La missione che non doveva chiamarsi missione (difesa.it)
0Il ministro Guido Crosetto è tornato davanti alle commissioni Esteri e Difesa per spiegare la presenza italiana in Arabia Saudita, dopo l’attacco alla base di Ta’if che il 18 settembre ha danneggiato un Eurofighter senza ferire il personale. Il nodo politico, però, si è concentrato anche su una parola comparsa sul sito della Difesa: missione.
Per il governo si tratta invece di un rischieramento, definizione che non impone lo stesso passaggio parlamentare. Crosetto ha riconosciuto l’errore sul portale e promesso di accertarne la responsabilità. Ma quando centinaia di militari, caccia e sistemi di difesa operano in un’area colpita dai missili, ridurre il confronto alla terminologia rischia di capovolgere il problema.
I fatti sono verificabili: il contingente esiste, l’aereo è stato colpito e il Parlamento ha chiesto chiarimenti. L’interpretazione è politica: una democrazia non dovrebbe affidare a un’etichetta amministrativa il confine tra trasparenza e coinvolgimento militare.
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