Note di economia, politica e tecnologia

Energia, Schlein scrive a Meloni: Conte le stacca il telefono (open.online)

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La segretaria del Pd Elly Schlein ha scritto alla premier Giorgia Meloni proponendo un piano da 14 miliardi di euro entro il 2028 per la transizione energetica, con più risorse su Piano casa e Conto termico 3.0. Da Oslo, dove si trovava per un vertice sull'energia con la Norvegia, Meloni ha risposto che approfondirà la proposta "senza pregiudizi", ma non ha perso l'occasione di rivendicare un "implicito riconoscimento del lavoro del governo" nel documento dem — ricordando che lo stesso Pd bollava il Piano casa come "fuffa" fino a poco tempo fa.

Se la premier ha scelto la strada dell'apertura tattica, dentro la stessa opposizione la reazione è stata l'esatto contrario: il leader M5s Giuseppe Conte ha bocciato senza appello qualsiasi dialogo, sostenendo che "non ci sono le condizioni per lavorare insieme" con un governo che a suo dire vuole riportare le trivellazioni e ha tradito la promessa sul salario minimo.

Il risultato è un'opposizione che si presenta divisa proprio nel momento in cui prova a intestarsi un tema identitario come la transizione energetica: mentre il Pd cerca la sponda istituzionale, il M5s sceglie la rottura totale, regalando a Meloni l'argomento più comodo — quello di un'opposizione che protesta a prescindere, "come chi si lamenta del bollo auto".

https://www.open.online/2026/09/17/meloni-risponde-lettera-schlein-transizione-energetica-oslo/

Mar Cinese, lo speronamento ha due versioni (internazionale.it)

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Una nave della Guardia costiera cinese è entrata in collisione con la BRP Datu Magat Salamat, unità filippina impegnata in una missione di rifornimento ai pescatori vicino ad Abad Santos, nel Mar Cinese Meridionale. Manila segnala danni a ringhiere e coperta ma nessun ferito.

La Guardia costiera filippina parla di manovre pericolose e di speronamento deliberato. Pechino offre il racconto opposto: la nave filippina avrebbe ignorato gli avvertimenti, cambiato rotta e accelerato davanti alla prua cinese. I filmati documentano l'urto e la tensione a bordo; non risolvono da soli la disputa sull'intenzione.

È la grammatica della zona grigia: abbastanza pressione fisica da imporre una presenza, non abbastanza da assumersi apertamente il costo politico di un attacco. Così una contesa sulla sovranità diventa una serie di collisioni quasi amministrative, mentre ogni parte prepara in anticipo anche la propria versione dei fatti.

https://www.internazionale.it/ultime-notizie-reuters/2026/09/18/china-vessel-rams-and-damages-philippine-fishing-boat-coast-guard-says

Riad compra 48 F-35, l’equilibrio resta per decreto (investing.com)

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Il Dipartimento di Stato americano ha autorizzato la possibile vendita all’Arabia Saudita di 48 caccia F-35, 49 motori e sistemi di supporto per un valore stimato di 24,3 miliardi di dollari. Il pacchetto è stato notificato al Congresso e non equivale ancora a una consegna definitiva, ma apre la strada al primo ingresso del velivolo stealth più avanzato degli Stati Uniti nell’arsenale saudita.

Washington afferma che l’operazione rafforzerà un importante alleato non NATO e «non altererà l’equilibrio militare» regionale. È la formula rituale con cui una trasformazione strategica viene presentata come semplice continuità: quarantotto F-35 arrivano nel Golfo, ma sulla carta nulla cambia.

Restano inoltre le preoccupazioni già emerse sui rapporti militari di Riad con Pechino e sulla possibile esposizione di tecnologie sensibili. Nel pieno di una guerra regionale, gli Stati Uniti rispondono all’instabilità vendendo capacità militari ancora più sofisticate. La deterrenza ha sempre una spiegazione; il mercato, quasi sempre, anche una fattura.

https://www.investing.com/news/stock-market-news/us-state-department-oks-possible-243-billion-military-aircraft-sale-to-saudi-arabia-4906175

ONU, Abbas entra dal monitor (marketscreener.com)

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L’Assemblea generale dell’ONU ha autorizzato Mahmoud Abbas a intervenire in video alla riunione dei leader mondiali della prossima settimana. È il secondo anno consecutivo che il presidente palestinese ricorre allo schermo dopo il diniego del visto statunitense. La risoluzione è passata con 152 voti favorevoli, tre contrari e quattro astensioni e consentirà la partecipazione a distanza anche ad altri alti funzionari palestinesi bloccati nell’anno successivo.

Washington sostiene che l’Autorità palestinese non abbia rispettato impegni di riforma, continui a corrispondere assegni alle famiglie di detenuti condannati per attacchi contro israeliani e usi i tribunali internazionali contro Israele. I palestinesi respingono queste motivazioni. L’accordo del 1947 sulla sede ONU impone generalmente agli Stati Uniti di garantire l’accesso ai diplomatici, mentre Washington rivendica eccezioni per sicurezza, estremismo e politica estera.

La contraddizione istituzionale è ormai stabile: il Paese che ospita l’ONU decide chi può raggiungerne il podio, poi l’Assemblea vota per riaprire il microfono da remoto. Non è solo una disputa sui visti. È il promemoria che perfino l’universalità delle Nazioni Unite passa dalla frontiera di uno Stato membro.

https://www.marketscreener.com/news/un-allows-palestinian-president-to-again-speak-via-video-after-us-denies-visa-ce785bd3de8cf02c

Iran, le sanzioni restano ma sparisce chi le controlla (marketscreener.com)

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Russia e Cina hanno posto il veto alla risoluzione statunitense che avrebbe prorogato per un anno il gruppo di esperti incaricato di monitorare le sanzioni ONU contro l’Iran. Il testo ha raccolto undici voti favorevoli, due astensioni e i due voti contrari decisivi di Mosca e Pechino. Le sanzioni restano formalmente in vigore, ma il Consiglio di Sicurezza perde il suo principale strumento indipendente per verificarne le violazioni.

È una soluzione perfetta per la diplomazia dell’ambiguità: le regole sopravvivono sulla carta, mentre il meccanismo che dovrebbe misurarne l’applicazione viene spento. Russia e Cina contestano la base giuridica del regime ripristinato nel 2025; Stati Uniti ed europei sostengono invece che Teheran abbia violato l’accordo nucleare. Il risultato concreto non risolve la disputa: oscura i fatti.

In una crisi nucleare, il controllo non è un dettaglio tecnico ma la condizione minima per distinguere la verifica dalla propaganda. Un Consiglio capace di imporre sanzioni ma incapace di sorvegliarle produce soprattutto comunicati, sospetti e nuove occasioni di escalation.

https://www.marketscreener.com/news/russia-china-end-mandate-for-independent-monitoring-of-un-sanctions-on-iran-ce785bd3de88f125

Qatargate, l’immunità finisce ad Atene (ca.marketscreener.com)

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Il Parlamento greco ha revocato con 264 voti l’immunità di Dimitris Avramopoulos, ex commissario europeo alla Migrazione e oggi deputato di Nuova Democrazia. La decisione consente alla giustizia belga di proseguire nel procedimento legato al Qatargate; un mandato d’arresto europeo era stato emesso a giugno per ipotesi di partecipazione a un gruppo criminale, corruzione pubblica e riciclaggio. Avramopoulos nega ogni illecito e ha annunciato che si presenterà volontariamente alle autorità belghe.

La revoca dell’immunità non è una condanna, ma toglie uno scudo istituzionale che stava bloccando gli accertamenti. È il minimo sindacale per un’Unione che pretende trasparenza dagli Stati membri mentre uno dei suoi maggiori scandali d’influenza continua a trascinarsi dal 2022.

Il punto politico è semplice: l’immunità tutela la funzione parlamentare, non può diventare una zona franca davanti a contestazioni tanto gravi. Ora servono prove, contraddittorio e tempi rapidi. La credibilità europea non si difende dichiarandosi innocenti o colpevoli nei talk show, ma lasciando lavorare la giustizia senza corsie protette.

https://ca.marketscreener.com/news/greek-parliament-lifts-immunity-of-ex-commissioner-amid-qatargate-probe-ce785bd3dc88f627

Il bollo abolito per un anno elettorale (rainews.it)

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Il Consiglio dei ministri ha esentato dal bollo, per il solo 2027, le auto fino a 80 kilowatt e i motocicli: un veicolo per contribuente, circa 14,5 milioni di mezzi secondo le stime governative. Giorgia Meloni annuncia l’abolizione «strutturale», ma la continuità della misura dipende ancora dalle coperture della prossima legge di bilancio. Il decreto approvato, per ora, garantisce soltanto dodici mesi.

Il dettaglio temporale non è burocratico: il 2027 è anche l’anno previsto per le elezioni politiche. Presentare come cancellata una tassa che viene sospesa per un anno significa trasformare un beneficio reale in una promessa più grande del testo. Le Regioni, destinatarie del gettito, chiedono inoltre compensazioni certe: senza risorse permanenti, la tassa non scompare, cambia semplicemente il bilancio che deve sostenerla.

L’esenzione alleggerirà davvero la spesa di milioni di famiglie e questo va riconosciuto. Ma una misura fiscale diventa strutturale quando lo sono le coperture, non quando lo dichiara una conferenza stampa. Per il momento il governo ha abolito il bollo nel calendario politicamente più conveniente.

https://www.rainews.it/articoli/2026/09/via-il-bollo-auto-e-moto-sotto-gli-80kw-per-il-2027-accise-scende-lo-sconto-dello-stato-c5c0ec51-fdd8-432b-992e-b8e30417fa41.html

Vance: "La politica Usa non è subordinata a Israele". Netanyahu avvisato (gazzettadelsud.it)

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Il vicepresidente Usa JD Vance ha dichiarato, il 16 settembre a New York durante una conferenza organizzata da All-In Podcast, che Washington «non può permettere» che la propria strategia in Medio Oriente sia «subordinata allo Stato di Israele». Vance ha paragonato l'alleanza con Israele a quella con la Nato, sostenendo che nessun patto dovrebbe dettare in toto la politica estera americana, e ha ribadito che l'amministrazione Trump è pronta a divergere pubblicamente da Netanyahu quando lo riterrà necessario. Ha comunque definito Israele un «socio importante» sul piano militare e d'intelligence. Le dichiarazioni arrivano a circa un mese dalle elezioni israeliane.

È una frase che suona come una correzione di rotta rispetto alla linea di sostegno incondizionato più volte rivendicata dalla destra americana negli ultimi anni, e arriva dallo stesso schieramento politico che quella linea l'ha costruita. Il tempismo — a ridosso del voto israeliano — lascia aperta la domanda se si tratti di un principio di politica estera o di un messaggio calcolato per gli elettori, sia americani sia israeliani.

Per ora restano parole: Vance non ha annunciato alcuna misura concreta, e la stessa amministrazione continua a fornire sostegno militare e diplomatico a Israele su altri fronti regionali. La distanza tra la retorica dell'"America First" e i fatti sul terreno è, almeno per ora, tutta da dimostrare.

https://gazzettadelsud.it/articoli/mondo/2026/09/16/vance-la-politica-usa-non-puo-essere-subordinata-a-israele-il-vicepresidente-guarda-al-2028-e04687e6-b810-4338-b3d6-2e50465fbf06/

Cpr, certificati medici falsi: perquisizioni in 9 città, 8 indagati a Ravenna (open.online)

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La Procura di Ravenna, guidata dal pm Angela Scorza, ha disposto perquisizioni in nove città — Bari, Biella, Bologna, Firenze, Livorno, Milano, Rimini, Roma e Varese — nell'ambito di un'inchiesta su presunti certificati medici falsi rilasciati per impedire il trattenimento di stranieri nei Centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr). Otto medici, in origine in servizio al reparto Malattie infettive dell'ospedale di Ravenna, risultano formalmente indagati per falso e interruzione di pubblico servizio; altri venti professionisti sono stati raggiunti dalle perquisizioni senza essere ancora iscritti nel registro degli indagati. Secondo l'accusa, tra settembre 2024 e gennaio 2026, su 64 migranti irregolari visitati in vista del trasferimento nei Cpr, 34 sarebbero stati dichiarati non idonei al trattenimento sulla base di certificazioni ritenute non veritiere. Tre medici sono già stati sospesi dalla professione per dieci mesi.

La reazione politica è arrivata prima ancora che l'inchiesta facesse il suo corso: Matteo Salvini ha chiesto la radiazione dall'albo e il risarcimento dei danni per i medici, «se riconosciuti colpevoli» — una clausola che nel titolo dei comunicati tende a scomparire. Galeazzo Bignami (Fratelli d'Italia) ha invece chiesto di accertare se si tratti di «un fenomeno più ampio e organizzato», anticipando una conclusione che spetterebbe solo ai magistrati.

Resta un nodo scomodo per tutti: il sistema dei Cpr affida a un certificato medico il potere di bloccare un rimpatrio, mettendo il camice tra il paziente e lo Stato. Se davvero qualcuno ha usato quel potere per aggirare le regole, il problema è nel controllo mancato per oltre un anno — non solo nei medici che l'avrebbero sfruttato.

https://www.open.online/2026/09/16/ravenna-medici-perquisizione-falsi-certificati-cpr/

Canada europeo, Trump presenta il conto (cyprus.representation.ec.europa.eu)

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Ursula von der Leyen ha proposto di aprire al Canada la porta di un inedito status di «membro associato» dell’Unione europea. La formula non ha ancora regole né un percorso giuridico definito, ma dovrebbe accompagnare un’alleanza più stretta su commercio, difesa, tecnologia, energia e materie prime. Donald Trump ha risposto definendo l’ipotesi potenzialmente un «atto ostile» e minacciando dazi pesanti o tagli agli scambi con l’Europa.

La scena chiarisce la nuova grammatica transatlantica. Ottawa prova a diversificare i rapporti dopo lo scontro commerciale con Washington; Bruxelles offre una cornice politica; la Casa Bianca considera la scelta autonoma di due alleati una possibile aggressione. La sovranità piace molto, purché venga esercitata dagli Stati Uniti.

Per ora esistono una proposta europea e una minaccia americana, non un’adesione canadese. Ma la sproporzione è già politica: a un progetto ancora da definire Trump risponde con la coercizione economica. Se perfino la cooperazione tra democrazie diventa ostilità quando sfugge al controllo di Washington, l’alleanza occidentale somiglia sempre meno a un patto e sempre più a una gerarchia.

https://cyprus.representation.ec.europa.eu/news/2026-state-union-address-president-von-der-leyen-2026-09-16_en