Dublino torna in Italia, gli slogan restano a Bruxelles
0Diversi Paesi europei hanno annunciato l’intenzione di riprendere i trasferimenti verso l’Italia dei richiedenti asilo che, secondo le regole di Dublino, devono essere esaminati dal Paese di primo ingresso. Roma aveva sospeso di fatto le riammissioni alla fine del 2022, richiamando la pressione sul sistema di accoglienza; ora il conto politico e amministrativo torna sul tavolo.
Il governo denuncia un’Europa che pretende solidarietà a senso unico. L’obiezione ha un fondamento, ma non cancella la contraddizione: per anni Roma ha promesso di cambiare le regole, mentre il nuovo Patto europeo non ha fatto sparire la responsabilità del primo ingresso. La propaganda ha dichiarato chiuso un problema che i trattati e le cancellerie non avevano chiuso affatto.
Il risultato è il rituale abituale: gli altri governi invocano le norme quando convengono, quello italiano invoca la sovranità quando scopre di non averle cambiate. In mezzo restano persone, prefetture e comuni. I confini si difendono anche negoziando accordi efficaci; i post indignati, invece, non fermano né i trasferimenti né gli sbarchi.
0 commenti
I commenti sotto la soglia restano compressi. Chiunque può scrivere, anche senza account usando il Codardo Anonimo.
Scrivi un commento