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La tortura cancella la prova (cbsnews.com)

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Un giudice militare statunitense ha escluso dal processo le confessioni rese nel 2007 all’FBI da Khalid Sheikh Mohammed, accusato di aver ideato gli attentati dell’11 settembre. L’accusa non ha dimostrato che quelle dichiarazioni fossero volontarie: prima dell’interrogatorio dell’FBI, Mohammed era passato per le prigioni segrete della CIA e per il waterboarding.

La decisione non assolve l’imputato e non cancella le altre prove. Cancella però una confessione centrale, mentre il processo è fissato provvisoriamente al 2028: ventisette anni dopo la strage. È il risultato istituzionale di una scorciatoia scelta in nome dell’emergenza e trascinata per un quarto di secolo dentro l’aula.

La tortura non ha reso la giustizia più rapida né più solida. Ha consegnato alla difesa l’argomento più potente, all’accusa un fascicolo contaminato e alle famiglie delle vittime un’attesa interminabile. Lo Stato che rinuncia alle proprie regole per punire il terrorismo finisce spesso per punire soprattutto il proprio processo.

https://www.cbsnews.com/news/judge-throws-out-confession-alleged-911-mastermind-khalid-sheikh-mohammad/

Tag: 11 settembre CIA giustizia Guantanamo tortura

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