Meloni non firma il Dpcm sui magistrati: la sentenza si può ignorare? (ansa.it)
0La premier ha annunciato che "in coscienza" non firmerà il Dpcm che dà attuazione agli adeguamenti retributivi dei magistrati: circa un miliardo di euro, dice Palazzo Chigi, "dieci volte" quanto serve per placare l'autotrasporto. L'Anm parla di diritti da far valere e valuta il ricorso.
I fatti, però, sono meno comodi della frase a effetto. Il meccanismo di adeguamento è previsto per legge e il metodo di calcolo del governo è stato bocciato da Tar e Consiglio di Stato, con l'Avvocatura dello Stato uscita sconfitta. Più che un aumento, in gran parte sono arretrati dovuti. Non a caso la manovra ha già un fondo sentenze da 1,9 miliardi per il 2027. Anche le cifre sono contese: Anm e Corte dei conti le ritengono sovrastimate.
Che un governo scelga le priorità di spesa è legittimo. Meno lineare è dire "non posso firmare" davanti a un atto dovuto e lasciare, di fatto, al Consiglio di Stato la via del commissario che sposterebbe altrove la responsabilità politica. Ma anche la magistratura associata dovrebbe interrogarsi: rivendicare il diritto è sacrosanto, farlo mentre i tribunali cadono a pezzi e mancano cancellieri rende il quadro, a molti cittadini, poco commovente.
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