Meloni boccia il gasolio di Trump a Putin: rischioso, ma l'alleato non si tocca (avvenire.it)
0In Senato, alla vigilia del Consiglio europeo, Giorgia Meloni ha definito "molto rischiosa" l'intesa annunciata da Donald Trump il 9 ottobre: la sospensione per sei mesi delle sanzioni Usa sul diesel russo, con forniture promesse da Mosca (300mila tonnellate subito, 500mila a novembre, poi un milione). Tre i rischi indicati dalla premier: legittimazione per Mosca, nuove entrate per la guerra, indebolimento delle sanzioni.
La critica, però, è chirurgica: il rincaro dei carburanti, ha spiegato, dipende soprattutto dalla guerra in Iran e non da quella in Ucraina. Una lettura comoda, che sposta il problema lontano da Palazzo Chigi e lascia a Trump il ruolo di alleato "imprudente" più che di responsabile di una svolta. Zelensky, intanto, parla di segnale di debolezza; Ue e Regno Unito mantengono le proprie sanzioni.
La contraddizione è doppia. A Roma si chiede all'Europa un negoziatore comune e più compattezza, mentre l'unico vero allentamento delle sanzioni arriva da Washington, cioè dal partner su cui si è costruita la postura atlantista del governo. E sul fronte interno, chi per anni ha chiesto di "parlare con Mosca" scopre che a farlo, con un occhio ai prezzi e alle elezioni di midterm, è proprio l'alleato di riferimento.
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