Patriot in cambio delle raffinerie (videoembed.ansa.it)
0Volodymyr Zelensky ha accusato l’amministrazione Trump di aver compiuto passi per «convincere l’Ucraina a capitolare». Nell’intervista a Bloomberg ha indicato il rallentamento di Starlink sul fronte e i ritardi degli intercettori Patriot; Washington contesta questa ricostruzione, mentre Kiev conferma che la condivisione d’intelligence, sospesa per un periodo, è ripresa.
Il presidente ucraino ha anche offerto uno scambio esplicito: fermare gli attacchi alle raffinerie russe, come chiede Trump, in cambio di più missili Patriot. Non è ancora un accordo, ma fotografa quanto sia diventata transazionale la sicurezza ucraina: protezione delle città contro tutela del prezzo americano del diesel.
La parola «capitolazione» è l’accusa di Zelensky, non un fatto dimostrato. I fatti però descrivono una pressione coerente: sanzioni contro Mosca sospese, critiche agli attacchi ucraini sull’energia e strumenti militari essenziali trasformati in leve negoziali. Quando l’alleato decide quali carte puoi giocare, il tavolo della pace somiglia sempre più a quello del creditore.
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