fisso di 70 deputati e 35 senatori alla lista o coalizione che raggiunga almeno il 42% dei voti validi in entrambe le Camere. Se la soglia non viene superata, o i risultati delle due Camere divergono, i seggi tornano alla distribuzione proporzionale.

Il ballottaggio è stato accantonato. Sul tavolo resta invece l’introduzione delle preferenze con capilista bloccati, modifica che — se approvata — farà tornare il testo alla Camera. Sono scelte ancora in discussione, non regole già in vigore.

La promessa è la governabilità; il metodo è trasformare una minoranza elettorale in maggioranza parlamentare senza un secondo turno. Ogni legge elettorale contiene politica, ma quando la soglia decisiva nasce dall’accordo tra i partiti che sperano di raggiungerla, la matematica smette di sembrare neutrale.

https://www.senato.it/lavori/assemblea/comunicato-di-seduta?testo_generico=8901.

La tregua yemenita brucia nei depositi sauditi (internazionale.it)

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Una raffica di missili e droni lanciata dagli Houthi ha colpito quattro città dell’Arabia Saudita meridionale, incendiando impianti petroliferi e infrastrutture. Secondo la coalizione guidata da Riad, almeno 73 persone sono rimaste ferite, fra cui donne e bambini; alcune attività energetiche sono state temporaneamente fermate.

Gli Houthi hanno rivendicato attacchi contro obiettivi economici e militari, mentre le forze sostenute dall’Arabia Saudita hanno risposto con decine di raid in Yemen. Le informazioni sui singoli bersagli provengono in parte dalle parti in conflitto, ma l’escalation e i danni agli impianti sono confermati da fonti internazionali e autorità saudite.

La tregua yemenita sopravvive ormai soprattutto nel vocabolario diplomatico. Quando missili, rappresaglie e petrolio tornano nello stesso titolo, la guerra “per procura” smette di essere una formula: sono i civili e la sicurezza energetica regionale a pagarne il prezzo.

https://www.internazionale.it/ultime-notizie-reuters/2026/09/08/saudi-led-coalition-in-yemen-says-73-injured-in-houthi-attacks-on-the-kingdom

Serbia, Vučić cambia scheda per restare al comando (internazionale.it)

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Il presidente serbo Aleksandar Vučić ha sciolto il parlamento e convocato elezioni anticipate per il 25 ottobre. Il voto arriva dopo quasi due anni di proteste, nate dal crollo della pensilina della stazione di Novi Sad che uccise sedici persone e diventate una contestazione più ampia contro corruzione e gestione del potere.

Vučić non può candidarsi per un altro mandato presidenziale e ha dichiarato di voler puntare alla carica di primo ministro. Il suo partito presenta il passaggio come una verifica democratica; oppositori e movimento studentesco lo leggono come il tentativo di trasferire il centro del potere senza cederlo.

Le urne diranno quale interpretazione regge. Intanto la Serbia offre una lezione familiare: quando un leader domina istituzioni e comunicazione, perfino un’elezione anticipata può essere insieme una concessione alla protesta e lo strumento con cui neutralizzarla.

https://www.internazionale.it/ultime-notizie-reuters/2026/09/09/serbia-s-president-vucic-dissolves-parliament-ahead-of-snap-elections

Vannacci prof di polizia a Torino: il Viminale fa marcia indietro (fanpage.it)

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Il sindacato Fsp Polizia di Stato aveva invitato l'europarlamentare Roberto Vannacci a tenere una lezione sull'"insicurezza urbana" il 18 settembre nella Questura di Torino. Fin qui, nulla di anomalo: politici e sindacalisti tengono spesso interventi ai margini di eventi di categoria. Il problema è che la Questura aveva trasformato l'incontro in un vero corso di aggiornamento professionale, con tanto di esonero dal servizio per gli agenti partecipanti, crediti formativi e saluti istituzionali del questore Massimo Gambino.

A quel punto sono arrivate le proteste: il sindacato Silp Cgil ha ricordato che un leader di partito non può certificare la formazione tecnico-professionale delle forze dell'ordine, richiamando l'articolo 98 della Costituzione sul servizio esclusivo alla Nazione. Pd e Verdi-Sinistra hanno presentato interrogazioni parlamentari al ministro dell'Interno Piantedosi, il M5S ha chiesto scuse pubbliche e c'è chi ha depositato un esposto per la destituzione di Vannacci dal grado di generale.

Il Viminale, di fronte al polverone, ha fatto retromarcia: azzerati i crediti formativi e il coinvolgimento ufficiale della Questura, l'evento torna a essere una "normalissima assemblea sindacale", con partecipazione volontaria e fuori servizio. Resta la domanda di fondo, che riguarda tutti gli attori in campo: quanto la crescita di consenso di Vannacci, ormai accreditato attorno all'8% nei sondaggi, stia già condizionando i comportamenti delle istituzioni, ben oltre il caso specifico di una locandina sbagliata.

https://www.fanpage.it/politica/vannacci-fa-il-professore-a-un-corso-di-aggiornamento-per-poliziotti-le-opposizioni-piantedosi-spieghi/

Cisgiordania, 12 Paesi bloccano il commercio con i coloni. L'Italia resta a guardare (ilfattoquotidiano.it)

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Dodici Paesi occidentali - tra cui Regno Unito, Francia, Canada, Spagna e Polonia - hanno firmato una dichiarazione congiunta che blocca l'importazione di merci prodotte negli insediamenti israeliani in Cisgiordania. L'annuncio, dato l'8 settembre dal ministro degli Esteri britannico Ed Miliband alla Camera dei Comuni, punta il dito contro il "progetto E1" e le violenze dei coloni contro la popolazione palestinese. Il ministro francese Jean-Noël Barrot ha parlato apertamente di una Cisgiordania "sull'orlo dell'esplosione".

Tra i firmatari non c'è l'Italia, che si aggiunge così alla lista - già affollata - dei governi europei che preferiscono la linea della non belligeranza diplomatica. Una scelta che il governo Meloni giustifica con l'equilibrismo atlantista, ma che stride con la retorica sui "valori occidentali" spesa ogni volta che conviene, e che rende via via più difficile per Roma presentarsi come interlocutore credibile sul dossier mediorientale.

Resta da vedere quanto le sanzioni commerciali - misura più simbolica che sostanziale, vista la marginalità del peso economico degli insediamenti - riusciranno davvero a incidere sulla politica di Netanyahu, finora imperturbabile di fronte a pressioni ben più dure. Ma la contraddizione politica è già servita: dodici governi occidentali, alleati di Israele, che sanzionano formalmente una parte del territorio che Israele stesso amministra.

https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/09/08/colonie-israeliane-cisgiordania-sanzioni-commerciali-notizie/8500561/