Il deputato col martello, l’esercito come scorta (abc.net.au)
0Il deputato israeliano di estrema destra Zvi Sukkot si è fatto filmare mentre colpiva con una mazza un monumento palestinese a Madama, in Cisgiordania occupata. Era entrato nel villaggio con una scorta militare ottenuta per una visita autorizzata; l’esercito afferma che lui e i suoi collaboratori hanno nascosto le proprie intenzioni e agito senza permesso. Quando i soldati hanno ricevuto istruzioni, il tour è stato interrotto.
Sukkot sostiene che il monumento celebrasse responsabili di attentati contro israeliani. Anche se fosse questa l’intera storia della lapide, un parlamentare non diventa per questo giudice, squadra di demolizione e regista della propria campagna elettorale. Se un simbolo viola la legge, lo rimuove un’autorità seguendo una procedura; se lo abbatte un politico protetto dai fucili dello Stato, la procedura diventa scenografia.
L’esercito accusa il deputato di manipolazione, ma le immagini mostrano il problema più grande: nella Cisgiordania occupata il confine tra istituzione e militanza può ridursi al tempo necessario perché arrivi una telefonata al comandante. Il martello era di Sukkot; l’uniforme, però, apparteneva a Israele.
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