Note di economia, politica e tecnologia

Tutto quello che si vorrebbe dire ma che non si può dire

Politica

Ex Ilva, 2.500 licenziamenti messi in pausa (rainews.it)

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Le imprese dell’indotto dell’ex Ilva hanno sospeso le procedure di licenziamento collettivo che coinvolgono circa 2.500 lavoratori. La decisione, sollecitata dal governo durante un incontro a Palazzo Chigi, resterà in vigore almeno fino alla pronuncia della Corte d’Appello di Milano sulla richiesta di fermare la chiusura dell’area a caldo.

È una tregua, non una soluzione. La sorte dei posti di lavoro resta legata a una decisione giudiziaria nata dalle carenze ambientali degli impianti, mentre il piano industriale promesso continua a vivere soprattutto al futuro: forni elettrici, DRI, acciaio verde.

Taranto viene ancora costretta dentro il solito ricatto tra salute e occupazione, come se dopo anni di decreti e tavoli fosse una calamità naturale. Mettere in pausa le lettere evita il precipizio immediato; non colma il vuoto politico che lo ha reso possibile.

https://www.rainews.it/articoli/2026/09/-ex-ilva-le-imprese-al-governo-ok-alla-sospensione-dei-licenziamenti-dellindotto-1ab9ae5a-df51-4f9f-9470-86a2f974e865.html

Vannacci e Salvini, la stretta di mano che non scioglie il gelo nel centrodestra (adnkronos.com)

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A Cernobbio, sul finale del Forum Teha, Roberto Vannacci stringe la mano a Matteo Salvini e al ministro Pichetto Fratin. Il generale la definisce "una stretta di mano tra gentiluomini, come è giusto che sia"; le cronache la raccontano invece come fredda e formale. Tra le due versioni — cordialità istituzionale o distanza appena mascherata — c'è tutta la distanza tra la comunicazione politica e i fatti.

Il gesto arriva mentre Vannacci, ormai leader di Futuro Nazionale, prosegue nella sua traiettoria di autonomia dalla Lega che lo ha lanciato, e mentre a Cernobbio piovono critiche sulle sue posizioni, comprese quelle di un ex premier come Mario Monti. Nel frattempo, dal campo opposto, Elly Schlein liquida la vicenda con una battuta — "i problemi della destra li lascio alla destra" — che le permette di non entrare nel merito dei nodi del centrodestra e di spostare l'attenzione sui conti del governo.

Il vero tema, che la stretta di mano fotografa senza risolvere, è se il centrodestra italiano stia gestendo una fisiologica dialettica interna o una frattura destinata ad allargarsi in vista delle prossime scadenze elettorali. Le smorfie diplomatiche a favore di telecamera raramente bastano a nasconderla.

https://www.adnkronos.com/economia/salvini-vannacci-stretta-mano-cernobbio-video_1qIuuJZ7n3QV4jhaNSSpZ6

Cernobbio, Monti e Vannacci si scambiano accuse: fascismo contro incostituzionalità (lapresse.it)

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Al Forum Ambrosetti di Cernobbio va in scena lo scontro tra Mario Monti e il generale Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale. L'ex premier accusa il programma del partito di Vannacci di "violare la Costituzione" e denuncia "la ricostituzione della narrativa, della retorica, dello spirito del fascismo", promettendo di spendere le sue "ultime energie" per contrastarlo. Vannacci ribatte proponendo "una piattaforma di collaborazione e non una cattedra impositiva" e punta il dito contro le contraddizioni dell'Unione europea, che finanzierebbe la Russia importando gas mentre sostiene Kiev.

Il paradosso è che Monti, tecnico mai passato dalle urne e arrivato a Palazzo Chigi con un governo di emergenza nel 2011, ricordato per le misure di austerità imposte senza mandato elettorale, si erge oggi a custode della legittimità democratica. Vannacci, dal canto suo, grida all'incostituzionalità altrui mentre difende un programma che diversi giuristi giudicano ambiguo proprio sui principi costituzionali che dice di voler tutelare.

Attorno al duello si aggiungono le schermaglie di contorno: Elly Schlein invita il generale a fare un salto a Dongo per "ricordarsi la fine della storia di cui sembra nostalgico", mentre il ministro Pichetto Fratin ammette che nel centrodestra mancano "principi condivisi" su dossier come Russia e Ucraina. Il risultato è un teatro di accuse incrociate che intrattiene i cronisti presenti a Cernobbio, ma lascia intatto il vuoto di proposte concrete sul futuro dell'Europa.

https://www.lapresse.it/politica/2026/09/05/monti-contro-vannacci-a-cernobbio-combattero-la-retorica-del-fascismo/

Caro carburanti, il governo compra altri cinque giorni (gazzettaufficiale.it)

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Il decreto del 4 settembre riduce temporaneamente l’accisa sul gasolio fino al 10 settembre. È una proroga di cinque giorni, finanziata attraverso il meccanismo delle accise mobili: una misura ufficiale, ma ancora una volta a scadenza cortissima.

Il governo annuncia poi il passaggio ad aiuti selettivi per redditi più bassi e autotrasporto. Il ministro Pichetto Fratin ritiene che i 25 giorni restanti di settembre possano bastare per preparare il decreto, precisando però che i tempi dipendono anche dal confronto con l’Unione europea. Tradotto: lo sconto finisce il 10, mentre il nuovo strumento potrebbe arrivare solo a fine mese.

L’interpretazione politica è semplice: l’esecutivo guadagna tempo senza aver ancora definito né forma né coperture della soluzione successiva. Quando l’emergenza dura da mesi, una politica composta di proroghe lampo non è prudenza: è programmazione rinviata al prossimo comunicato.

https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.codiceRedazionale=26A04766&atto.dataPubblicazioneGazzetta=2026-09-04&elenco30giorni=false

Antisemitismo per legge: il Pd si riscopre spaccato, la piazza si mobilita (iltempo.it)

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Il ddl Antisemitismo arriva alla Camera e riapre la stessa ferita che a marzo aveva già spaccato il Pd al Senato: la definizione IHRA, che le opposizioni temono possa trasformare la critica alle politiche israeliane in reato d'opinione. Elly Schlein rinvia la linea "a ridosso del voto", ma la componente riformista - da Guerini a Fassino - è pronta a ripetere lo strappo di sei mesi fa, convinta che il testo sia ormai innocuo perché privo di nuove sanzioni penali.

Nel frattempo la piazza si organizza: il 9 settembre a Montecitorio è annunciata una "maratona" di protesta che riunisce associazioni, comitati e sigle di sinistra, tutte concordi nel bollare la legge come una norma-bavaglio contro il dissenso su Gaza. Un fronte composito che mescola preoccupazioni legittime sulla libertà di espressione a un afflato identitario che a tratti scivola nell'ambiguità sull'antisemitismo vero e proprio.

Il paradosso è servito: il partito che vorrebbe intestarsi la difesa dei diritti civili arriva all'appuntamento diviso su cosa sia davvero l'antisemitismo, mentre il centrodestra - che pure non ha mai brillato per coerenza sul tema - blinda un testo che almeno formalmente nessuno ha il coraggio politico di osteggiare apertamente. Alla fine, come spesso accade, a pagare il conto della confusione sarà solo chi in piazza ci va per davvero.

https://www.iltempo.it/politica/2026/08/30/news/ddl-antisemitismo-camera-piazza-capranica-protesta-no-bavaglio-critica-israele-gasparri-48991372/

Il voto sotto scorta, le prove sotto chiave (ansa.it)

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Il direttore del Dis Vittorio Rizzi ha annunciato che, su indicazione del Copasir, sono già operative misure per proteggere le prossime elezioni dalle interferenze straniere. Il presidente del Comitato Lorenzo Guerini invita a non drammatizzare ma riconosce che l’Italia non è immune; l’attenzione riguarda soprattutto la Russia, senza escludere altri attori.

Il rischio è concreto in Europa, ma sul caso italiano le autorità non hanno presentato pubblicamente prove di una specifica operazione in corso. La distinzione conta: difendere le urne da campagne coordinate, attacchi informatici e finanziamenti occulti è doveroso; trasformare ogni dissenso in sospetto geopolitico sarebbe invece una scorciatoia pericolosa.

Nel governo va già in scena il cortocircuito: Tajani alza l’allarme, la Lega denuncia l’“ossessione” antirussa. Così la sicurezza elettorale diventa l’ennesimo derby identitario. Se le istituzioni chiedono fiducia, devono offrire criteri verificabili e trasparenza compatibile con le indagini: una democrazia non si protegge soltanto dai manipolatori stranieri, ma anche dall’uso domestico della paura.

https://www.ansa.it/amp/sito/notizie/politica/2026/09/03/le-interferenze-russe-agitano-il-governo-il-pd-allattacco-sui-visti_84b43030-bae5-4848-b06e-9bbb1eda3adf.html

Militari in partito con Vannacci: la neutralità delle armi finisce in Procura (ansa.it)

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La Procura militare di Roma ha aperto un fascicolo su un gruppo di militari in servizio che avrebbero assunto ruoli di dirigenza e propaganda all'interno di Futuro Nazionale, il partito fondato dal generale Roberto Vannacci. L'indagine nasce da un esposto del Sindacato dei Militari Italiani, depositato il 2 settembre, e punta a verificare se la partecipazione attiva alla vita di un movimento politico da parte di chi porta le stellette violi i doveri di lealtà, neutralità e imparzialità previsti per le Forze Armate.

Il nodo giuridico non è affatto scontato, e proprio questo rende la vicenda interessante. Nessuna norma penale vieta espressamente a un militare in servizio di avere un ruolo in un partito; a stabilire che si tratti comunque di una violazione è stata una sentenza del Consiglio di Stato del 2017, mentre pronunce del 2011 e del 2016 erano arrivate a conclusioni opposte. L'avvocato di Vannacci, Giorgio Carta, ha buon gioco a ricordare che la giurisprudenza amministrativa non è unanime, e che al massimo si parla di un illecito disciplinare, non di reato.

Resta però una contraddizione che in queste ore quasi nessuno affronta di petto: la neutralità delle Forze Armate è un principio costituzionale pensato per restare sopra le parti, non un dettaglio da chiarire in tribunale dopo che un generale ha già fondato un partito portandosi dietro simpatizzanti in uniforme. Che l'attenzione istituzionale sia arrivata solo dopo un esposto sindacale e alcuni articoli di stampa estera dice più sulla reattività delle istituzioni italiane che sulla reale gravità dei fatti.

https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2026/09/03/indagine-sui-militari-che-hanno-aderito-al-partito-di-vannacci_e42ad605-d75f-41a5-874a-dce5e8efc580.html

Vannacci, quando le divise entrano nel partito (ansa.it)

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La Procura militare di Roma ha avviato accertamenti preliminari dopo un esposto del Sindacato dei Militari su presunte adesioni di personale in servizio attivo a Futuro Nazionale, il partito guidato da Roberto Vannacci. L’esposto riguarda anche il generale, il coordinatore Massimiliano Simoni e il responsabile del programma Lorenzo Gasperini; tra le contestazioni avanzate dal sindacato compare la presunta ricostituzione del partito fascista.

È essenziale non confondere un esposto con una sentenza: al momento non c’è alcun accertamento di colpevolezza e la Procura parla di verifiche preliminari. Il punto istituzionale, però, esiste già. I militari possono avere opinioni e diritti politici, ma l’eventuale partecipazione attiva di personale in servizio alla direzione o alla propaganda di un partito tocca direttamente la neutralità delle Forze armate.

Vannacci ha costruito capitale politico proprio sul prestigio della divisa. Ora quella sovrapposizione mostra il suo costo: quando l’uniforme diventa un marchio elettorale, il confine tra cittadino militante e istituzione rischia di diventare materiale da Procura. La democrazia non deve temere le idee; deve pretendere che le armi dello Stato restino fuori dalle tessere di partito.

https://www.ansa.it/amp/sito/notizie/politica/2026/09/03/indagine-sui-militari-che-hanno-aderito-al-partito-di-vannacci_e42ad605-d75f-41a5-874a-dce5e8efc580.html

Il record di Meloni: durare non basta (apnews.com)

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Il governo Meloni ha raggiunto quota 1.413 giorni e supera il primato di durata continuativa del Berlusconi II, fermo a 1.412. A seconda del criterio di conteggio, il sorpasso viene collocato tra il 3 e il 4 settembre; il dato politico non cambia: è l’esecutivo più longevo della storia repubblicana, in un Paese in cui nessun governo ha mai completato senza interruzioni un’intera legislatura.

La stabilità è un risultato, soprattutto in Italia. Ma trasformarla nel principale certificato di successo significa confondere la tenuta della maggioranza con il bilancio del governo. Restare a Palazzo Chigi misura la capacità di evitare crisi e defezioni; non dice, da solo, se salari, sanità, crescita industriale o servizi pubblici siano migliorati.

Il record racconta anche una maggioranza disciplinata e opposizioni incapaci di costruire un’alternativa credibile. Meloni può rivendicare di aver spezzato la tradizione dei governi brevi. Adesso però il cronometro smette di essere un alibi: più tempo si governa, meno si può imputare a chi c’era prima ciò che ancora non funziona.

https://apnews.com/article/84dc931418ddcbd9b00ed497233fe922

Ballottaggio anti-Vannacci: il centrodestra si salva dalla propria creatura (lapresse.it)

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Il centrodestra discute da giorni la reintroduzione del ballottaggio nella legge elettorale in vista delle Politiche 2027, e la coincidenza con l'ascesa di Roberto Vannacci nei sondaggi — Futuro Nazionale ormai davanti a Lega e Forza Italia, accreditato attorno al 15% — non sembra casuale. Giorgia Meloni spingerebbe per una soglia al 40% proprio per tenere in mano, come ha scritto Repubblica, una "pistola sul tavolo" negoziale nei confronti dell'alleato-rivale; Antonio Tajani si dice favorevole, Matteo Salvini è nettamente contrario, mentre Marcello Pera (FdI) propone una formula diversa, con ballottaggio solo se nessuno supera il 48% e almeno due coalizioni raggiungono il 38%. Vannacci, dal canto suo, rovescia la narrazione: sostiene che il centrodestra abbia già capito che il ballottaggio, liberando gli elettori dal "voto utile", finirebbe per rafforzare proprio Futuro Nazionale, e starebbe perciò facendo marcia indietro.

Il paradosso è tutto qui: una maggioranza che per anni ha eletto il maggioritario secco a bandiera identitaria si ritrova a valutare un correttivo proporzionale-simile-al-doppio-turno non per principio, ma per arginare una costola nata al proprio interno. Le opposizioni — Conte, Fratoianni, Parrini — gridano al "circo equestre" legislativo, ma la legge elettorale usata come strumento tattico di autoconservazione non è mai stata prerogativa di una sola parte politica in Italia. Colpisce piuttosto che il dibattito pubblico si concentri sulle soglie percentuali e non sull'ammissione implicita, da parte della stessa maggioranza, di non controllare più la propria base elettorale.

Gli analisti (Youtrend) avvertono che l'operazione rischia l'effetto boomerang: al ballottaggio, l'erosione di consensi potrebbe azzerare il vantaggio che oggi il centrodestra ha sul campo largo. Cambiare le regole del gioco per paura di sé stessi è già un'ammissione politica; sperare che funzionino è tutta un'altra storia.

https://www.lapresse.it/politica/2026/09/02/legge-elettorale-vannacci-dietrofront-centrodestra-sul-ballottaggio-ha-capito-che-rafforza-fn/