Un corpo nel ghetto, lo Stato fuori campo (videoembed.ansa.it)
0Sadam Houssain, bracciante pachistano di 32 anni scomparso il 4 agosto, è stato trovato morto nel bagagliaio della propria auto vicino al ghetto di Borgo Mezzanone, nel Foggiano. Il corpo era in avanzato stato di decomposizione; gli investigatori ipotizzano un omicidio, ma saranno l’autopsia e le indagini a stabilire causa e responsabilità.
Non sappiamo ancora chi lo abbia ucciso né perché, e trasformare un’ipotesi investigativa in una sentenza sul caporalato sarebbe scorretto. Sappiamo però dove viveva: in una baraccopoli che le istituzioni descrivono da anni come un luogo in cui sicurezza e dignità restano precarie, mentre migliaia di lavoratori indispensabili all’agricoltura rimangono ai margini dei servizi e della cittadinanza reale.
La politica scopre questi insediamenti quando bruciano, quando arriva uno sgombero o quando emerge un cadavere. Poi l’emergenza passa e il sistema resta: braccia necessarie nei campi, persone superflue fuori. L’inchiesta deve trovare il responsabile della morte di Houssain; lo Stato dovrebbe spiegare perché, prima di quella morte, la sua vita poteva restare così facilmente fuori campo.
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