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Il caccia colpito e la missione che resta (difesa.it)

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Dopo l’attacco Houthi alla base saudita di Ta’if, nel quale è stato distrutto un caccia italiano senza vittime tra il personale, il governo valuta di spostare uomini e mezzi verso aree più sicure. La Difesa ha già rafforzato la protezione degli assetti aerei, ma assicura che le attività operative continueranno nel quadro degli impegni internazionali.

Il portavoce Houthi sostiene che l’aereo italiano non fosse un bersaglio intenzionale. È una precisazione diplomatica, non una garanzia militare: quando si schierano mezzi in una base coinvolta nella guerra, la distinzione tra partecipante, alleato e danno collaterale diventa molto più fragile dei comunicati.

Roma prova così a tenere insieme due messaggi opposti: non siamo in guerra, ma i nostri caccia possono essere colpiti; riduciamo il rischio, ma non la missione. Spostare gli assetti protegge il personale. Non sostituisce però una spiegazione politica su obiettivi, limiti e durata della presenza italiana nel Golfo.

https://www.difesa.it/il-ministro/comunicati/comunicato-stampa-n-34-del-21-settembre-2026/112537.html

Tag: Arabia Saudita Eurofighter Houthi missioni italiane

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