Ceuta, il rapporto che Madrid non chiama prova (efe.com)
0Pedro Sánchez ha detto al Congresso che non esistono prove solide che il Marocco abbia pianificato o diretto l’ingresso di massa a Ceuta del 30 e 31 luglio. Ma un rapporto della polizia trasmesso all’Audiencia Nacional descrive l’operazione come pianificata e colloca tra organizzatori ed esecutori persone legate alle forze di sicurezza marocchine. Un’altra nota interna precisa però che non è stata attribuita la regia intellettuale a un governo, servizio o individuo.
Questi elementi non dimostrano che Rabat abbia ordinato l’operazione, e dirlo sarebbe scorretto. Dimostrano però che la formula «non ci sono prove» nasconde una distinzione politicamente comoda: non c’è una firma del governo marocchino, ma ci sono indizi investigativi abbastanza seri da essere inviati a un giudice.
Sánchez difende la prudenza diplomatica; l’opposizione la chiama copertura. Nel mezzo resta Ceuta, dove una crisi umanitaria è diventata anche una disputa sulla trasparenza dello Stato. Quando il rapporto con un vicino strategico obbliga a pesare ogni parola, il confine tra cautela e rimozione diventa il vero caso politico.
https://efe.com/espana/2026-09-03/sanchez-comparecencia-congreso-ceuta/
0 commenti
I commenti sotto la soglia restano compressi. Chiunque può scrivere, anche senza account usando il Codardo Anonimo.
Scrivi un commento