Alessandra Matteuzzi era controllata anche sui social. Il "compagno" voleva un messaggio ogni 10 minuti. Ma il problema era come si vestiva?
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Gelosia, videochiamate e infine molteplici colpi al cranio e anche altre lesioni rilevate a livello del torace, hanno fatto cessare la vita alla giovane donna di Bologna.
"Ho sempre paura di trovarmelo davanti ogni volta che torno" - diceva preoccupata alla fine di luglio
Alessandra Matteuzzi ha denunciato di esserecontrollata costantemente sui social dal compagno.
Oltre alle richieste continue di inviargli foto e video per dimostrare
dove si trovava, la donna uccisa a Bologna da Giovanni Padovani aveva
riferito ai carabinieri, nella querela sporta il 29 luglio, di aver
scoperto, a febbraio, che le password dei suoi profili erano state tutte
modificate. "Ho potuto constatare - raccontava - che erano state
modificate sia le email che le password abbinate ai miei profili,
sostituite con indirizzi di posta elettronica e password riconducibili a
Padovani". Inoltre "ho rilevato anche che il mio profilo Whatsapp era
collegato a un servizio che consente di visualizzare da un altro
dispositivo tutti i messaggi da me inviati. Ne ho quindi dedotto che che
nei giorni in cui era stato da me ospitato era riuscito a reperire
tutte le mie email e le mie password che avevo memorizzato nel
telefono".
da Ansa
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