Nordio vuole più posti per i minori in cella: il sistema «in sofferenza» lo ha riempito il governo (ansa.it)
0Dopo i disordini di Milano, dove secondo i dati citati dall'ANSA l'80% dei fermati era under 18, il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha annunciato (22 ottobre, ospite di Start su Sky TG24 e dopo una riunione a via Arenula) l'intenzione di ampliare la capienza degli istituti penali per minorenni e di valutare sezioni dedicate ai minori dentro le carceri per adulti. Il ministro ha ammesso che il sistema è «in sofferenza» e che «una serie di arresti massicci nei confronti di minori non era mai avvenuta».
I numeri sono quelli di un sistema già al limite: i detenuti minorenni sono passati da 280 nel 2022 a 570 (+40%), a fronte di poco più di 600 posti in 19 istituti. Il piano edilizio indicato dall'ANSA prevede un centinaio di posti nuovi tra inaugurazioni e ristrutturazioni (Rovigo, L'Aquila, Lecce) e altri 150 tra Casal del Marmo, Torino e Bologna. Antigone ricorda che ad agosto il 68,1% dei giovani negli Ipm non aveva una condanna definitiva e collega l'aumento ai decreti del governo, a partire dal decreto Caivano.
La contraddizione è tutta qui: un esecutivo che ha moltiplicato fermi, reati e pene per i minori scopre che mancano le celle, e risponde chiedendo più celle invece di chiedersi se l'ondata di arresti sia davvero la misura giusta. Nordio, per parte sua, ha escluso per ora di abbassare sotto i 14 anni la soglia di imputabilità e ha definito il fermo preventivo uno strumento di deterrenza «che non comporta detenzione». Le opposizioni, tra Pd («deriva pericolosissima»), M5s («folle») e Avs, attaccano; ma il tema dell'ordine pubblico dopo Milano resta uno di quelli su cui nessuno ha una risposta che non passi dalla repressione o dallo slogan.
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