Hormuz, la guerra che nessuno chiama guerra (agi.it)
0Nello Stretto di Hormuz gli Stati Uniti hanno colpito obiettivi delle Guardie della Rivoluzione iraniane, secondo quanto riferito dal Centcom, in risposta a tentativi di sabotaggio contro navi mercantili e personale militare americano nella zona. Poche ore dopo Teheran ha risposto con missili e droni contro basi statunitensi nella regione, mentre il presidente iraniano Massoud Pezeshkian, a colloquio con Putin, ha promesso la vittoria bollando l'attacco americano come ingiustificabile.
Donald Trump, dal canto suo, ha minacciato via Truth Social una rappresaglia "di portata e intensità molto maggiori" se l'Iran dovesse reagire ulteriormente, la stessa retorica muscolare già sentita nei round precedenti di un'escalation che dura da mesi. Ogni parte si dichiara vittima ed ognuna rivendica la propria azione come mera "difesa": è il linguaggio tipico delle guerre che nessuno chiama guerra, finché il prezzo del petrolio, salito di oltre il 4% in poche ore, non lo ricorda a tutti.
Nel frattempo si contano vittime civili, almeno due morti in un attacco vicino Sirik durante un matrimonio, e danni a infrastrutture energetiche, mentre le cancellerie occidentali, Italia compresa, si limitano ad auspicare "moderazione". Una formula che si ripete a ogni escalation e che finora non ha fermato nessuna delle due parti.
https://www.agi.it/estero/news/2026-09-01/usa-iran-guerra-38822622/
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