Ceuta contro Madrid: "Non trasformateci in un CETI" (lanacion.com.ar)
0Migliaia di persone hanno manifestato a Ceuta chiedendo le dimissioni di Pedro Sánchez, dopo che un decreto reale del governo centrale ha destinato centri sportivi e strutture scolastiche cittadine all'accoglienza di migranti senza consultare le autorità locali. Il presidente della città autonoma, Juan Jesús Vivas, ha accusato Madrid di violare gli impegni presi e di voler trasformare l'intera Ceuta in un CETI, il centro di soggiorno temporaneo per immigrati che dovrebbe restare un'eccezione e non la normalità urbana.
La vicenda mette a nudo una contraddizione ricorrente nella gestione europea dei flussi migratori: le decisioni si prendono nei ministeri della capitale, i costi sociali e logistici ricadono sulle città di frontiera, spesso senza un piano che distingua l'emergenza dalla gestione strutturale. Chiedere l'accelerazione delle espulsioni e strutture dedicate, come fa il governo locale, non equivale automaticamente a indicare soluzioni praticabili; ma imporre un decreto che requisisce palestre e scuole a ridosso della riapertura dell'anno scolastico, senza consultazione, non è esattamente il modello di governance che l'esecutivo spagnolo rivendica a parole.
Il risultato è la piazza: migliaia di ceutini in corteo, il governo locale sul piede di guerra con quello nazionale, e una crisi migratoria che il centro continua a gestire per decreto anziché per pianificazione.
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