La pace europea arriva in munizioni (elpais.com)
0La Commissione europea ha approvato altri 6,1 miliardi di euro per sistemi antiaerei e antimissile, missili, munizioni e radar destinati all’Ucraina. L’annuncio cade nel giorno dell’indipendenza ucraina e mentre a Kiev si riunisce la Coalizione dei volenterosi: simbolismo politico e capacità militare ormai viaggiano nello stesso pacchetto.
Il sostegno è comprensibile: senza difese, una trattativa con Mosca sarebbe soltanto la ratifica della forza. Ma Bruxelles continua a presentare ogni nuova spesa come se bastasse la parola “difesa” a risolverne tutte le conseguenze. Missili, radar e produzione bellica servono a proteggere; alimentano anche una guerra che l’Europa dice di voler chiudere senza ancora mostrare un percorso negoziale altrettanto concreto.
La contraddizione non è spendere per Kiev. È avere cifre, scadenze e forniture per le armi, mentre la diplomazia resta affidata a formule come “pace giusta e duratura”. L’Europa sta imparando a essere una potenza militare; deve ancora dimostrare di saper trasformare quella forza in politica.
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