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In fallimento finiscono anche le confidenze (ag.ny.gov)

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Character.AI ha chiesto la protezione del Chapter 11 e cerca un acquirente. Una coalizione bipartisan di 40 procuratori generali statunitensi ha chiesto al tribunale fallimentare del Delaware di impedire che la vendita trasformi in merce anche le conversazioni degli utenti: chat private, chiamate vocali, età, dati dei dispositivi e perfino confidenze sulla salute mentale.

Le autorità contestano inoltre alla piattaforma di avere esposto minori a contenuti sessuali, violenti e autolesionistici e di avere presentato alcuni bot come professionisti abilitati. Sono accuse ancora oggetto di indagini e trattative, non una sentenza; il fallimento e l'intervento dei procuratori sono invece documentati.

La contraddizione è tutta qui: il chatbot vendeva intimità simulata, ma nel dissesto l'intimità reale rischia di comparire nell'inventario. Se la tutela dei dati dipende dalla buona volontà del prossimo compratore, la privacy non è un diritto: è una clausola subordinata al prezzo.

https://ag.ny.gov/press-release/2026/attorney-general-james-urges-court-protect-children-and-consumers-characterai

Tag: Character.AI chatbot fallimento minori privacy

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