Note di economia, politica e tecnologia

Tutto quello che si vorrebbe dire ma che non si può dire

Politica

La guerra diventa consulenza (ca.marketscreener.com)

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Mykhailo Fedorov, ex ministro della Difesa ucraino, ha accettato di diventare consulente di Guido Crosetto per l’innovazione militare italiana. Il confronto annunciato riguarda droni, sistemi senza pilota, difesa aerea e tecnologie sviluppate sotto la pressione concreta del campo di battaglia.

Fedorov non è soltanto un tecnico: Zelensky lo ha rimosso a luglio dopo uno scontro con i vertici militari; nelle settimane successive ha denunciato corruzione e crisi di governo, chiedendo il ritorno alle elezioni nonostante la legge marziale. Roma acquisisce dunque esperienza rara, ma anche una figura diventata parte del conflitto politico di Kiev.

Imparare dall’Ucraina è razionale. Farlo attraverso un incarico personale annunciato sui social racconta però quanto la politica della difesa stia correndo più veloce della discussione pubblica. La guerra non entra in Italia con i carri armati: arriva come consulenza per l’innovazione, una parola abbastanza elegante da non chiedere permesso.

https://ca.marketscreener.com/news/ukraine-s-fedorov-takes-adviser-role-at-italian-defence-ministry-ce7858dfd181f522

Lega, la resa dei conti prima di Pontida (ansa.it)

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A meno di un mese dall'assemblea di Pontida (20 settembre), la Lega si presenta divisa più che mai. Da una parte Matteo Salvini, che rivendica la "dimensione nazionale" del partito e respinge ogni richiesta di tornare alle origini territoriali. Dall'altra un fronte interno guidato dal capogruppo al Senato Massimiliano Romeo, affiancato dal governatore Attilio Fontana e dai leader del Nordest, che chiede una guida collegiale al posto del modello "partito-persona" simboleggiato dal marchio "Salvini premier" — pena, secondo Romeo, la discesa della Lega al 3% nei sondaggi.

Il paradosso è che questa spaccatura emerge proprio mentre la maggioranza di governo rivendica la propria stabilità come merito principale. Un partito che fatica a tenere insieme la squadra dirigente arriva così all'appuntamento che dovrebbe certificarne la forza con il compito, tutt'altro che scontato, di nascondere le crepe davanti alla base.

Romeo lo mette nero su bianco nel suo libro-manifesto "Fare la Lega": se il 20 settembre non arriverà "un segnale di rinnovamento", il quadro "si farebbe complicato". Tradotto: la fedeltà del gruppo dirigente al capo ha un prezzo, e qualcuno ha iniziato a presentarlo in pubblico, non più nelle riunioni riservate.

https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2026/08/20/romeo-la-lega-cosi-non-va-prima-di-pontida-serve-una-soluzione_cb81db41-5a64-41fa-b7ae-b944b134ca1c.html

Il rave giusto non disturba (venetofronteskinheads.org)

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Il Veneto Fronte Skinheads ha annunciato dal 3 al 6 settembre «Ritorno a Camelot», quattro giorni di musica e incontri dell’estrema destra europea. La località non compare nell’annuncio pubblico, ma le verifiche della stampa locale indicano l’Hotel Ciclamino di Pietramurata, in Trentino; il Commissariato del Governo sta raccogliendo informazioni in vista di un comitato per l’ordine e la sicurezza.

Nel programma figurano gruppi ricondotti alla scena neonazista e al circuito Blood and Honour, organizzazione sottoposta dal Regno Unito al congelamento dei beni perché sospettata di promuovere e finanziare attività terroristiche. Questo non rende automaticamente illegale il raduno né prova responsabilità penali dei partecipanti: rende però poco credibile trattarlo come un semplice festival musicale.

Lo Stato che ha trasformato i rave in un’emergenza legislativa incontra così un esame di coerenza. Se il criterio è davvero la sicurezza, deve valere anche quando l’assembramento ha caratteri gotici, saluti identitari e ospiti europei. Altrimenti il problema non è il raduno: è chi balla.

https://venetofronteskinheads.org/beta/2026/08/18/ritorno-a-camelot-2026/

Vannacci, il programma che non piace a nessuno (nemmeno ai suoi) (ansa.it)

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Futuro Nazionale ha presentato il suo programma il 24 agosto, e in tre giorni è riuscito a mettersi contro quasi tutti. La rete Differenza Donna lo ha definito "una mostruosità" da respingere nelle università e nei centri culturali. Dentro il movimento, il Centro Studi Rinascimento Nazionale guidato da Luca Sforzini ha avvertito che la deriva ultraconservatrice su aborto e case popolari rischia di "avvantaggiare soprattutto le famiglie di immigrati", tradendo lo spirito stesso della proposta.

A completare il quadro è arrivata la ministra per la Famiglia Eugenia Roccella, che in un'intervista al Foglio ha bollato il programma come "confuso e contraddittorio un po' su tutto", "fortemente ideologico" e privo di coperture finanziarie credibili. Non è un dettaglio: Roccella siede in un governo che, stando ai sondaggi, guarda con crescente attenzione ai voti di Vannacci, ormai in grado di insidiare Forza Italia e di superare AVS.

È il paradosso di questi giorni: mentre le rilevazioni premiano Vannacci, il suo programma viene smontato da chi dovrebbe corteggiarlo, da chi lo ha scritto insieme a lui e da chi lo contesta apertamente da sinistra. Il consenso, in Italia, continua a viaggiare su un binario diverso da quello dei contenuti: si cresce nei sondaggi anche quando nessuno, nemmeno in casa propria, è disposto a difendere il programma riga per riga.

https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2026/08/26/differenza-donna-programma-vannacci-una-mostruosita-ribelliamoci_a6014ccb-35ad-463e-a876-0d0eab315a76.html

Quindici miliardi di rassicurazioni (audiovisual.ec.europa.eu)

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La Commissione europea dice di aver ricevuto da Roma rassicurazioni sufficienti: l’Italia userà una «larga maggioranza» dei 14,9 miliardi di prestiti SAFE destinati agli acquisti militari. Ma l’importo finale non è pubblico e l’accordo di prestito non è ancora firmato. Gli eventuali fondi rinunciati saranno riallocati ad altri Paesi.

La direzione politica, dunque, sembra decisa prima che lo siano cifra e contratto. Bruxelles può chiamarlo avanzamento; per i cittadini resta un impegno finanziario e strategico raccontato per approssimazioni, mentre ogni altra voce di spesa viene misurata al centesimo.

La difesa europea può essere una scelta legittima. Proprio per questo merita numeri, priorità e responsabilità esplicite: le rassicurazioni servono alle istituzioni, la trasparenza servirebbe al Paese.

https://audiovisual.ec.europa.eu/en/media/video/I-293530

Carburanti a 3 euro: il vertice last minute che (ri)scopre l'ovvio (ansa.it)

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Vigilia di scadenza, vertice d'urgenza: a Palazzo Chigi si riuniscono in videoconferenza Giorgia Meloni, Antonio Tajani, Matteo Salvini e Maurizio Lupi per decidere se prorogare lo sconto sulle accise sui carburanti, in scadenza il 26 agosto. Nel frattempo il gasolio ha già superato i 3,10 euro al litro in autostrada, mentre sulla viabilità ordinaria benzina e gasolio restano intorno ai 2 euro: un differenziale di quasi un euro al litro che racconta più del regime delle concessioni autostradali che della "crisi energetica" evocata nei comunicati.

Il copione è noto: uno sgravio fiscale presentato come temporaneo, introdotto per attutire un caro-prezzi, viene prorogato di scadenza in scadenza fino a diventare strutturale nei fatti ma precario negli annunci, costringendo governo dopo governo a convocare vertici sull'orlo della mezzanotte invece di intervenire sulle cause di fondo, dalla fiscalità sui carburanti alla governance delle concessioni autostradali. Su questo secondo punto, nessuna riunione romana sembra avere fretta di intervenire.

Il rischio, per l'ennesima volta, è che la soluzione sia un'ulteriore proroga cosmetica: utile a spegnere la protesta di fine agosto, inutile a spiegare perché in autostrada si continui a pagare un euro in più al litro rispetto alla strada accanto.

https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2026/08/25/nuovi-rialzi-per-i-carburanti-riunione-con-meloni-alla-vigilia-della_fb725722-357f-4d7f-b1c6-fa89004ea853.html

Vannacci e il paradosso della libertà a targhe alterne (tg24.sky.it)

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Il programma di Futuro Nazionale, presentato da Roberto Vannacci l'11 agosto e completato nei dettagli il 24, mette nero su bianco quello che finora era stato solo suggerito nei comizi: l'aborto "non è un diritto", un ministero della Vita e della Famiglia, fascia protetta in tv per contenuti definiti "genderisti", e il matrimonio eterosessuale come unico istituto di coppia riconosciuto, con adozioni negate a coppie omosessuali e single.

Colpisce la scelta lessicale più che i contenuti in sé, già ampiamente anticipati: chi si richiama alla libertà individuale come architrave ideologica propone qui un impianto che entra nella tv, nella famiglia, nel corpo delle persone, fino a immaginare sanzioni penali per interventi medici sui minori. Non è un'incoerenza nuova nel panorama politico italiano — la destra sovranista non è la sola a maneggiare con disinvoltura il concetto di libertà a targhe alterne — ma la distanza tra la retorica anti-Stato sull'economia e l'iper-regolamentazione proposta sui corpi resta difficile da liquidare come dettaglio.

Il programma ha già sollevato polemiche, in particolare per l'abolizione dell'aggravante di femminicidio, sostituita da una cornice più generica che diversi osservatori leggono come un arretramento simbolico oltre che giuridico. Resta da vedere quanto di questo testo sopravviva alla campagna elettorale e quanto sia, come spesso accade con i programmi di ogni colore, materiale negoziabile una volta ottenuti i voti.

https://tg24.sky.it/politica/2026/08/24/vannacci-programma-futuro-nazionale

Volenterosi, ma senza uniforme italiana (it.euronews.com)

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Emmanuel Macron ha annunciato esercitazioni militari su vasta scala della Coalizione dei volenterosi tra ottobre e novembre, pensate per dimostrare la capacità di agire dopo un eventuale cessate il fuoco in Ucraina. L’Italia non parteciperà: fonti di governo collegano la scelta al rifiuto, già espresso da Giorgia Meloni, di impiegare soldati italiani sul territorio ucraino.

La prudenza non è vigliaccheria e una missione postbellica non va costruita per inerzia. Ma Roma appartiene alla Coalizione, sostiene Kiev, chiede più sanzioni e promette di lavorare con i partner; quando quei partner provano la garanzia di sicurezza, però, l’Italia resta a bordo campo. È una posizione legittima soltanto se accompagnata da un’alternativa operativa, non da un lessico diplomatico.

Meloni parla di percorso negoziale, Macron di deterrenza. In realtà le due cose dovrebbero sostenersi: una trattativa senza forza rischia di essere ignorata, una forza senza strategia diventa escalation. L’Italia ha scelto cosa non farà. Ora deve spiegare quale garanzia concreta offrirà alla pace che dice di voler costruire.

https://it.euronews.com/my-europe/2026/08/24/volenterosi-macron-annuncia-le-grandi-esercitazioni-litalia-dice-no

Vannacci presenta il conto dei diritti (lespresso.it)

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Futuro Nazionale ha pubblicato nuovi capitoli della propria base programmatica: l’aborto viene negato come diritto, si propone l’abrogazione delle unioni civili, il divieto per i minori di trattamenti di transizione di genere configurato come “reato universale” e una fascia televisiva protetta dalle 6 alle 23 contro contenuti definiti “omosessualisti”.

Non è una provocazione estemporanea: è un programma di governo. La differenza conta perché costringe il centrodestra a uscire dalla comoda ambiguità con cui considera Vannacci troppo estremo per essere rivendicato e troppo utile per essere escluso. Qui non si discute più del tono del generale, ma di quali libertà esistenti una futura maggioranza sarebbe disposta a cancellare.

La strategia è semplice: trasformare cittadini reali in minacce culturali e poi vendere la restrizione dei loro diritti come protezione della famiglia. Funziona finché il dibattito resta sul terreno degli slogan. La domanda politica, invece, è concreta: Meloni, Salvini e Tajani considerano queste proposte incompatibili con la coalizione oppure soltanto negoziabili dopo il voto?

https://lespresso.it/c/politica/2026/8/24/programma-futuro-nazionale-vannacci-aborto-eutanasia-unioni-civili-contenuti-gender-tv/64254

Il governo ferma la Sea Watch 5, il Mediterraneo no (ansa.it)

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Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ha disposto un fermo amministrativo di 45 giorni e una multa da 7.500 euro per la nave Sea Watch 5, accusata di non aver rispettato gli obblighi di legge durante un soccorso del 13 agosto in acque internazionali. Il Viminale sostiene che le attivita di ricerca e salvataggio debbano essere coordinate dagli Stati competenti, non dalle ong.

Sea Watch respinge la ricostruzione e rilancia: l'equipaggio ha informato le autorita italiane ed europee ma ha evitato di consegnare i naufraghi alla guardia costiera libica, definita "un'autorita fantoccio" al servizio dei trafficanti. La ong ricorda che l'Italia ha investito oltre un miliardo di euro nel sostegno alle autorita marittime libiche, le stesse, sostiene, regolarmente coinvolte in intercettazioni violente e riconsegne a centri di detenzione.

Il fermo arriva mentre il 2026 si conferma tra gli anni piu letali dell'ultimo decennio nel Mediterraneo centrale. Resta la domanda di fondo, mai risolta dal codice di condotta delle ong: sanzionare chi soccorre riduce davvero i rischi in mare, o sposta solo altrove il problema che dovrebbe risolvere?

https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2026/08/23/migranti-piantedosi-sea-watch-5-ha-violato-norme-stop-di-45-giorni_8571281d-be31-49fa-aafd-7f38479c2042.html